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Ortofon rilancia sull’analogico estremo: le testine Vertex e MC X50 tra ambizione assoluta e high-end più accessibile

ortofon vertex

Ortofon presenta la MC Vertex da 15.000 euro e la MC X50 da 1500 euro: due testine phono premium e ultra-premium che raccontano due idee diverse di alta fedeltà

All’High-end Vienna 2026 Ortofon ha presentato la testina MC Vertex dal prezzo proibitivo e la sorella minore (molto minore) MC X50. La prima, con il suo prezzo di 15.000 euro, si colloca in uno spazio pensato per sistemi in cui tutto il resto della catena è già stato portato a un livello tale da rendere visibili, anzi udibili, perfino le micro-variazioni più sottili generate dal contatto tra puntina e parete del solco.

Ortofon pone al centro di questo piccolo “gioiello2 acustico il nuovo profilo diamantato Vertex, con raggio di scansione da 4 μm e raggio di contatto da 110 μm. Una geometria che sposta il focus dalla semplice precisione alla capacità di distribuire il carico in modo più uniforme lungo la parete del solco, riducendo l’usura localizzata e migliorando la stabilità di tracciamento nelle sezioni più complesse. Dopotutto, in una testina di questo livello, il tipo di profilatura è uno degli elementi che più incidono sulla restituzione del segnale ancora prima che il segnale stesso raggiunga il pre-phono.

A rendere il progetto ancora più radicale è il cantilever in diamante solido lucidato al laser. Il diamante è stato scelto perché offre rigidità elevatissima, massa bassissima e una capacità di trasmettere l’energia meccanica con meno flessioni, meno ritardi e meno accumuli indesiderati rispetto ai materiali più tradizionali. È esattamente il genere di scelta che fa capire quanto Ortofon stia lavorando sulla velocità di risposta e sul controllo dei transienti, due parametri che nei sistemi top di gamma si traducono in una sensazione di maggiore pulizia, precisione e leggibilità del messaggio sonoro.


Anche il corpo della testina ha un ruolo centrale e non potrebbe essere altrimenti. Il telaio in titanio SLM con rivestimento DLC è una soluzione che punta a combinare rigidità strutturale, controllo delle risonanze e precisione geometrica. La fabbricazione tramite Selective Laser Melting consente una libertà progettuale che la lavorazione tradizionale fatica a garantire, soprattutto quando bisogna bilanciare massa, robustezza e comportamento vibratorio interno.

All’interno, Ortofon adotta un sistema magnetico raffinato con armatura non magnetica, abbinato a bobine in argento ad alta purezza. Una scelta che va letta come tentativo di ridurre la massa in movimento e migliorare la linearità della generazione del segnale, con particolare attenzione alla risposta sui transienti e alla tenuta della separazione tra i canali. In parallelo, entra in gioco il sistema Wide Range Damping, basato su un disco in platino collocato tra due smorzatori realizzati con compound proprietari in gomma. L’obiettivo è controllare la risonanza lungo l’intera banda udibile senza soffocare la vivacità della testina né appiattirne la dinamica.

Come specifiche tecniche, Ortofon riporta 0,3 mV di uscita, separazione tra canali di 30 dB, bilanciamento di 0,1 dB, risposta in frequenza da 20 Hz a 20 kHz entro ±1 dB, impedenza interna di 19 ohm, compliance laterale di 9 μm/mN e forza di lettura consigliata di 2,5 grammi. Valori coerenti con una testina a bassissima uscita costruita per lavorare in sistemi che non perdonano approssimazioni di setup o debolezze a valle.

A confronto, la nuova Audio-Technica AT-MCD1, presentata anch’essa a Vienna, segue un’impostazione parzialmente diversa pur mirando allo stesso segmento elitario. L’azienda giapponese propone infatti una testina da 11.000 dollari con cantilever e stilo in diamante integrati, uscita da 0,55 mV, separazione di 28 dB, impedenza di 12 ohm, risposta fino a 50 kHz e forza di lettura di 1,8 grammi.

È evidente che i due brand stanno interpretando la categoria con filosofie differenti. Audio-Technica cerca una soluzione ad alta tecnologia, estremamente ambiziosa e molto diretta, mentre Ortofon lavora su una combinazione più articolata di materiali, smorzamento e geometrie di contatto. Il risultato è lo stesso solo in apparenza, perché la firma sonora e il comportamento operativo di queste cartucce saranno presumibilmente molto diversi.

Molto più interessante e appetibile per un pubblico più ampio è la testina MC X50. Qui il prezzo scende a circa 1500 euro e si entra in un territorio che molti appassionati possono davvero prendere in considerazione per un impianto di livello. Il profilo Nude Micro Ridge con raggio 2,5/75 μm, il cantilever in boron e la sospensione in gomma sviluppata appositamente per questo modello mostrano un’impostazione più tradizionale ma ancora decisamente evoluta, con l’obiettivo di garantire tracciamento accurato, massa mobile contenuta e stabilità nel comportamento meccanico.

Anche qui Ortofon lavora molto sull’architettura interna tra bobine in argento ad alta purezza, magnete rinnovato con cilindro polare integrato nel giogo posteriore e corpo in acciaio inox MIM con struttura interna a nido d’ape. Ne esce un progetto che cerca il giusto compromesso tra rigidità, smorzamento e peso, senza rinunciare a una costruzione sofisticata. Con 0,4 mV di uscita, separazione di 28 dB, bilanciamento di 0,5 dB, impedenza interna di 6 ohm, forza d’appoggio consigliata di 2,0 grammi e peso di 8,6 grammi, la MC X50 sembra disegnata per integrarsi in modo naturale con bracci e stadi fono di livello, senza la necessità di entrare in un regime di manutenzione estrema o di settaggio quasi ossessivo.

I prodotti Ortofon sono distribuiti in Italia da Audiogamma.

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