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6G, Terabit e olografia – Quale futuro ci attende

Il 6G sarà il motore della nuova economia globale con velocità in Terabit, minimali tempi di latenza e incredibili scenari di comunicazione

Come il 6G? Siamo appena entrati nell’era del 5G e già all’orizzonte si prospetta una nuova rivoluzione. La quinta generazione delle tecnologie di telefonia mobile e cellulare deve ancora dimostrare tutto il proprio valore nel nostro Paese. Messa pubblicamente al rogo in quanto follemente ritenuta responsabile della diffusione del Covid-19, device che a oggi sfruttano solo in parte le nuove autostrade digitali mentre dai laboratori giungono rapporti relativi a nuovi venti di cambiamento del 6G.

Nazioni come Cina e Russia già premono per beneficiarne il più presto possibile, si prevede che tale tecnologia di comunicazione di nuova generazione aprirà gateway con volume dati trasmessi nell’ordine di grandezza di Terabit al secondo(!). La latenza scenderà in termini di microsecondi, facendo svanire i problemi di trasporto di immagini wireless come le olografiche.

6G

La gamma proposta per lo spettro 6G è compresa tra 300 GHz e 3 THz (TeraHertz). Anche se il lancio commerciale non dovrebbe avvenire prima del 2028 secondo quanto previsto da Samsung, ricerca e sperimentazione procedono senza sosta. Di fatto sono diversi i giganti delle telecomunicazioni che muovono in tale direzione, come Nokia, per rendere percorribile il 6G e accelerare il processo di transizione. Benché il 4G (che ragiona in MHz) sia ancora di casa nelle telecomunicazioni, quanto meno quelle locali, il 5G è presente su banda superiore (GHz), mentre il 6G come detto lavorerà anche in ambito THz, offrendo quello che si prospetta come un vero e proprio salto esponenziale sotto molteplici aspetti.

La necessità di veicolare un flusso sempre maggiore di dati in tempo reale è ciò a cui mira già il 5G. Il 6G punta a elevare le comunicazioni non solo rispetto alla velocità ma nel diverso modo di gestire il flusso informativo in termini di copertura, frequenze, infrastrutture e tecniche di trasmissione dati. Occorrerà migliorare l’efficienza energetica, predisporre canali Line of Sight (LoS – percorso ottico in linea retta tra trasmettitore e ricevitore) e array di antenne che lavorino in THz e migliorare l’intelligenza artificiale, solo per citare alcuni aspetti. Ciò dovrebbe dare ulteriore spinta all’impiego olografico oltre che a massive tecnologie MIMO: il Multiple Input Multiple Output è di fatto un sistema di antenne multiple sia lato emittente che ricevente per superiori prestazioni comunicative. MIMO non è una novità assoluta e in minima parte già sfruttato, ma quando si arriverà al 6G si vedrà aumentare la distanza di trasmissione e l’affidabilità senza necessità di banda addizionale, o maggiore potenza di trasmissione.

6G

Qualche possibile applicazione concreta col 6G? Oltre alla succitata trasmissione di immagini e video olografici in wireless ci si aspetta l’esponenziale espansione dell’IoT, controllo in tempo reale di sistemi robotizzati con latenza irrisoria, applicazioni sempre più complesse per realtà virtuale e aumentata, sistemi avanzati di assistenza alla guida con mappe 4K tridimensionali e  streaming video fino a 16K. Tenendo maggiormente i piedi per terra e considerando il livello di infrastrutture in cui versa oggigiorno l’Italia, andrebbe già bene se per il 2028 l’intero territorio fosse coperto da fibra ottica e il 5G funzionasse senza riserve.

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