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Recensione HiBy R6 Pro II 2025: a 799 euro è il DAP Android (quasi) definitivo

HiBy R6 Pro II 2025

L’HiBy R6 Pro II 2025 è un DAP Android evoluto e maturo, che rispetto al predecessore offre DAC Cirrus Logic, più potenza, autonomia migliorata e una resa sonora equilibrata e musicale. A 799 euro difficilmente troverete di meglio

HiBy R6 Pro II 2025: 799 euro

Nel panorama dei player audio digitali Android di fascia medio-alta, il nome HiBy non ha più bisogno di presentazioni. È infatti uno di quei brand che, nel tempo, hanno saputo costruirsi una reputazione solida affinando una visione coerente del prodotto audio portatile tra tecnologia concreta, interfacce curate, una certa idea di musicalità e una costante attenzione alle richieste della community. L’R6 Pro II 2025 da 799 euro nasce esattamente da questo approccio, non limitandosi a un semplice refresh cosmetico del predecessore del 2023 (che già era un DAP più che valido), ma migliorandolo in molti aspetti.

Chi ha avuto modo di conoscere l’R6 Pro II di tre anni fa, sa bene quanto fosse apprezzato per il suo carattere caldo-neutro, per la fluidità della resa e per una musicalità che riusciva a distinguersi in una fascia di prezzo estremamente competitiva. Allo stesso tempo, non mancavano alcuni compromessi, soprattutto sul fronte della potenza in uscita e dell’autonomia, due aspetti che nel mondo dei DAP Android sono spesso determinanti. Con l’R6 Pro II 2025, HiBy dimostra di aver ascoltato attentamente i feedback degli utenti, intervenendo in modo mirato e, soprattutto, senza stravolgere ciò che già funzionava.

Grande e pesante, ma non scomodo

Dal punto di vista concettuale, l’R6 Pro II 2025 è un DAP portatile che vuole porsi come punto di equilibrio tra prestazioni tecniche, usabilità quotidiana e resa sonora di alto livello. Non è un player “estremo”, non insegue numeri da record o soluzioni esasperate, ma punta a offrire un’esperienza completa e matura, capace di soddisfare sia l’audiofilo esperto, sia l’utente evoluto che desidera un dispositivo affidabile e raffinato per l’ascolto quotidiano.


Il design è uno degli aspetti che colpiscono maggiormente una volta che si toglie questo DAP dalla sua bella confezione, dove tra i vari accessori troviamo anche un’elegante cover in vera pelle. L’R6 Pro II 2025 è un DAP grande, senza mezzi termini, con dimensioni che ricordano quelle di uno smartphone moderno e un peso che sfiora i 300 grammi. Una scelta che può dividere, ma che appare coerente con la filosofia premium del prodotto tra lo chassis in alluminio lavorato CNC, il vetro su entrambi i lati, le linee asimmetriche sul retro e la particolare finitura della parte superiore, che conferiscono al dispositivo una personalità forte e riconoscibile, lontana dall’anonimato di molti concorrenti.

Inoltre, dal punto di vista ergonomico, HiBy ha lavorato bene sulla distribuzione dei pesi e sulle curvature, rendendo l’R6 Pro II 2025 più confortevole in mano di quanto le dimensioni e il peso farebbero pensare. La scelta di posizionare tutte le porte sul lato inferiore non mi ha fatto impazzire, mentre i pulsanti fisici, ben distanziati e con un feedback tattile convincente, contribuiscono a un’esperienza d’uso complessivamente positiva.

HiBy R6 Pro II 2025

Hardware premium…

Sotto il cofano si nasconde uno dei cambiamenti più significativi rispetto al modello precedente. HiBy è infatti il primo produttore a implementare i nuovi DAC Cirrus Logic CS4308P in configurazione dual mono, una scelta che segna un deciso cambio di rotta rispetto ad altri brand che continuano a preferire soluzioni AKM o ESS. Il CS4308P è un convertitore a otto canali progettato per supportare file DSD512 e PCM a 32-bit/768kHz e offrire elevata dinamica, basso rumore e una gestione estremamente raffinata dei segnali ad alta risoluzione. In questo contesto, HiBy ha lavorato con alimentazioni indipendenti e clock femtosecond a bassissimo jitter, dimostrando un’attenzione non banale alla qualità del percorso del segnale.

La sezione di amplificazione cuffie è altrettanto interessante. La possibilità di scegliere tra modalità Class A e Class AB non è una novità assoluta nel catalogo HiBy, ma qui trova una maturità diversa. Il raddoppio della potenza in uscita rispetto al R6 Pro II originale porta il valore massimo a 632 mW su carico da 32 ohm tramite l’uscita bilanciata, una cifra che, seppur non “mostruosa” (l’R8 II è su ben altri livelli, ma costa quasi tre volte tanto), rende il dispositivo adatto praticamente a qualsiasi IEM sul mercato e a una buona parte delle cuffie over-ear di media impedenza. Inoltre, gli alimentatori sono implementati in modo indipendente per ogni stadio critico (digitale, decodifica, preamplificatore e uscita), garantendo una corrente pura, stabile e priva di interferenze in tutto il sistema.

Sul fronte hardware generale, il Qualcomm Snapdragon 665 continua a essere una scelta sensata per questa categoria. Non è il SoC più recente in assoluto, ma garantisce fluidità, stabilità e un’esperienza d’uso priva di rallentamenti, soprattutto se abbinato come in questo caso ai 6 GB di RAM e ai 128 GB di memoria interna. La possibilità di espandere lo storage fino a 2 TB tramite microSD completa un quadro che, dal punto di vista pratico, convince pienamente, contando anche il bel display Full HD da quasi 6 pollici di diagonale.

HiBy R6 Pro II 2025

… e il software non è da meno

L’esperienza software è uno dei punti di forza del R6 Pro II 2025. Android 12 in “versione HiBy” offre un’interfaccia moderna, personalizzabile e compatibile con tutte le principali applicazioni di streaming e riproduzione musicale. L’integrazione di HiByOS non snatura l’esperienza Android, ma aggiunge funzionalità mirate all’ascolto audio come il bypass globale dell’SRC di sistema, un elemento cruciale per chi cerca una riproduzione bit-perfect anche all’interno delle app di terze parti. Di contro, ho notato alcuni sporadici micro-rallentamenti quando si naviga tra le varie schermate e una certa fatica iniziale a indicizzare sulla microSD il mio archivio di file FLAC da oltre 1 TB, ma si tratta di peccati veniali.

Il player HiBy Music merita una menzione a parte. È uno dei software di riproduzione più completi e intuitivi disponibili su Android, con una gestione della libreria efficace, un’interfaccia gradevole e strumenti avanzati come MSEB. Quest’ultimo rappresenta un approccio originale all’equalizzazione, essendo più vicino a una regolazione percettiva del suono che a un classico equalizzatore parametrico. È una funzione che può fare la differenza, soprattutto per chi ama adattare la resa sonora alle caratteristiche specifiche dei propri auricolari o cuffie.

Dal punto di vista della connettività, l’R6 Pro II 2025 convince pienamente. Il Wi-Fi è offerto in configurazione dual-band 2.4/5 GHz e non mancano opzioni utili come AirPlay, DLNA, HiByLink e HiByCast per il controllo remoto via Wi-Fi, mentre il Bluetooth bidirezionale (trasmissione e ricezione) supporta tutti i codec di rilievo, inclusi LDAC, aptX HD e UAT (peccato solo per l’assenza dell’aptX Lossless) e amplia ulteriormente gli scenari di utilizzo. Sul versante fisico, le quattro uscite audio sono divise divise tra due line-out (4,4 mm bilanciata e 3,5 mm sbilanciata) e due uscite cuffie, anche in questo caso disponibili in versione bilanciata e sbilanciata.

Accanto a queste troviamo una porta USB-C (ingresso e uscita), che oltre a funzioni di ricarica rapida (PD 2.0 a 18W) serve per collegare il DAP a un PC e usarlo sia come DAC esterno (senza il bisogno di installare alcun driver), sia per il trasferimento di file. La batteria da 5000mAh in modalità Classe AB è valutata a 14 ore di autonomia se si utilizza l’uscita bilanciata e fino a 16 ore con uscita single-ended, valori tutto sommato simili a quelli del modello precedente (in Classe A mettete in conto una riduzione dell’autonomia di circa il 30%) e che, fortunatamente, ho riscontrato anche durante i test con differenze davvero minime da quanto dichiarato da HiBy.

La prova d’ascolto

La resa sonora è l’aspetto centrale di un prodotto di questo tipo. Il carattere del R6 Pro II 2025, che ho testato con due diverse cuffie (Sennheiser HD 660S2, FiiO FT7), auricolari true wireless Huawei FreeBuds Pro 3 e auricolari cablati Creative Aurvana, si può definire caldo-neutro, con una leggera enfasi sulla musicalità e una presentazione complessivamente equilibrata. Non è un DAP analitico in senso stretto, né punta a un suono iper-dettagliato e chirurgico. Piuttosto, privilegia una coerenza timbrica che rende l’ascolto piacevole e coinvolgente anche su lunghe sessioni.

La gamma bassa è più autorevole rispetto al modello precedente, con un punch più deciso e una migliore definizione dei transienti. Non si tratta di un basso invadente o artificiosamente enfatizzato, ma di una presenza solida, capace di sostenere il ritmo senza mai diventare opprimente. Il miglioramento in questo ambito è evidente soprattutto con auricolari e cuffie dal carattere già equilibrato, che beneficiano di una base più energica e controllata.

La gamma media è probabilmente il punto di forza più evidente del R6 Pro II 2025. Le voci risultano naturali, leggermente avanzate, con una tessitura ricca e una fluidità che contribuisce a una resa estremamente musicale. La separazione tra gli strumenti è valida, così come la capacità di restituire micro-dettagli senza mai scivolare in una presentazione fredda o artificiosa.

La gamma alta completa il quadro con un’estensione convincente e una timbrica molto naturale. Il treble è arioso, ben definito, ma mai aggressivo e anche con auricolari e cuffie dal carattere brillante l’R6 Pro II 2025 riesce a mantenere un controllo che evita affaticamento e asprezze, segno di una progettazione attenta e di un’implementazione DAC-amplificazione ben riuscita.

HiBy R6 Pro II 2025

Si nota inoltre una scena sonora ampia e ben strutturata, con una buona percezione della profondità e una separazione degli elementi che cresce in modo evidente rispetto al modello del 2023. Con le Sennheiser (cuffie molto impegnative vista l’impedenza di 300 Ohm), questo DAP non riesce a fare miracoli, ma già con le FiiO si ha una significativa riserva di volume e, in generale, la potenza di uscita è in linea con altri DAP in questa fascia di prezzo.

Verdetto: 8,5/10

L’HiBy R6 Pro II 2025 rappresenta una sintesi matura della filosofia del brand cinese, ovvero perfezionare ciò che funziona puntando a un’esperienza d’ascolto autenticamente musicale. È un DAP “completo”, tanto nell’ergonomia e nella qualità costruttiva, quanto nella resa sonora, capace di affermarsi in un segmento dove la concorrenza (da FiiO a Shanling passando per iBasso e Cayin) non manca certo di alternative agguerrite.

Per questo suo nuovo modello da 799 euro HiBy ha introdotto innovazioni mirate come i nuovi DAC Cirrus Logic e una sezione d’amplificazione più robusta e raffinata rispetto a quanto visto tre anni fa nel modello precedente. Il risultato è un player moderno e con una firma sonora energica in gamma bassa, naturale nei medi e delicata ma estesa sugli alti.

In più, l’integrazione software continua a essere una delle migliori nel panorama dei DAP Android, rendendo l’esperienza d’uso quotidiana più vicina a quella di uno smartphone premium che a un tradizionale player hi-fi portatile. Le dimensioni generose e il peso non lo rendono il DAP più discreto in circolazione, senza contare la presenza di qualche sporadico rallentamento qua e là, ma è una scelta coerente con la sua vocazione high-end e con la ricerca di prestazioni solide e costanti.

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