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La rinascita di un Revox A77 MK IV HS

Revox A77 Mk IV HS

Come l’Araba Fenice una gloria degli anni ’70 ritorna al suo splendore originario

Forse vi ricorderete il mio articolo di qualche tempo fa su “Il Professore dei Revox”  dove raccontavo la mia esperienza con un Revox A77 Mk IV HS due piste del 1975 che avevo acquistato dall’Inghilterra e portato alle cure di Luca Maria Olgiati. Come promesso sono ora qui a riferirvi dei risultati ottenuti dopo l’accurato restauro operato dal Professore. Si tratta di un apparecchio che negli anni ’70 veniva utilizzato dalla stragrande maggioranza degli studi di registrazione e che compare in numerose fotografie dei grandi gruppi pop/rock dell’epoca che lo utilizzavano nelle proprie registrazioni.

La sigla MK IV significa che si tratta della quarta serie dell’A77, prodotta dall’agosto del 1974 all’ottobre del 1977,  mentre la sigla HS (High Speed) indica la caratteristica di poter registrare e riprodurre alla velocità di 38 cm al secondo. Come potete constatare dalle foto il mitico apparecchio è stato riportato alle sue condizioni originali anche esteticamente. E’ stato sostituito il frontalino metallico con le indicazioni dei comandi

e  sono stati applicati i piedini originali. La parte elettronica è stata completamente revisionata e i componenti più vetusti e non più affidabili sostituiti con componentistica originale Revox che Luca Maria Olgiati riesce ancora a procurarsi dalla casa madre. Le testine, la parte più delicata ed importante per garantirne le eccezionali prestazioni, non hanno avuto bisogno di cure particolari essendo ancora in buono stato di conservazione.


Per testare l’apparecchio Luca mi propone di provarlo col suo impianto e così quando mi reco in quel di Bellinzago Lombardo per ritirarlo ho l’opportunità di effettuare delle prove di registrazione e di ascolto con commutazione diretta tra i files digitali che gli vengono dati in pasto e la loro copia su nastro LPR 35 a 38 cm al secondo. Ebbene, dopo aver tarato accuratamente i livelli, un rapido confronto tra la sorgente digitale e la sua copia su nastro non rivela alcuna udibile differenza. È incredibile come una macchina di quasi 50 anni fa sia così assolutamente prestante e fedele! Soddisfatto del risultato facciamo poi una prova con un nastro copia numerata di un master che ho fatto arrivare dal Canada. Si tratta del lavoro della cantante jazz Anne Bisson ” Keys to my heart ” di cui posseggo anche la copia in CD.

 

È un’incisione che suona particolarmente bene su supporto argenteo e che ho la curiosità di verificare al confronto con una copia che proviene direttamente dal master analogico. Trattandosi di materiale d’oltre oceano Luca mi fa notare che lo standard di equalizzazione NAB è chiaramente diverso dall’ IEC usato in Europa e quindi bisognerà ritoccare un poco i controlli di tono per ottenere un’equalizzazione corretta. Con la debita premessa ci accingiamo quindi all’ascolto: un leggero ritocco al controllo delle alte frequenze è sufficiente a riportare in equilibrio la riproduzione. Il soffio, che ascoltando un nastro potrebbe essere un elemento di disturbo, è totalmente assente e la qualità del master si fa apprezzare per la dinamica e l’ estesa risposta in frequenza. Ovviamente da preferire rispetto alla corrispondente versione CD.

Non c’è che dire: ottimo risultato! Se quindi amate il vintage e avete in animo di far restaurare un Revox sapete a chi rivolgervi.

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