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Audio hi-res: tutto quello che bisogna sapere

audio hi-res

In download o in streaming, a casa o in mobilità, FLAC, ALAC o DSD. Ascoltare oggi brani audio hi-res è sempre più facile e le soddisfazioni possono essere tante.

Negli ultimi anni l’audio ad alta risoluzione (HRA: hi-res audio) è diventato un fenomeno molto popolare, grazie soprattutto all’arrivo sul mercato di più dispositivi compatibili e di una maggior numero di servizi dedicati. Pensiamo ad esempio al lettore portatile Pono ideato da Neil Young o agli ultimi Sony Walkman, ma anche a una console come PlayStation 4 o a uno smartphone come il Sony Xperia Z5. E poi i servizi come Qobuz e Tidal, capaci di diffondere la cultura del HRA a un pubblico potenzialmente vastissimo.

Ma l’audio ad alta risoluzione in cosa si distingue nettamente dai formati digitali più tradizionali? I brani scaricati da Amazon o iTunes e quelli ascoltati in streaming su Spotify o Deezer sono file audio compressi in MP3 o AAC (dipende dal servizio) con un bitrate più o meno elevato. Più un file è compresso e meno pesa in termini di MB (fattore decisamente importante se si parla di streaming), ma più informazioni perde nel processo di encoding e la qualità finisce con il risentirne.

Certo, magari quando si ascolta musica in autobus e con un paio di auricolari da 10 euro non ci si accorge nemmeno della compressione e a molti nemmeno interessa, ma per chi invece pretende la massima qualità d’ascolto anche con un file audio il passaggio da un MP3 encodato anche a 320 Kbps a un file in alta risoluzione rappresenta un passo avanti notevole. Astell & Kern, LG, Samsung, Sony, FiiO e Pioneer sono solo alcune delle compagnie che hanno portato sul mercato prodotti compatibili con audio hi-res e questo mercato, seppur ancora piccolo rispetto a quello dell’audio mainstream, sta crescendo a vista d’occhio.

Cos’è l’audio in alta risoluzione?

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A differenza del video in “alta definizione”, classificato con standard molto precisi (HD, Full HD, Ultra HD ecc.), non esiste uno standard universale per definire l’HRA. Comunemente però si fa riferimento a questo termine quando si vuole indicare un contenuto audio che va oltre i 16-bit/44.1kHz di un tradizionale CD Audio. Ciò significa che un file hi-res può raggiungere frequenze di sampling di 96kHz o 192kHz a 24-bit, ma è anche possibile trovarsi di fronte a file a 88.2kHz e 176.4kHz.

Ci sono poi diversi formati di file tra cui scegliere in grado di supportare la profondità e i sample rate appena citati. Tra i più comuni citiamo i file in FLAC (Free Lossless Audio Codec) e ALAC (Apple Lossless Audio Codec), entrambi compressi ma in un modo per il quale (teoricamente) non vengono perse informazioni. Troviamo poi file WAV, AIFF e DSD, il formato utilizzato per i Super Audio CD. Si può discutere sui meriti relativi di ciascun formato, ma l’aspetto più cruciale in questo caso è il supporto a essi da parte dei player musicali.

Perché l’audio hi-res è da preferire?

Ovviamente il beneficio principale dei file audio hi-res è la qualità audio più elevata rispetto ai formati audio compressi. Giusto per fare un piccolo esempio, un file MP3 con la maggior qualità possibile ha un bitrate di 320 Kbps, mentre un file a 24-bit/192kHz ne ha uno di 9216 Kbps e un CD Audio raggiunge i 1411 Kbps.

I file a 24-bit/96k o a 24-bit/192kHz dovrebbero replicare in maniera assolutamente fedele la qualità audio con la quale i musicisti e gli ingegneri del suono lavorano quando registrano musica in uno studio. Vista la maggior quantità di informazioni a disposizione, l’audio hi-res tende a restituire un sound più dettagliato e con più sfumature, sebbene ci siano persone che fanno fatica a percepire questa differenza qualitativa, soprattutto quando si mette a paragone un brano di un CD Audio con una sua versione a 24-bit/96k.

Dove posso comprare e ascoltare file audio hi-res?

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Ci sono diversi store e servizi online dai quali poter scaricare brani hi-res, sebbene non tutti siano disponibili anche in Italia. Questi sono comunque i più forniti, conosciuti e apprezzati.

HDTracks

Oltre 10.000 album di musica non compressa e hi-res grazie alla partnership con le principali major (Sony Music Entertainment, Warner, Universal), che ha permesso a questo store americano di creare il più grande catalogo HRA al mondo.

7Digital

Uno store meno fornito di HDTracks ma comunque interessante, non fosse altro che per la varietà dei generi musicali proposti. Il sito è facilissimo da navigare anche acquistare e scaricare i brani è questione di un attimo.

Naim Label

Naim è più conosciuto come produttore hardware, ma in realtà offre anche musica hi-res, compresi gli album della sua etichetta Naim Label. Il sito offre musica che va dai canonici MP3 a 320 Kbps fino a WAV, ALAC e FLAC a 24-bit/192kHz, con costi per gli album hi-res dai 13,99 euro in su.

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Linn Records

Il sito di Linn offre i cosiddetti download Studio Master in formato ALAC e FLAC a 24-bit/192kHz e 24-bit/96kHz, ma si può scegliere anche tra file a 16-bit/44.1kHz e i classici MP3 a 320 Kbps. Un album Studio Master costa 21 euro (11 euro invece per il formato da CD Audio).

Bowers & Wilkins Society of Sound

Un altro brand molto noto in ambito hi-fi che si recentemente convertito al HRA è B&W, il cui sito offre un buon catalogo di album hi-res in FLAC 24-bit disponibili in download al prezzo medio di 17,99 euro.

Qobuz

Questo store francese ha in catalogo oltre 20.000 album in formato hi-res, con file (disponibili anche in streaming) che vanno da un minimo di 16-bit/44.1kHz a un massimo di 24-bit/192kHz e con prezzi che variano da 11,99 a 14,99 euro per singolo album.

Primephonic

Questo store online offre un’enorme selezione di musica classica in formato WAV, FLAC e DSD proveniente sia da etichette prestigiose, sia da label meno conosciute. Sony, Warner e Universal hanno annunciato che presto renderanno disponibili i rispettivi cataloghi su questo sito e quindi prepariamoci a vederne delle belle.

Audio hi-res in Streaming

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Qobuz e Tidal offrono già ora un servizio in streaming di musica hi-res e ciò rappresenta un passo avanti non da poco rispetto a servizi certamente più conosciuti ma ormai molto meno “audiofili” come Google Play Music, Rdio, Spotify, Deezer e Apple Music. È possibile utilizzare anche smartphone Android per uno streaming di questo tipo, sebbene al momento i disponibili in grado di riprodurre questi formati non siano molti. Citiamo comunque il Sony Xperia Z5, il Huawei P10 e P10 Plus, l’Onkyo Granbeat e il Samsung Galaxy S7.

L’iPhone 7 non supporta nativamente i FLAC hi-res ma solo gli ALAC, sebbene con il giusto software sia comunque possibile riprodurli. Ci riferiamo ad esempio all’app HF Player di Onkyo, che sebbene non costi poco (sbloccare la sezione HD ha il suo prezzo) è un’ottima applicazione. Inoltre, visto che quello di iPhone non lo permette, vi servirà un DAC esterno per riprodurre brani hi-res come il Chord Mojo, oppure cuffie Lightning come le Audeze Sine dotate di un proprio DAC molto più “audiofilo” di quello del melafonino. Naturalmente tenente conto, in caso di streaming, che state ascoltando brani da decine di MB ciascuno e quindi pensateci bene prima di ascoltarli in mobilità con il vostro piano dati (molto meglio in Wi-Fi).

Per fortuna si sta facendo largo un nuovo formato hi-res di cui abbiamo già parlato qui: l’MQA, o Master Quality Authenticated. Lo scopo del MQA è proprio quello di prendere un file hi-res e di comprimerlo fino a ottenere un file dalle dimensioni simili a un MP3. Un sogno per molti audiofili amanti dello streaming, anche se al momento i file MQA sono disponibili solo tramite l’applicazione desktop di Tidal.

Di cosa ho bisogno per ascoltare file hi-res?

Amplificatori AV, streamer e sistemi all-in-one. Ormai c’è solo l’imbarazzo della scelta per chi vuole ascoltare musica in alta risoluzione e le uniche limitazioni riguardano il bitrate massimo supportato dai vari dispositivi. Alcuni sistemi possono riprodurre file audio hi-res da una chiavetta USB, altri da un PC connesso tramite Ethernet e ci sono addirittura giradischi che trasformano i brani che state ascoltando in file hi-res.

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Naturalmente anche brani hi-res su un PC possono essere riprodotti con il giusto software (su PC provate JRiver Media Center) connettendo un DAC USB come l’Arcam irDAC, il Naim DAC-V1 o il T+A DAC 8 per poi far uscire il suono da un amplificatore, un paio di cuffie o speaker attivi. Se poi avete un Mac potete provare soluzioni come Amarra o Channel D’s Pure Music, in modo da sentire eventuali differenze qualitative.

Sistemi completi come il Monitor Audio MA100 supportano ora l’audio hi-res e ci sono anche cuffie con DAC integrato che gestiscono questo tipo di file. I sistemi Sonos supportano i file WAV e AIFF, sebbene al momento ci si debba accontentare di una qualità massima da CD Audio (niente hi-res insomma). Se poi cercate un sistema multi-room, potreste rivolgervi ai prodotti Bluesound, mentre altri device interessanti per chi è interessato all’ascolto hi-res casalingo sono il Pioneer N-50A, il Cambridge Audio CXN, il Cyrus Stram Xa e il Cyrus Stream XP2-QX.

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Musica hi-res in mobilità

Come già accennato, anche smartphone come il Sony Xperia Z5 e il Samsung Galaxy S7 possono riprodurre file audio hi-res fino a 24-bit/192kHz. Per non parlare poi di player dedicati come l’Acoustic Research M2, l’Astell & Kern AK Jr e il Sony NWZ-A15. Insomma, anche quando si parla di device portatili, l’ audio hi-res sta iniziando a offrire un’ampia scelta e, ne siamo certi, quello dell’audio ad alta risoluzione è un fenomeno destinato solo a crescere e a espandersi ulteriormente.

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