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Musica liquida: i migliori servizi di streaming

Musica liquida: i migliori servizi di streaming

Dai servizi gratuiti agli abbonamenti mensili che includono materiale hi-res ecco ciò che di interessante offre il mercato della musica liquida

Musica liquida, questa (s)conosciuta. Un mercato che ha già fagocitato milioni di appassionati vecchi e nuovi ed è in continua evoluzione, anche soprattutto per le molteplici offerte in termini di bacino di brani ascoltabili e non ultima la qualità tecnica.

Dalla nascita del disco fonografico nel 1889 da parte dell’inventore tedesco Emile Berliner di musica sotto i ponti ne è passata tanta da non bastare una vita per ascoltarla. Dal vinile al CD (andata e ritorno) verso il digitale il passaggio non è stato breve, così come nel corso del tempo si sono succeduti diversi brevetti e formati dalla differente resa qualitativa e livello di trasportabilità, quest’ultimo valore aggiunto sempre più importante.

Musica liquida: i migliori servizi di streaming
A sinistra il MiniDisc, di fianco la risposta olandese di Philips con la DCC

Transizioni tecnologiche e stagioni della musica hanno visto nascere e morire più o meno rapidamente formati come il MiniDisc piuttosto che la Philips DACC (Digital Audio Compact Cassette), per poi giungere alla liofilizzazione digitale in file dove la più nota codifica è certamente l’MP3. Questo algoritmo di compressione del segnale audio almeno all’inizio ‘castrava’ anche pesantemente la fonte con deprecabili risultati.

Ricerca e sviluppo legati alla musica ‘liquida’ offerta da servizi streaming via rete già da diverso tempo hanno “liberato” l’appassionato, non collezionista, dal giogo del fisico. Una passaggio che certamente ha liberato dalla necessità di trasferire quanto posseduto nella propria discoteca sotto forma maggiormente trasportabile, evitando il più possibile compromessi qualitativi.

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Uno dei primi lettori MP3 commercializzati, il RIO PMP300

Sono nati così i servizi di musica online fruibili da device portatili come un comune smartphone o tablet, ma ha preso il via anche un’offerta hardware sempre più importante e rivolta a chi desidera ascoltare musica attraverso il proprio impianto Hi-Fi casalingo. Tra wireless e praticità nel quotidiano permane il culto audiofilo attraverso streamer di qualità convogliando (quasi) senza perdite (lossless) il segnale dal web ad amplificatore e diffusori. I servizi di streaming audio sono tanti e noi abbiamo creato una piccola classifica di quelli ritenuti più interessanti per volume dell’offerta ma tenendo d’occhio anche la qualità tecnica.

QOBUZ

Qobuz è il miglior servizio di streaming audio in termini di qualità assoluta del materiale musicale in liquido, e arriva dalla Francia. Offerta partita ad alta qualità nel 2016 con tracce audio CD 16 bit poi evolutasi a flusso 24 bit. Sono ormai quattro anni che è possibile ascoltare programmi musicali in streaming ad alta risoluzione. Musica di qualità significa anche costi maggiorati, dove l’offerta Qobuz al top chiede l’abbonamento annuale a 299,99€ e accesso a un vasto catalogo a risoluzione fino a 192 kHz / 24 bit in modalità FLAC (Free Lossless Audio Codec). Si tratta di file molto più grandi rispetto allo stesso brano in MP3 ma la qualità audio è impareggiabile. Abbiamo approfondito il servizio Qobuz in questo recente articolo.Musica liquida: i migliori servizi di streaming

Al momento Qobuz ha tagliato la qualità audio in basso e i piani di abbonamento per ascoltare musica MP3 o qualità audio CD, puntando sulla fidelizzazione di appassionati in cerca di materiale audio no-compromise. Così come al momento la maggior parte della concorrenza più o meno diretta di colossi dello streaming non ha ancora deciso se e come muoversi in tal senso.

SPOTIFY

Ad essersi guadagnato il podio di miglior offerta streaming c’è Spotify. Con termine di paragone unicamente YouTube quello svedese di Spotify attualmente vanta numeri da capogiro, con oltre duecentoquarantotto milioni di utenti di cui circa centotredici milioni sono del tipo ‘Premium’ a pagamento. I numeri degli abbonati sono alti per l’elevata flessibilità del servizio, con app per ogni tipo di dispositivo e sistema operativo (Android, Windows, macOS o iOS). È sufficiente un account e si può partire subito con l’ascolto di milioni di brani, che col solo account gratuito implica la presenza di spot pubblicitari.

Aderendo a tale servizio si può iniziare ad ascoltare musica attraverso un player, non compatibile col sistema operativo Apple Safari. Ciò che più conta è la qualità del servizio fornito, che nel caso del Lettore Web di Spotify vede la presenza di file compressi AAC (Advanced Audio Coding), sistema in parte superiore all’MP3 per resa e spazio occupato: AAC 128 kbps con iscrizione free che diventa AAC 256 kbps con abbonamento.

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Spotify è il miglior servizio streaming per qualità, flessibilità e costi

Attenzione però che la resa tecnica cala ulteriormente al di fuori del Player Web, con codifica Vorbis in contenitore Ogg (Ogg Vorbis) e flusso dati 160 kbps Free che diventa 320 kbps se Premium, comunque superiore all’MP3 benché sempre lossy. Le differenze sono sensibili anche per il servizio nel suo complesso, dove a pagamento si aggiunge anche lo skip illimitato dei brani che non piacciono, si può scegliere qualsiasi file dal database e non ci sono spot pubblicitari. Peggio va in caso di fruizione free da dispositivo mobile e riproduzione in modalità casuale, skip del brano non oltre le sei volte in un’ora. Sono inoltre presenti piani per la famiglia o per studenti a prezzi ridotti e la piattaforma è compatibile anche con Playstation Music.

Il servizio Spotify Hi-Fi che potrebbe aggiungersi a quello Premium offrirebbe un ascolto tipico di un CD, a risoluzione 44.1 kHz / 16 bit. Al solito percepire la differenza con una traccia AAC 256 kbps richiederà un ascolto tramite impianto stereo, non immediato se con un paio di cuffie e circondati dal frastuono della città, a meno che non si impieghino headset con cancellazione intelligente del rumore. Da questo punto di vista Spotify resta più indietro rispetto alla concorrenza quanto a materiale audio hi-res lossless. Spotify inoltre non consente di caricare le proprie library di brani. Costo utenza singola al mese 9,99€ / 14,99€ per la famiglia (6 utenze) e 4,99€ al mese per gli studenti.

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Tra le librerie musicali più imponenti di sempre, ma per ora niente alta risoluzione

APPLE MUSIC

Se foste alla ricerca del database più vasto al mondo la scelta ricade inevitabilmente su Apple Music. Si può arrivare anche a centomila brani caricati tra i preferiti, l’ascolto gratuito live di canali radio via web. Il servizio streaming di Apple è nato a metà 2015, non esiste sotto forma gratuita eccetto il periodo di prova di tre mesi in cui è possibile testare il servizio, medesima offerta che potrebbe replicarsi anche per vecchi utenti che dopo essere stati abbonati non hanno effettuato rinnovo. Lo streaming Apple è pari a 256 kbps ed è anche in questo caso AAC, per cui la resa rispetto a Spotify Premium dovrebbe essere del tutto simile da cui resta difficile comprenderne i limiti, a meno di non essere cultori della qualità assoluta che pretendono un flusso dati ancora più coerente e fedele all’originale. La policy aziendale non va incontro agli amanti della qualità sonora tout-court, dato che gli eventuali file hi-res caricati nella propria library vengono comunque convertiti in AAC.

In termini di semplicità d’uso non siamo dalle parti di un’interfaccia intuitiva come ci si aspetterebbe e occorre un minimo di tempo per capire come muoversi. Segnaliamo la sezione “For You – Per te”, dove la scoperta di nuovi artisti e sonorità potrebbe farsi interessante, dato che attraverso algoritmi proprietari Apple vengono suggeriti artisti similari e composizioni basate sui gusti dell’utente, senza dimenticare quanto si è ascoltato in passato. Anche qui l’offerta è legata ad abbonamenti per la famiglia (14,99€) dove ciascun componente dispone di accesso illimitato al database musicale Apple e naturalmente accesso libreria personale di musica caricata in cloud e quindi accessibile ovunque. Ulteriore offerta quella studenti che abbatte il costo a 4,99€ al mese ma per un massimo di quattro anni in totale, non vengono considerati mesi in cui l’abbonamento viene sospeso. In alternativa l’iscrizione singola utenza chiede 9,99€ al mese. Anche per il servizio della grande mela si resta in attesa di scoprire future evoluzioni offrendo agli appassionati anche materiale hi-res.

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Se siete già clienti Amazon Prime sono inclusi due milioni di brani con Amazon Music

AMAZON MUSIC UNLIMITED

Abbonandosi al servizio annuale Amazon Prime che da accesso alla piattaforma Amazon Prime Video si dispone anche di Amazon Prime Music per fruire di musica streaming. Con Prime Music si ha accesso a oltre due milioni di brani e quaranta ore di ascolto liquido senza pubblicità, che tornano nuovamente disponibili il mese successivo. Di fatto Prime Music è un ‘assaggio’ di Amazon Music Unlimited, il servizio streaming musicale più completo di Amazon che fa salire la base dati di file a oltre cinquanta milioni, senza limitazione alcuna e senza pubblicità. Il funzionamento è anche offline, ascoltando materiale già scaricato, purché si disponga di apparati mobile Android, iOS e tablet Fire o Fire TV Stick oltre all’hardware Amazon Alexa.

Prezzi in linea con la concorrenza a 9,99€ individuale e 14,99€ il family. Ci sono però anche altre offerte mirate come l’abbonamento Amazon Music Unlimited Echo al costo mensile di 3,99€ quando la fruizione avviene attraverso un solo dispositivo Echo di Amazon. Tecnicamente l’offerta streaming è simile ad Apple Music con file AAC a 256 kbps mentre Amazon già guarda avanti a un contesto ad alta risoluzione con un nuovo servizio chiamato Amazon HD, non ancora fruibile in Italia (attualmente solo Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti e Giappone).

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YouTube Music è un abbonamento per ascoltare brani anche in background

YOUTUBE MUSIC

YouTube e la musica, perfetto binomio conosciuto da tanti per la possibilità di visionare e caricare video musicali. Spettacolo sonoro che però si chiude altrettanto repentinamente una volta chiuso il collegamento all’omonimo portale, a meno che non si effettui un abbonamento a YouTube Premium. Alla stregua della concorrenza l’offerta include ascolto di album, creazione playlist, download e caricamento brani personali, compatibile Android e iOS e con browser PC tra cui Chrome, Firefox e Safari. La versatilità è il suo forte, anche se il bacino musicale non è alla stregua di Apple Music o Spotify, disponibile attraverso app dedicata il cui uso resta abbastanza intuitivo. L’applicazione mobile è di fatto una versione semplificata del portale web, dove gli ostacoli legati all’utilizzo free restano l’impossibilità dell’ascolto a schermo spento e la pubblicità alquanto invasiva.

C’è di buono che lo storico delle preferenze rispetto all’uso su computer o comunque al di fuori dell’app non viene perduto e quindi le proposte sono subito in linea coi gusti del proprietario. In virtù di questo come da tradizione anche la singola selezione di un brano è seguita da altri che abbiano una certa affinità col precedente. Nessun limite allo skip dei brani, senza dimenticare che il flusso dati solo audio cuba molto meno spazio dell’equivalente video+audio, per cui attenzione ai piani tariffari mobile quando si è al di fuori della propria rete domestica. In perfetta linea con la concorrenza l’abbonamento singolo è di 9,99€ al mese, quello famiglia da sei componenti al massimo di 14,99€. Lo stream qualitativo resta quello basico della concorrenza con flusso dati AAC 128 kbps per la versione Free che diventano 256 kbps sempre AAC per la Premium, abbassando manualmente il flusso dati in caso di rete limitata si scende a pesanti compromessi in HE-AAC (High Efficiency Advanced Audio Coding) a 48 kbps.

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Per ampiezza dell’offerta e qualità tecnica Tidal è da considerare

TIDAL

Nato nel 2014 il servizio Tidal potrebbe andrebbe considerato specie se si è grandi fruitori di musica ad alta qualità, specie attraverso l’impianto stereo. L’offerta prede due piani, quello base a 9,99€ con l’intero parco file musicali ascoltabile in AAC a 320 kbps, quindi superiore a Spotify. Salendo di prezzo a 19,99€ al mese sale anche la qualità che da poco, oltre all’ascolto di materiale con resa CD lossless a risoluzione 16 bit / 44,1 kHz, al momento include anche l’opzione Master, ovvero l’ascolto di una base di centosettantamila brani Hi-Res a 24 bit / 96 kHz.

Ciò è stato possibile grazie all’interesse da parte dell’azienda americana detentrice del portale, dietro cui c’è niente meno che il rapper Jay-Z, nei confronti della tecnologia MQA (Master Quality Authenticated), lanciata nel 2014 da Meridian. La società ha sviluppato un software capace di comprimere file audio di qualità hi-res in un formato con dimensioni non spropositate e comunque senza perdere qualità: come avevamo già spiegato in questo articolo. Nell’offerta Master sono incluse anche registrazioni dal vivo, di fatto le più sorprendenti e fedeli, il tutto fruibile tramite applicazione compatibile sia Android che iOS. Un gradino sotto l’offerta ancor più raffinata di Qobuz, quella di Tidal è meno social oriented, non consente di caricare i propri brani mentre rispetto ad altri offre anche eventi dal vivo.

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Chi possiede un impianto Hi-Fi potrebbe considerare l’aggiunta di uno streamer audio per ascolto di musica anche ad alta risoluzione come il Technics SL-G700

STREAMER Hi-FI

Ricordando che la maggiore necessità di un segnale audio di qualità è direttamente proporzionale a quella del flusso dati che l’accompagna partendo dal basso possiamo così schematizzare i codec più noti OPUS (64 kbps), MP3 (320 kbps), VORBIS (320 kbps), AAC (192/256 kbps), FLAC (320/1411/4608 kbps). Disponendo in casa propria di hardware di maggiore caratura varrebbe la pena considerare Tidal e Qobuz con file ad alta risoluzione degni di un ascolto attraverso l’impianto Hi-Fi casalingo corredato di streamer. È in tale ambito che i più importanti brand dell’audio vanno a misurarsi con proposte anche di alto lignaggio capaci di gestire file hi-res fino a 32 bit / 384 kHz come il Pioneer N-70AE, il Technics SL-G700, il NAD C658 fino a salire ulteriormente di gamma e prestazioni con pezzi da novanta come il Mark Levinson No. 5101 o il McIntosh RS200, il NAD Masters M10 o il Linn Selekt DSM.

Il consiglio resta come sempre quello di testare in prima persona il prodotto streaming tenendo in debita considerazione non solo la base dati musicale e la qualità tecnica ma anche e soprattutto il tempo: rispetto al costo di abbonamento quanto si sfrutterebbe il servizio streaming nell’arco del mese? In qualità di pendolari del lavoro con un buona cuffia a isolamento acustico e nessuna velleità audiofila la scelta potrebbe essere Spotify, Apple Music o YouTube Premium.

L’abbonamento? Vale certamente una riflessione in tal senso, se siete insofferenti rispetto alla pubblicità e alle limitazioni legate all’offerta vincolata al panorama musicale più recente l’abbonamento gratuito potrebbe non bastare. Volendo addentrarsi per maggiori livelli di profondità per composizioni siano esse di leggera o classica passare da qualche milione a decine di milioni di brani potrebbe aumentare le probabilità di trovare ciò che si cerca, soprattutto aprirsi nuovi orizzonti dell’arte in musica. Occhio come sempre alle offerte a tempo che per i primi mesi abbattono ulteriormente i costi!

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