Muse HiFi presenta MUSE 300, DAC e amplificatore cuffie desktop con OS proprietario, chip ES9039 Ultra, Bluetooth LDAC e design completamente bilanciato
L’azienda cinese Muse HiFi prova a distinguersi nel sempre più affollato mercato dei DAC desktop con un prodotto che punta chiaramente a rompere gli schemi tradizionali dell’audio da scrivania. Il MUSE 300 nasce infatti come piattaforma integrata che combina conversione digitale di fascia alta, amplificazione bilanciata e un sistema operativo proprietario.
Ed è proprio quest’ultimo elemento a rappresentare la parte più interessante dell’intero progetto. Là dove moltissimi dispositivi simili si appoggiano ad Android o a interfacce embedded relativamente standardizzate, Muse HiFi ha creato un sistema operativo dedicato esclusivamente alla gestione audio. Secondo il produttore, MUSE OS è stato sviluppato nell’arco di tre anni attorno a un controller MCU a 32 bit e a oltre 200 interfacce dedicate. L’obiettivo di questo sistema operativo è eliminare i colli di bottiglia, la pesantezza e le interferenze tipiche dei sistemi operativi general purpose, privilegiando velocità operativa, stabilità e ottimizzazione del percorso audio.
È una filosofia che richiama in parte l’approccio di alcuni streamer hi-end specializzati, dove il software viene costruito specificamente per minimizzare latenza, processi inutili e potenziali contaminazioni del segnale digitale. Naturalmente, bisognerà verificare sul campo quanto questa architettura produca vantaggi realmente percepibili all’ascolto, ma il tentativo di differenziazione appare evidente. Muse HiFi sta cercando di trasformare il DAC desktop in un dispositivo più interattivo, personalizzabile e visivamente moderno rispetto alla classica elettronica hi-fi piena di menu spartani e display minimali.
In questo senso lo schermo IPS da 5 pollici gioca un ruolo centrale. Il pannello da 480×854 pixel permette di gestire tre differenti interfacce grafiche (Cyberpunk, Minimalist e ACG), ciascuna pensata per un pubblico specifico. La prima punta su estetica futuristica e colori accesi, la seconda su un’impostazione più pulita e tradizionale, mentre la modalità ACG strizza apertamente l’occhio alla cultura anime e gaming asiatica.
L’idea è avvicinare il mondo dell’audio desktop a quello dei dispositivi digitali contemporanei, superando l’approccio estremamente conservativo che domina ancora buona parte dell’hi-fi tradizionale. Anche il sistema di controllo segue questa filosofia. Muse HiFi ha concentrato gran parte delle operazioni in un singolo encoder multifunzione progettato per semplificare navigazione, volume, selezione ingressi e modalità operative.
Dal punto di vista puramente audio, però, il MUSE 300 resta un prodotto decisamente serio. La sezione DAC è infatti affidata all’ESS ES9039 Ultra, attualmente uno dei convertitori Sabre di riferimento nella fascia alta consumer. Il chip viene implementato all’interno di una struttura completamente bilanciata con stadio LPF basato su OPA1612 e doppio modulo amplificatore TP6120A.
La scelta dell’ES9039 suggerisce una firma sonora probabilmente orientata a trasparenza, dettaglio e dinamica, caratteristiche tipiche delle implementazioni ESS ben realizzate. Muse HiFi dichiara inoltre una distorsione THD+N dello 0,0006%, dato estremamente basso che colloca il dispositivo in una fascia tecnica molto competitiva. Interessante anche la potenza disponibile sull’uscita cuffie bilanciata da 4,4 mm, che raggiunge i 2200 mW (immaginiamo su un carico di 32 Ohm). Numeri sufficienti per pilotare senza particolari problemi gran parte delle cuffie magnetoplanari e dinamiche presenti sul mercato desktop, mantenendo margine operativo anche con modelli relativamente esigenti.
Il MUSE 300 integra inoltre tre differenti profili sonori selezionabili tramite commutazione analogica. È un dettaglio importante perché Muse HiFi specifica di non utilizzare DSP digitali o elaborazioni software invasive per modificare la timbrica. La modalità Balanced punta a un’impostazione neutra e universale, Tube cerca di simulare la corposità armonica e il medio-basso caldo tipico delle valvole, mentre il profilo ACG enfatizza energia, presenza vocale e rapidità dei transienti, con una resa chiaramente pensata per gaming, anime e contenuti dinamici.
Sul fronte wireless il dispositivo utilizza un chip Qualcomm QCC3095 con Bluetooth 5.4 e supporto LDAC, aptX Lossless e piattaforma Snapdragon Sound. Molto curata anche l’alimentazione grazie a un alimentatore dedicato con trasformatori a basso ripple specificamente ottimizzati per ridurre rumore e contaminazioni elettriche.
Come connessioni fisiche, sul pannello posteriore trovano posto USB, ottico, coassiale, Bluetooth, uscite XLR bilanciate e RCA sbilanciate, mentre frontalmente sono disponibili jack cuffie da 6,35 mm e 4,4 mm bilanciato. Anche il posizionamento commerciale sembra aggressivo. Il prezzo retail annunciato è di 439 dollari (circa 385 euro), ma la campagna Kickstarter partita ieri prevede offerte iniziali comprese tra 349 (306 euro) e 399 dollari (350 euro). Cifre che, considerando hardware, display, connettività e architettura bilanciata, potrebbero rendere il MUSE 300 particolarmente competitivo nella fascia desktop enthusiast.
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