SoC più potente per supportare Apple Intelligence, porta USB-C, gaming più maturo. Ecco cosa vorremmo dalla prossima Apple TV 4K a quattro anni di distanza dal modello del 2022
C’è qualcosa di peculiare nel modo in cui la comunità degli appassionati di tecnologia guarda al media player Apple TV 4K. È infatti un prodotto che ha sempre vissuto una sorta di doppia vita, con da un lato una parte software curata, aggiornata con regolarità e integrata in un ecosistema che pochi rivali riescono ad avvicinare e, dall’altro, un hardware che ha spesso dato l’impressione di poter fare molto di più. C’è quindi una certa attesa per una nuova versione della Apple TV 4K quattro anni dopo quella del 2022, che potrebbe essere annunciata a breve nell’evento Apple del 4 marzo e portare con sé una serie di novità chieste a gran voce dagli appassionati.
Il chip: il nodo centrale di tutto
La prima, inevitabile questione riguarda il SoC. L’attuale Apple TV 4K monta un A15 Bionic, lo stesso System on Chip che equipaggiava l’iPhone 13 del 2021. Non è un SoC “debole” (tutt’altro), ma in un settore dove Apple stessa ha abituato il mercato a cicli di aggiornamento accelerati mantenere un A15 su un dispositivo da salotto comincia a pesare, soprattutto sul fronte delle ambizioni gaming e dell’IA.
Un passaggio a un chip della serie A17 o, in uno scenario più ottimistico, a una variante della famiglia M, cambierebbe radicalmente le cose. Non si tratterebbe soltanto di benchmark più alti (che in un device come questo contano fino a un certo punto), ma significherebbe Neural Engine per l’intelligenza artificiale applicata all’upscaling video, capacità grafiche superiori per i videogiochi dell’App Store e una longevità del dispositivo decisamente più rassicurante per chi si appresta a investire in un media player più costoso della media (attualmente, l’Apple TV 4K parte da 169 euro).

L’upscaling tramite machine learning, in particolare, è diventato un terreno di battaglia cruciale tra i produttori di TV e i box multimediali. Sony lo fa con il suo Cognitive Processor XR, Samsung con il Neural Quantum Processor e anche soluzioni più economiche come il Fire TV Stick stanno integrando algoritmi di miglioramento dell’immagine sempre più raffinati. Apple, con la propria competenza nell’ottimizzazione software-hardware, potrebbe fare qualcosa di straordinario in questo campo, sempre che decida di puntarci davvero.
Il gaming… il grande incompiuto
Se c’è un capitolo che torna ciclicamente nelle discussioni attorno ad Apple TV, è quello del gaming. Apple Arcade è un servizio solido, con una libreria che nel tempo si è arricchita di titoli interessanti, e la possibilità di collegare controller PlayStation e Xbox ha reso l’esperienza ludica su Apple TV più appetibile di quanto molti si aspettassero. Eppure la percezione diffusa è quella di un ecosistema gaming che non prenda ancora Apple TV sul serio come piattaforma.
Il problema è principalmente strutturale, visto che i giochi su App Store sono progettati primariamente per iPhone e iPad e la versione “per Apple TV” è spesso un adattamento piuttosto che un’esperienza costruita ad hoc.
Un SoC più potente nel prossimo modello potrebbe incentivare gli sviluppatori a spingere più in alto la qualità grafica e la complessità dei titoli, ma senza un segnale chiaro da parte di Apple (magari sotto forma di titoli esclusivi o di partnership con publisher di rilievo) il tutto rischia di restare comunque un’opportunità parzialmente mancata. Ecco perché si spera che il nuovo hardware sia accompagnato da annunci lato software capaci di ridefinire le ambizioni della piattaforma.

A questo punto però servirebbe anche più storage. Per giochi più ambiziosi e con asset grafici complessi e rendering nativo ad alte risoluzioni, gli odierni 128 GB diventerebbero infatti irrisori se consideriamo che già oggi un titolo come Death Stranding – Director’s Cut su iOS richiede circa 50 GB per l’installazione completa (per Resident Evil 4 ne servono poco più di 30, ma il discorso non cambia). Oggi la console più avara di storage è Nintendo Switch 2 con 256 GB, ma tramite microSD Express si può arrivare fino a 2 TB. Difficilmente però Apple aggiungerà uno slot microSD e quindi la speranza è che la prossima Apple TV integri almeno 256 GB.
Connessioni fisiche: un aggiornamento atteso da tempo
Sul piano della connettività fisica, le aspettative sono precise e difficilmente negoziabili e il passaggio a USB-C è dato ormai per scontato. Apple lo ha adottato su iPhone, iPad e MacBook, ma sull’attuale Apple TV 4K non vi è alcuna porta USB-C e la sua presenza sulla nuova versione consentirebbe il collegamento diretto a storage esterno (il grande assente da sempre), cattura video e scenari di utilizzo oggi impossibili.
L’IA applicata all’audio e al video
Apple Intelligence, presentata nell’estate 2024 e progressivamente integrata su iPhone, iPad e Mac, è rimasta finora assente da Apple TV a causa di evidenti limiti hardware (compresi i soli 4 GB di RAM). Il prossimo modello, a seconda del SoC integrato e della quantità di RAM, potrebbe finalmente cambiare le carte in tavola, portando alcune delle funzionalità IA direttamente nel salotto. Le possibilità sono numerose e affascinanti, come la trascrizione automatica in tempo reale per l’accessibilità e soprattutto, come già accennato, un upscaling video intelligente basato su modelli allenati da Apple.
Quest’ultimo punto merita un approfondimento. L’upscaling tramite AI non è una novità nel settore televisivo, ma la qualità dei risultati varia enormemente a seconda dell’implementazione. Apple ha dimostrato negli anni di saper ottimizzare gli algoritmi in modo che girino in modo efficiente sui propri chip, producendo output visivi di alta qualità senza surriscaldare il dispositivo o prosciugare le risorse. Applicare questa filosofia all’upscaling in 4K o 8K di contenuti a risoluzioni inferiori potrebbe trasformare la prossima Apple TV in un punto di riferimento per chi vuole il meglio dall’esperienza video.

Sul fronte audio, le aspettative riguardano soprattutto il miglioramento del passthrough Dolby Atmos e la gestione più granulare dei formati audio ad alta risoluzione. Apple Music offre già l’audio spaziale e il lossless su Apple TV, ma l’ecosistema potrebbe beneficiare di una migliore integrazione con amplificatori e soundbar di terze parti, magari attraverso protocolli come eARC più sfruttato o nuove API dedicate agli integratori di sistemi audio.
Il telecomando e l’interfaccia utente
Il controller Siri Remote di seconda generazione, introdotto insieme all’attuale Apple TV 4K, ha rappresentato un miglioramento significativo rispetto al suo tanto criticato predecessore. Eppure, nella comunità degli utenti c’è chi continua a chiedere di più: trackpad più grande, feedback aptico raffinato simile a quello del Taptic Engine su iPhone, retroilluminazione attivata dal movimento e pulsante di scelta rapida personalizzabile (ad esempio per lanciare direttamente un’app di streaming). Piccoli dettagli, certo, ma che nel quotidiano fanno la differenza tra un controller che si usa volentieri e uno che si abbandona presto in favore del telecomando del TV.
Più interessante è l’evoluzione attesa di tvOS. L’attuale versione 26.3 disponibile da pochi giorni ha introdotto diversi miglioramenti anche estetici (l’estetica Liquid Glass), ma nelle prossime release Apple potrebbe portare una maggiore personalizzazione, una gestione più intelligente dei contenuti consigliati (magari attraverso Apple Intelligence), playlist per film e serie TV o una migliore integrazione con i servizi di terze parti.

Thread e Matter: la casa connessa passa dal salotto
Un aspetto meno visibile (soprattutto in Italia) ma potenzialmente trasformativo riguarda il ruolo di Apple TV come hub domotico. Il modello attuale supporta già Thread e Matter, i protocolli che stanno diventando lo standard per l’interoperabilità dei dispositivi smart home. Il prossimo modello potrebbe ampliare questa vocazione con un chip Thread di nuova generazione, supporto a un numero maggiore di dispositivi connessi simultaneamente, o addirittura un sensore ambientale integrato per temperatura, luminosità e qualità dell’aria, che trasformerebbe Apple TV in un vero centro di controllo della casa.
Apple ha da tempo la visione di fare di Apple TV il cuore pulsante dell’ecosistema domestico e, con HomeKit che continua a crescere in popolarità e con Matter che promette di abbattere le barriere tra ecosistemi diversi, il prossimo aggiornamento potrebbe segnare un passo importante in questa direzione.

HDR evoluto e prezzi in salita?
La cosa che forse non vedremo? Il supporto al Dolby Vision 2, che richiede un chip apposito (per ora l’unico in commercio è il MediaTek Pentonic 800) e che non può essere inserito solo tramite un aggiornamento software. È vero che parlare oggi di Dolby Vision 2 è ancora molto prematuro (per non dire inutile) vista la completa assenza di contenuti (al momento si è fatta avanti solo Peacock), ma in ottica futura la sua assenza potrebbe pesare. Uso il condizionale perché i SoC Apple, così come il Pentonic 800, si basano su architettura ARM e non è quindi escluso che il chip a bordo della prossima Apple TV possa in qualche modo supportare il Dolby Vision 2
Non è nemmeno escluso un futuro supporto per l’HDR10+ Advanced, la risposta di Samsung al Dolby Vision 2 che è meno dipendente dall’hardware e punta a offrire un salto qualitativo nella resa luminosa e cromatica, sfruttando appieno la potenza dei pannelli di nuova generazione.
Nota finale per il prezzo. In tre generazioni, dal 2017 al 2022, l’Apple TV 4K non ha mai superato i 219 euro (oggi la versione con Ethernet e 128 GB di storage costa 189 euro), ma tra i rincari delle RAM, il nuovo SoC e più storage il prezzo del nuovo modello potrebbe benissimo superare nuovamente i 200 euro e avvicinarsi persino ai 300 euro.
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