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Audio hi-res di massa? Sony, Universal e Warner ci credono

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La ricetta di Warner Music, Sony Music e Universal Music per far uscire l’audio hi-res dalla nicchia attuale e trasformarlo in un fenomeno mainstream.

Un evento svoltosi nel corso di IFA 2017 a Berlino ha visto partecipare alcuni rappresentanti di Universal Music, Sony Music e Warner Music, con un interessante dibattito incentrato su come convincere quante più persone possibili a passare all’audio hi-res. Una nicchia, quella dell’audio ad alta risoluzione, che sta crescendo di mese in mese, anche grazie a una disponibilità online sempre più ampia di tracce e album in formato hi-res sia da scaricare, sia da ascoltare in streaming.

La prima sfida che le tre major si sono poste è di far conoscere il mondo hi-res alle giovani generazioni cresciute quasi esclusivamente con gli MP3 e con lo streaming audio a bassa qualità. La disponibilità crescente di dispositivi compatibili con l’audio hi-res è vista in generale come una cosa positiva nell’instradare i giovani verso questa realtà, anche grazie a formati come l’MQA che hanno reso l’hi-res più “portatile”, aggettivo che piace molto agli utenti più giovani.

Bill Gagnon di Universal Music è invece convinto che il semplice ascolto di audio hi-res sia sufficiente a convincere anche i più scettici della grande differenza tra questi formati e il semplice MP3. Prendendo poi spunto dal recente revival dei vinili, il cui fascino risiede anche nel fattore estetico e non solo in quello prettamente musicale, i rappresentanti delle tre major sono stati concordi sul fatto che anche i servizi online di musica hi-res dovrebbero offrire qualcosa di più di un audio eccellente.

Informazioni sulla musica che si sta ascoltando, booklet digitali da “sfogliare” durante l’ascolto e così via. In realtà alcuni servizi stanno già offrendo questi contenuti extra audio (Qobuz ad esempio ne fa uno dei suoi punti forti), ma per ora si tratta di una rarità.

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Il panel di IFA 2017 ha indicato anche gli speaker smart come una nuova opportunità per l’audio hi-res. “Se chiedete al vostro Google Home o al vostro Amazon Echo di farvi ascoltare la versione hi-res di una Sinfonia di Beethoven, bisogna fare in modo che la otteniate e che non vi accontentiate solo della versione MP3 presa da Spotify. Ci sono ancora molte idee da sviluppare attorno a questi dispositivi e sono tutte promettenti”, ha dichiarato Morvan Boury di Sony Music.

Infine, alla domanda se l’audio hi res rimarrà sempre e comunque una nicchia per soli appassionati nonostante tutti questi buoni propositi, Michael Drexler di Warner Music ha risposto di no, affermando che solo negli USA ci sono decine di milioni di potenziali utenti interessanti allo streaming hi-res. “Non penso proprio che si continuerà a parlare di mercato di nicchia, o almeno noi lo vediamo già ora come un mercato di massa pronto a esplodere”.

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