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LG Sound Suite: la prima soundbar evoluta al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect

lg flexconnect
LG Sound Suite

LG si prepara a innovare il settore delle soundbar evolute con Sound Suite, sistema wireless modulare con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect che promette flessibilità, scalabilità e un’installazione davvero plug-and-play

Se quest’anno il sistema soundbar top di gamma di Samsung non promette particolari novità concettuali, LG ha deciso di offrire qualcosa di più originale e intrigante, non limitandosi a lanciare l’ennesima soundbar evoluta di fascia alta ma optando per un ecosistema modulare basato su componenti wireless pensati per crescere nel tempo, adattarsi agli spazi reali delle abitazioni e ridurre drasticamente la complessità che da sempre accompagna l’audio multicanale domestico. Il fulcro di questo nuovo sistema Sound Suite, che il produttore coreano presenterà all’imminente CES 2026 di Las Vegas, è la soundbar H7, la prima al mondo a integrare il Dolby Atmos FlexConnect.

Questa tecnologia, di cui abbiamo già parlato, promette un campo sonoro immersivo che si adatta automaticamente alla disposizione della stanza e alla posizione effettiva dei diffusori, senza dover ricorrere a misurazioni manuali, menu complicati o installazioni invasive. FlexConnect nasce proprio per eliminare quelle barriere che hanno reso il Dolby Atmos domestico una soluzione spesso riservata agli appassionati più pazienti o agli impianti tradizionali con sintoamplificatore.

Dal punto di vista tecnico, FlexConnect consente di mettere in comunicazione il sistema audio integrato di un TV o di una soundbar con diffusori wireless aggiuntivi, creando una scena sonora più ampia e tridimensionale. Il sistema analizza l’ambiente, riconosce la posizione reale di ogni speaker e ottimizza in tempo reale la resa spaziale. Tutto avviene in modo automatico, senza richiedere competenze specifiche all’utente finale, anche se l’aspetto più interessante, almeno sulla carta, riguarda la natura dichiaratamente “brand-agnostic” della tecnologia, pensata per funzionare con diffusori wireless di produttori diversi.


In questo contesto, la scelta di LG assume un valore strategico che va oltre il singolo prodotto. Dopo l’annuncio in tal senso di TCL, che lo scorso settembre ha portato FlexConnect su alcuni suoi TV e speaker wireless, l’ingresso di LG conferma che questa tecnologia inizia davvero a essere un tentativo concreto di creare uno standard trasversale.

lg flexconnect

All’interno dell’ecosistema LG, l’espansione è affidata a componenti dedicati (e tassativamente wireless) come i diffusori surround M7 e M5 e il subwoofer W7. La filosofia è quella di partire da una configurazione essenziale e arrivare progressivamente a un impianto completo fino a 13.1.7 canali, calibrato sulle dimensioni e sulla geometria dell’ambiente domestico. È rilevante sottolineare che la H7, quando utilizzata come dispositivo audio principale, può sfruttare il Dolby Atmos FlexConnect anche con TV compatibili di altri brand tramite HDMI. Parallelamente, l’azienda coreana ha già confermato l’arrivo del supporto FlexConnect sui TV premium del 2026 e su alcuni modelli 2025, come gli OLED C5 e G5 tramite aggiornamento software.

Un ulteriore livello di raffinatezza è introdotto dall’uso della tecnologia ultra-wideband, che consente di adattare il punto di ascolto ideale alla posizione fisica dell’utente nella stanza. In combinazione con la funzione Room Calibration Pro, il sistema analizza le caratteristiche acustiche dell’ambiente e applica un’elaborazione basata su intelligenza artificiale per mantenere un equilibrio tonale coerente e una resa avvolgente indipendentemente dal posto occupato.

La soundbar H7 integra il processore α11 AI Gen 3, lo stesso impiegato nei televisori OLED di fascia alta di LG. Un elemento che porta nel dominio audio una capacità di calcolo avanzata per il rendering sonoro, l’upmix dei contenuti stereo in multicanale e la separazione intelligente degli oggetti sonori. Dialoghi, musica ed effetti vengono quindi gestiti come elementi distinti, con una regolazione dinamica che varia in base alla tipologia di contenuto riprodotto.

Sul piano puramente acustico, LG ha scelto di affidarsi a driver targati Peerless, marchio storico nel settore dei trasduttori. È un segnale che va letto come la volontà di dare sostanza tecnica a un progetto che, per sua natura, rischierebbe altrimenti di essere percepito come prevalentemente software-driven.

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Nonostante le ottime premesse, rimangono due dubbi. Il primo riguarda il prezzo di un impianto completo a 13.1.7. canali (LG non ha ancora rivelato nulla a proposito), mentre il secondo è la reale interoperabilità tra brand diversi. Finché non verrà dimostrata la compatibilità effettiva tra hardware LG e soluzioni FlexConnect di altri produttori (per esempio gli speaker wireless di TCL), la promessa di apertura resta infatti sospesa tra marketing e potenziale concreto. A questo si aggiunge l’incognita WiSA, standard wireless che LG ha supportato a lungo e che ora si trova a convivere con una nuova visione dell’audio multicanale e “object-based” senza fili.

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Se comunque FlexConnect manterrà ciò che promette, l’equilibrio del mercato audio domestico wireless potrebbe cambiare in modo sensibile, mettendo sotto pressione gli ecosistemi chiusi e ridefinendo il concetto stesso di soundbar evoluta. In caso contrario, resterà l’ennesima tecnologia convincente sulla carta, in attesa che il software faccia davvero la differenza.

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