Apple ha aumentato drasticamente il prezzo di Apple TV 4K. Il modello con Ethernet e 128 GB arriva a 299 euro, alimentando dubbi sulla prossima generazione del set-top-box di Cupertino prevista entro fine anno
Dopo Sony con PlayStation 5, Microsoft con Xbox Series S/X e Valve con i prezzi fuori mercato di Steam Machine, anche Apple ha deciso di alzare i prezzi di molti suoi prodotti e, oltre ai MacBook e agli iPad, è toccato anche alla Apple TV 4K di terza generazione, che ha ormai quattro anni alle spalle. Il piccolo streaming box di Cupertino, da anni considerato una delle alternative più solide e raffinate nel panorama dei media player domestici, entra così da un giorno all’altro in una fascia di prezzo che rischia di comprometterne seriamente l’attrattiva commerciale.
Sul sito italiano di Apple, il modello base di Apple TV 4K con 64 GB di archiviazione e connettività Wi-Fi passa infatti da 169 a 229 euro. Ancora più pesante il rincaro della variante superiore con 128 GB di memoria interna e porta Ethernet integrata. In questo caso, il prezzo sale da 189 a 299 euro, una cifra che porta il dispositivo in un territorio decisamente complicato.
A quasi 300 euro, Apple TV 4K smette infatti di competere con i tradizionali streamer domestici e finisce inevitabilmente per confrontarsi con prodotti molto più versatili, incluse console entry-level, mini PC e alcune soluzioni home theater più complete.
Ed è qui che emerge il vero problema strategico. Apple TV 4K è certamente un ottimo media player, probabilmente ancora uno dei migliori per fluidità, qualità software e supporto alle applicazioni avanzate come Plex, Infuse o Kodi. Il processore A15 Bionic continua a garantire una potenza nettamente superiore rispetto alla maggior parte dei concorrenti Android TV o Fire TV presenti sul mercato.
L’esperienza d’uso resta eccellente anche sul fronte audiovisivo tra Dolby Vision, HDR10+, Dolby Atmos, frame rate matching accurato e integrazione profonda con l’ecosistema Apple, che mantengono il dispositivo molto competitivo dal punto di vista tecnico. Il valore percepito cambia però radicalmente quando il prezzo raggiunge certe soglie e chiedere quasi 300 euro per uno streamer che, dal punto di vista hardware, appartiene a una generazione lanciata nel 2022 inizia a essere complicato per Apple.
La situazione attuale alimenta inevitabilmente interrogativi anche sul futuro del prodotto. Da mesi circolano infatti indiscrezioni su una nuova Apple TV 4K prevista nel corso del 2026, probabilmente con un SoC aggiornato e capacità AI più avanzate. Dopo questi aumenti, però, iniziano a emergere dubbi concreti sulla strategia che Apple potrebbe adottare.
Se l’attuale generazione raggiunge già cifre così elevate, il prossimo modello rischia di collocarsi in una fascia di prezzo ancora più estrema. Ed è difficile immaginare un mercato realmente ampio disposto a investire somme simili per un dispositivo dedicato esclusivamente allo streaming domestico. Esiste persino la possibilità che Apple stia rivalutando il ruolo stesso di Apple TV all’interno del proprio ecosistema hardware. Il settore dei media player standalone si è infatti progressivamente ristretto negli ultimi anni, complice l’evoluzione delle smart TV integrate e la crescente diffusione di sistemi operativi come Google TV, webOS e Tizen.
La spiegazione più plausibile per questi rincari resta legata all’attuale crisi delle memorie e alla pressione sulla supply chain globale. I costi di DRAM e NAND stanno aumentando rapidamente a causa della domanda legata ai data center AI e ai sistemi ad alte prestazioni. Apple non ha rilasciato comunicazioni ufficiali sugli aumenti, ma il contesto industriale rende abbastanza chiaro il motivo dei rincari.
Per chi stava valutando l’acquisto di Apple TV 4K, esiste però ancora un piccolo margine di manovra. Al momento di scrivere infatti, alcuni grandi store online come Amazon e MediaWorld stanno mantenendo il listino precedente, ma è quasi scontato che a breve anche su questi lidi troveremo i nuovi prezzi maggiorati.
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