La carenza globale di chip RAM e NAND flash, alimentata dalla corsa all’IA, rischia di colpire duramente anche il mercato dei TV nel 2026. Si salvi chi può!
Chiamarla semplicemente “carenza di chip” sarebbe riduttivo. Quello che il settore dell’elettronica di consumo si trova ad affrontare oggi è uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta di memoria (RAM e storage NAND flash), che promette di ripercuotersi su prezzi e disponibilità dei prodotti con una forza senza precedenti nell’ultimo decennio.
Il termine “RAMageddon”, coniato per descrivere questo scenario, è si un gioco di parole, ma cattura anche l’urgenza reale di una crisi che sta per manifestarsi in modo assai visibile per i consumatori finali. All’origine del problema ci sono i big dell’intelligenza artificiale, con i loro data center famelici e i modelli linguistici di nuova generazione che stanno assorbendo quantità enormi di memoria e sottraendo componenti all’intera filiera produttiva.

Quando la domanda di un componente essenziale come la memoria RAM supera l’offerta disponibile, i prezzi salgono per tutti, indipendentemente dall’applicazione finale. Smartphone, PC, console e TV (il settore che a noi di AF Digitale interessa maggiormente) si trovano così a competere per le stesse risorse con player dotati di budget infinitamente superiori.
Per quest’anno, analisti di IDC, Counterpoint e Omdia stimano un calo delle vendite di smartphone nell’ordine dell’8% su base annua, mentre il mercato dei PC potrebbe contrarsi tra il 5% e il 9%, con i prezzi al dettaglio di questi dispositivi che potrebbero aumentare fino al 30%. Qualcomm, che fornisce chip alla quasi totalità dei produttori mondiali di smartphone, ha già annunciato aumenti di prezzo per i propri componenti e, durante una recente conference call, il CFO dell’azienda ha confermato che diversi brand stanno già rivedendo al ribasso i piani produttivi per l’anno in corso.
Sul fronte della filiera, le dichiarazioni del CEO di Phison, Khein-Seng Pua, meritano attenzione particolare. Phison controlla il 20% del mercato mondiale dei controller SSD, il 40% dello storage automotive e una quota significativa del segmento server, avendo quindi una posizione di osservazione privilegiata sull’intera industria.

Secondo Pua i produttori di dimensioni minori rischiano concretamente di non riuscire ad acquistare memoria a nessun prezzo, perché i grandi player in grado di negoziare contratti di fornitura preferenziali tenderanno ad assorbire tutta la disponibilità esistente. Per molte realtà medio-piccole del settore, la prospettiva è addirittura quella del fallimento.
In questo scenario a dir poco preoccupante, il mercato TV occupa una posizione peculiare. I televisori odierni, compresi i modelli top di gamma, non utilizzano i formati più avanzati di RAM, ma dipendono comunque da memorie di generazione precedente. Anche questo segmento sta però attraversando una fase di carenza, separata da quella dei chip di fascia alta.
A questo si aggiunge il problema dei moduli di storage integrati, componenti fondamentali per le funzioni smart dei TV. Il dato più eloquente riguarda i moduli eMMC da 8GB, il cui prezzo medio nel 2024 era di circa 1,50 dollari mentre oggi si aggira attorno ai 20 dollari. Un aumento di ben tredici volte in meno di un anno, sempre ammesso che si trovino scorte disponibili. Nelle scorse settimane, la stessa Samsung ha ammesso apertamente che i prezzi dei propri televisori “potrebbero aumentare”.

Vale la pena precisare che nel costo di produzione complessivo di un TV, il pannello e il sistema di retroilluminazione (almeno per i modelli LCD) rappresentano la voce di spesa dominante. La memoria incide in misura minore, ma ciò non cambia il fatto che senza componenti sufficienti la produzione ne risente. E se la produzione rallenta, l’offerta di nuovi modelli sul mercato si riduce, la domanda comprime ulteriormente le scorte disponibili e i prezzi salgono per effetto combinato della scarsità e della concorrenza tra acquirenti.
Le ripercussioni sul lancio dei modelli 2026 di Samsung, LG ed Sony sono già oggetto di discussione nell’industria. Sony starebbe anche valutando di posticipare il lancio di PlayStation 6 proprio per via delle difficoltà di approvvigionamento di componenti critici, un chiaro segnale di come il problema stia attraversando trasversalmente tutti i segmenti dell’elettronica.
Per chi sta pianificando l’acquisto di un nuovo TV e contava di attendere i nuovi modelli delle gamme 2026, la situazione attuale suggerisce di riconsiderare questa strategia, proprio perché il mercato a cui ci si troverà di fronte tra qualche mese potrebbe essere sensibilmente diverso (e più costoso) da quello attuale.
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