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Stangata Accuphase: da ottobre rincari fino al 25%… si salvi chi può!

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Accuphase annuncia un nuovo aumento dei prezzi (il terzo dal 1974 a oggi): dal 1° ottobre rincari dal 4% al 10% sui componenti e fino al 25% su accessori e cavi

Parliamo di Accuphase perché c’è appena stato un annuncio ufficiale, ma la sensazione è che purtroppo anche altri produttori hi-fi e hi-end potrebbero presto seguire le stesse orme. La celebre azienda nipponica, i cui prodotti sono già tutt’altro che a buon mercato, ha infatti annunciato una nuova revisione dei prezzi di listino che entrerà in vigore sulle spedizioni effettuate a partire dal 1° ottobre 2026.

La decisione interessa gran parte del catalogo e arriva a quattro anni dal precedente adeguamento e a ben 52 anni dal primo (che riguardò però solo tre prodotti), confermando quanto l’aumento dei costi di produzione stia incidendo anche sul segmento dell’alta fedeltà più esclusivo.

La società giustifica l’intervento con la crescita dei prezzi delle materie prime e, soprattutto, con l’aumento dei costi dei componenti elettronici ed è proprio quest’ultimo elemento che fa temere per altri produttori. Accuphase sottolinea di aver cercato di contenere l’impatto attraverso interventi di riduzione dei costi, ma considera ormai difficile mantenere gli attuali listini. L’incremento previsto per i componenti principali oscilla indicativamente tra il 4% e il 10%, mentre per opzioni, schede aggiuntive e cavi si arriva fino al 25%.


Il dato ha un peso particolare considerando il posizionamento già elitario di Accuphase. Qui gli aumenti percentuali si applicano infatti a prodotti che possono già avere prezzi anche nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Un incremento apparentemente contenuto può quindi tradursi in migliaia di euro aggiuntivi per un singolo componente.

Tra gli amplificatori di potenza, per esempio, il monofonico A-300 passa da 1.485.000 a 1.595.000 yen, mentre il finale stereo P-7500 cresce dello stesso importo, raggiungendo 1.595.000 yen. Il P-4600 sale invece da 715.000 a 792.000 yen e l’integrato A-80 viene portato a 1.595.000 yen, partendo da 1.540.000.

La revisione coinvolge naturalmente anche la fascia alta della sezione preamplificazione. Il C-3900S passa da 2.420.000 a 2.530.000 yen, mentre il C-2900 raggiunge 1.595.000 yen contro i precedenti 1.540.000. Il C-2300 viene invece portato a 858.000 yen. Sul versante analogico, il pre phono C-57 passa da 825.000 a 880.000 yen.

amplificatore

Anche la sorgente digitale subisce un adeguamento generalizzato. Il trasporto CD/SACD DP-1000 e il convertitore D/A DC-1000 salgono entrambi a 1.540.000 yen, mentre il lettore DP-770 arriva a 1.650.000 yen dai precedenti 1.507.000. Il DP-570S passa invece da 792.000 a 858.000 yen.

C’è però una distinzione importante nella nuova tabella prezzi. Alcuni prodotti indicati come nuovi non rientrano infatti nella revisione perché vengono introdotti direttamente con il nuovo listino. È il caso del DC-500, convertitore D/A da 748.000 yen, del lettore CD DP-470 da 528.000 yen e dell’equalizzatore DG-78 da 1.078.000 yen. Per questi modelli, quindi, non ha senso parlare di un aumento rispetto al prezzo precedente.

L’intervento diventa ancora più evidente quando si passa agli accessori e alle opzioni. Come già accennato, le schede di espansione e i cavi registrano infatti alcuni degli aumenti percentuali più elevati dell’intera revisione. La scheda d’ingresso analogica AD-60 passa da 77.000 a 88.000 yen, mentre la DAC-60 sale da 99.000 a 110.000. Ancora più significativo è il caso della LINE-10, una scheda d’ingresso linea che passa da 8.800 a 11.000 yen con un incremento del 25%, il più elevato indicato nella revisione.

Anche i cavi della gamma Accuphase vengono interessati in maniera estesa. L’APL-1 passa da 22.000 a 24.200 yen, l’AL-10 da 11.000 a 13.200, mentre l’ASL-10B raggiunge 36.300 yen. Per le connessioni bilanciate, l’ALC-10B sale a 24.200 yen e l’ASLC-10B a 47.300. La revisione riguarda le diverse lunghezze delle serie ASL, ASLC, AL e ALC.

Per fortuna, non tutto il catalogo viene ritoccato. Restano invariati, tra gli altri, la testina MC AC-6, il relativo stilo di ricambio, l’unità phono AD-2900 e i cavi HS-LINK AHDL-15 e AHDL-30. La scelta di preservare alcuni articoli dimostra che l’adeguamento non è stato applicato in modo uniforme a ogni voce del catalogo.

Certo che se simili rincari inizieranno a interessare anche altri brand (e non per forza di fascia hi-end), la situazione potrebbe diventare presto critica sia per le aziende, costrette a rendere i loro prodotti più costosi e quindi meno appetibili, sia ovviamente per noi consumatori, che saremo sempre meno propensi ad acquistare (se non l’usato).

Per quanto riguarda infine i prezzi italiani, attendiamo dal distributore High Fidelity Italia il listino aggiornato.

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