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Grande Giove! – Jupiter e l’arma segreta Dynaudio

Metodologia scientifica e robotizzata per Jupiter, tra le più sofisticate camere di ascolto e prova su progetto Dynaudio

In Danimarca c’è il laboratorio Dynaudio Jupiter con un grande robot, dove sono stati sviluppati i diffusori Evoke. Grazie al lavoro degli ingegneri e all’incredibile sala prove sono diventati la migliore linea mai realizzata. Progettazione, ascolto, messa a punto e test con ascolto effettivo portano via tempo ma consentono di raggiungere livelli di precisione e resa altrimenti impossibili.

Un ambiente di grandi dimensioni con un robot al centro potrebbe sembrare l’arma finale contro cui si scaglierebbe James Bond, ma qui il grande Giove offre una avanzata e diversa camera anecoica al servizio della misurazione più sopraffina. Un grande cubo che misura 13 metri per lato, e che costituisce il nucleo dell’edificio dedicato ai laboratori Dynaudio, con un elevatissimo grado di flessibilità per offrire misurazioni ad hoc a seconda del tipo di progetto. Lo specifico diffusore può venire misurato individualmente oppure si possono installare più altoparlanti contemporaneamente per simulare la configurazione audio domestica. Il braccio del robot che dispone di 31 microfoni effettua così una misurazione a 360° gradi, scoprendo pregi e limiti degli altoparlanti e dei risultati a seconda delle possibili posizioni.

Jupiter

La classica camera anecoica include montagne di materiale fonoassorbente in modo da abbattere quasi del tutto riverberi ed echi, battere le mani all’interno non genera alcun eco. Il fatto è che in tali condizioni si pongono dei limiti quanto a capacità di gestire al meglio l’intero spettro di frequenze, con maggior spazio a misurazione di medi e alti. La soluzione in Jupiter quella di impegnare un budget di gran lunga superiore, aumentando le dimensioni del locale e provvedendo al relativo trattamento acustico.

I 31 microfoni sono montati a intervalli di 6° gradi, misurando 180° gradi di suono in un unico passaggio, arco che può ruotare così come ruota il supporto su cui si trova l’elemento interessato al test, per una misurazione a 360° gradi grazie alla programmazione proprietaria Dynaudio. In tal modo è possibile accumulare dati che consentano di stimare con la massima precisione possibile il raggio d’azione di un driver.

Jupiter

Parte macchina ma anche parte di ascolto vero e proprio per giungere a un risultato che sulla carta potrebbe anche risultare identico, ma non alla prova dei fatti quando il segnale è percepito da orecchio esperto.

Tecnologia che ha abbassato i tempi di verifica, ma proprio in virtù di ciò è fondamentale avere una precisa scadenza per evitare che la rapidità di esecuzione dilati per contro i test spingendo a procedere a un livello di perfezionamento oltre il quale poi la differenza resterebbe una mera palestra per ingegneri che non farebbe più concreta differenza. Link a Dynaudio.

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