L’SMSL R100 è un DAC R2R con doppio ADI AD1861-J, supporto per PCM 32 bit/768 kHz, DSD, filtri FIR, PEQ via browser e calibrazione individuale… e non costa una sproposito
SMSL R100: 289 euro
Il produttore cinese SMSL torna a puntare con decisione sull’architettura R2R con il nuovo R100, un DAC puro (niente ampli cuffie o preamp) dal costo non troppo impegnativo (289 euro) che recupera una tecnologia storicamente associata ai convertitori high-end e la combina con una piattaforma digitale sviluppata secondo criteri molto più moderni. Troviamo infatti una coppia di ADI AD1861-J, convertitori R2R che appartengono a una generazione di chip diventata particolarmente apprezzata dagli appassionati per la particolare impostazione timbrica.
L’AD1861 è un componente ormai storico e proprio per questo la scelta di SMSL è tutt’altro che casuale. L’azienda cinese non presenta il R100 come una semplice operazione nostalgica, ma come una reinterpretazione dell’architettura originale attraverso circuitazione, alimentazione, gestione del clock e processamento digitale contemporanei. Il risultato, almeno nelle intenzioni progettuali, dovrebbe mantenere quella resa più morbida e materica generalmente associata ai vecchi R2R, senza rinunciare alle esigenze di una sorgente digitale moderna.
Uno degli interventi più importanti riguarda il circuito De-glitch integrato nella sezione di conversione. Il suo compito è ridurre gli errori transitori che possono verificarsi durante i cambi di stato della rete resistiva R2R, limitando al tempo stesso componenti indesiderate e artefatti digitali. Un aspetto particolarmente rilevante proprio nell’architettura scelta da SMSL, dove la precisione dei singoli elementi della rete e la gestione delle transizioni contribuiscono direttamente alla qualità del segnale analogico in uscita.
La selezione dei componenti diventa quindi parte integrante del progetto. Ogni R100 viene sottoposto a calibrazione individuale attraverso un circuito di regolazione MSB, mentre SMSL utilizza esemplari J-Grade degli AD1861-J per ottenere un migliore allineamento tra i due canali. In un DAC R2R questo tipo di controllo assume un peso maggiore rispetto a molte implementazioni basate su chip delta-sigma già calibrati internamente, perché la precisione della rete di conversione ha conseguenze dirette sulla linearità e sulla separazione dei canali.
Sul versante digitale, l’R100 è decisamente meno conservatore di quanto potrebbe suggerire la presenza dei vecchi AD1861-J. Il ricevitore USB proprietario arriva fino a 32 bit e 768 kHz, mentre un algoritmo sviluppato internamente consente di gestire anche sorgenti DSD ad alta risoluzione. SMSL ha inoltre realizzato un proprio algoritmo per l’ingresso S/PDIF con l’obiettivo di contenere il jitter introdotto dalla trasmissione digitale.
L’R100 introduce inoltre una componente di personalizzazione piuttosto insolita per un DAC di questo tipo. Come per il principale rivale FiiO K13 R2R (che però integra anche un amplificatore cuffie), il PEQ (equalizzatore parametrico) può essere infatti configurato direttamente tramite browser senza installare software dedicato. Sono disponibili tre modalità (Direct, EQ1 ed EQ2), nelle quali è possibile memorizzare impostazioni differenti. È una soluzione interessante perché porta l’equalizzazione digitale dentro un prodotto che, per filosofia, strizza l’occhio a un approccio analogico e tradizionale.
Anche il processamento del segnale è configurabile. SMSL utilizza un filtro FIR proprietario con oversampling 16x derivato dall’esperienza maturata sul DAC di fascia alta VMV D3. La sezione analogica è stata invece progettata con particolare attenzione alla risposta ai transienti e alla conservazione dei dettagli musicali. In pratica, il costruttore cerca di controllare l’intera catena, dal dato ricevuto via USB o S/PDIF fino allo stadio analogico, evitando che la scelta di un’architettura R2R si trasformi in un limite per le sorgenti digitali contemporanee.
Sul piano estetico il R100 segue la filosofia già vista su altri prodotti SMSL, ma con un elemento distintivo piuttosto evidente. Il telaio è infatti realizzato mediante lavorazione CNC con diverse fasi di levigatura e lucidatura, mentre due grandi finestre trasparenti permettono di intravedere parte della circuitazione interna.
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