Buchardt Audio presenta i kit MK2 per aggiornare i diffusori attivi compatibili con nuova elettronica, DSP avanzato, amplificazione Axign, correzione ambientale e tweeter RFA19. Un’idea che vorremmo vedere applicata molto più spesso
Parliamo oggi dei due kit MK2 Upgrade di Buchardt Audio non perché ci siano molti utenti italiani in possesso dei diffusori attivi del brand danese (anzi, immaginiamo siano pochissimi), ma perché l’idea alla base di questi due prodotti dovrebbe essere presa e messa in pratica da molti più produttori.
Più precisamente, parliamo di due kit che fungono da aggiornamento hardware per alcuni diffusori attivi di Buchardt Audio. Chi possiede uno di questi modelli compatibili e vuole mantenerne cabinet e driver originali, può così sostituire esclusivamente l’elettronica interna e in certi casi anche il tweeter, senza dover acquistare in toto un diffusore più recente, performante e completo. Gli MK2 Upgrade Kit possono inoltre essere installati direttamente dall’utente utilizzando comuni utensili, senza quindi richiedere interventi invasivi, invio dei diffusori alla sede di Buchardt a Them o modifiche strutturali.
L’operazione rappresenta comunque un investimento importante, ma il concetto alla base appare piuttosto interessante. Invece di rendere obsoleti prodotti ancora perfettamente funzionanti, viene offerta la possibilità di adottare l’ultima piattaforma elettronica sviluppata dall’azienda, che introduce nuove funzionalità e miglioramenti prestazionali senza dover acquistare una ben più costosa coppia di diffusori nuovi.
L’aggiornamento interessa diversi modelli della gamma attiva di Buchardt. I possessori degli A500, A500SE e A700 (ormai fuori catalogo) possono beneficiare dell’intero pacchetto da 1500 euro, che comprende anche la sostituzione del tweeter originale con il più recente RFA19. I modelli A700LE e Anniversary 10, invece, ricevono tutte le novità elettroniche previste dal kit (1250 euro), ma mantengono il proprio tweeter poiché utilizzano già il componente più evoluto.
Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda proprio il nuovo RFA19, sviluppato da Buchardt Audio in collaborazione con SB Acoustics. Si tratta di un tweeter a cupola in alluminio da 19 mm caratterizzato da una particolare progettazione che sposta la frequenza di risonanza intorno ai 30 kHz, ben oltre la banda udibile. Il trasduttore è inoltre inserito in una guida d’onda in alluminio progettata per controllare con maggiore precisione la direttività della dispersione sonora.
L’elemento più importante del kit dell’aggiornamento è però rappresentato dalla nuova piattaforma di amplificazione digitale sviluppata sfruttando la tecnologia della società olandese Axign. Ogni diffusore integra quattro canali in Classe D capaci di erogare 250 watt RMS ciascuno, per una potenza complessiva di ben 1.000 watt RMS. Oltre all’incremento della riserva dinamica, cambia anche l’architettura stessa dell’amplificazione.
A differenza della generazione precedente, il convertitore digitale-analogico non è più un componente separato, ma viene integrato direttamente nello stadio di amplificazione. Questa soluzione riduce il numero di circuiti coinvolti nell’elaborazione del segnale, accorcia il percorso audio e permette una maggiore integrazione tra DSP e sezione finale di potenza, con benefici sia sul piano dell’efficienza energetica sia sulla riduzione della distorsione armonica. Per garantire stabilità anche durante le richieste di maggiore corrente, ogni modulo viene abbinato a un nuovo alimentatore da 600 watt, dimensionato per sostenere senza difficoltà le elevate prestazioni dell’amplificazione digitale.
Parallelamente cresce anche la dotazione dedicata alla connettività. Il kit introduce ingressi e uscite digitali coassiali che consentono il collegamento cablato tra i due diffusori attraverso un cavo da sei metri fornito nella confezione. Rimane comunque disponibile il supporto alla trasmissione wireless WiSA HT per chi preferisce eliminare il collegamento fisico sfruttando un trasmettitore compatibile. Novità anche per gli ingressi analogici. L’interfaccia XLR beneficia infatti di un convertitore analogico-digitale ESS di nuova generazione, progettato per digitalizzare il segnale proveniente da sorgenti esterne con maggiore precisione prima dell’elaborazione DSP interna.
È proprio il processore digitale a rappresentare uno dei maggiori passi avanti rispetto alla piattaforma precedente. Il nuovo DSP opera infatti a 96 kHz e 32 bit, offrendo una capacità di elaborazione sensibilmente superiore e mettendo a disposizione dell’utente numerose possibilità di personalizzazione. Tra queste figurano la correzione ambientale automatica, realizzabile tramite un iPhone oppure utilizzando il microfono dedicato Zen, filtri parametrici completamente configurabili, regolazioni basate sulla curva ISO 226:2003 per l’ascolto a basso volume, filtri passa-alto e numerose opzioni avanzate dedicate agli utenti più esperti.
Tutte queste impostazioni vengono gestite attraverso la rinnovata applicazione Buchardt, che comunica con i diffusori tramite un modulo Bluetooth Low Energy dedicato esclusivamente al controllo. La configurazione può quindi essere effettuata in modalità wireless senza ricorrere a interfacce USB o collegamenti cablati, rendendo l’intero processo decisamente più immediato.
Anche il sistema Mastertuning, da sempre uno dei punti di forza dei diffusori Buchardt, viene completamente rivisto. Le diverse configurazioni sonore possono ora essere scaricate, installate e modificate direttamente dall’applicazione, senza collegare fisicamente il diffusore al computer. Rimane comunque disponibile la procedura tramite USB per chi preferisce il metodo tradizionale.
Secondo Buchardt, la nuova piattaforma DSP permette inoltre di creare configurazioni molto più sofisticate rispetto al passato. Anche qualora alcune impostazioni predefinite della precedente generazione non fossero immediatamente disponibili, il margine di personalizzazione offerto dal nuovo sistema consente di replicarle o addirittura migliorarle attraverso regolazioni molto più approfondite. L’azienda sostiene che la combinazione tra nuova amplificazione, DSP più evoluto, convertitore ESS e, nei modelli compatibili, tweeter RFA19 produca un miglioramento percepibile sotto diversi aspetti. La scena sonora dovrebbe risultare più ampia, il dettaglio alle alte frequenze più raffinato e la gamma media maggiormente trasparente.
Gli utenti che decideranno di affrontare autonomamente l’installazione possono contare anche su una garanzia di due anni dedicata ai nuovi moduli, il che contribuisce a rendere l’operazione meno rischiosa.
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