I consigli di AF Digitale Musica Notizie

Golden Doors: l’epoca d’oro dell’analogico torna nel 2025

La recente uscita di una raccolta del mitico gruppo dei DOORS risalente niente meno che al 1970, all’epoca pubblicata esclusivamente in Giappone, evidenzia quanto una determinata qualità sonora possa essere ancora perfettamente attuale malgrado il lungo tempo trascorso.

Uscito il 25 luglio in vinile colorato viola, GOLDEN DOORS è un’autentica riedizione filologica di una raccolta mai edita in Italia contenente alcuni tra i brani del periodo maggiormente prolifico di questo storico gruppo.

Tecnicamente parlando, si tratta di un disco completamente analogico in senso assoluto, infatti, non è stato sottoposto ad alcuna rimasterizzazione ma ci si è limitati all’accurato trasferimento su vinile di elevata qualità dei nastri contenenti le registrazioni originali, pertanto, non siamo di fronte a quello che da qualche parte ho letto essere stato simpaticamente definito ciddile.

Doors Isle of Wight
Il grande Jim Morrison, mitico frontman dei DOORS

 

Questi, lavorati a suo tempo dallo storico ingegnere del suono dei DOORS – e di molti altri gruppi storici del rock come i ROLLING STONES – che risponde al nome di Bruce Botnick, non hanno quindi subìto alcuna trasformazione in digitale per poi essere nuovamente trasformati in analogico; il che sottende che pur essendo nel 2025 è senza dubbio possibile rendere disponibile agli appassionati di Alta Fedeltà e di vinile un’opera non contaminata dal morbo digitale, affermazione assolutamente scherzosa ma emblematica del pensiero filosofico di molti appassionati estremisti dell’analogico; chiaramente noi non la pensiamo affatto così.


Ma la cosa assolutamente interessante è un altra: la sorprendente qualità sonora.

In ogni caso, non è certamente la prima volta che opere del passato sono ciclicamente sottoposte a revisione tecnica – il remastering è tale per quanto se ne dica – basta pensare all’imprescindibile The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd oppure a Kind of Blue di Miles Davis, tanto per fare due nomi, opere seminali che nel tempo hanno subito vari aggiustamenti.

 

Un intenso Miles Davis durante le sessions di registrazione del suo capolavoro Kind of Blue

 

Che poi fosse necessario è discorso diverso, non per nulla anche in questo contesto lo scontro è aperto al pari delle note diatribe analogico/digitale oppure stato solido/valvole, argomenti gettonatissimi quando si tratta di discutere di audio.

In questo caso il riversamento è stato effettuato in quello che è un vero e proprio tempio dell’analogico ovvero presso i BERNIE GRUNDMAN MASTERING STUDIOS, in assoluto tra le maggiori realtà a stelle e strisce quando si tratta di analogico, garanzia assoluta di qualità tecnica ed ovviamente sonora, ci mancherebbe.

L’edizione consta di due dischi, racchiusi in una confezione dotata di copertina apribile (gatefold) contenente i testi dei brani anche nel nipponico idioma – coerentemente con l’edizione originale quindi – il classico 12″ al quale si aggiunge un 7″ (quest’ultimo solo acquistando nel sito ufficiale come gentilmente segnalato da un nostro lettore che ringraziamo) entrambi di colore viola scuro di cui sono state realizzate solamente 3000 copie in tutto il mondo, motivo in più per accaparrarselo velocemente qualora foste interessati – ma anche come regalo ad un amico appassionato non sarebbe affatto male – anche visto il costo non esorbitante di circa 35 euro, che considerate qualità e prestigio dell’edizione non può di certo essere definito esoso.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

© 2025, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI




    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest