Editoriali Notizie

L’audiofilo ascolta la musica?

Domanda che per dati versi potrebbe apparire retorica ma non troppo, sebbene sia chiaro che l’ascolto della musica sia la base della passione per l’Alta Fedeltà, eloquente sintesi del tentativo di ricreare al meglio l’evento musicale originale.

Eppure, ed è per questo motivo che nasce questo articolo, non sono pochi coloro che si limitano a possedere un impianto stereo senza mai, o quasi, accenderlo per ascoltare della buona musica.

Tralasciando il concetto da noi già analizzato della necessaria selezione di ciò che si ascolta – e perdonate la digressione, di ciò che si beve! – al fine di non costringere il nostro povero e già sovraccarico organo sensoriale a confrontarsi con suoni beceri ed inutilmente fastidiosi, appare chiarissimo che la presenza di un sistema audio di livello più o meno elevato in casa serva, o almeno dovrebbe, ad occupare piacevolmente parte del tempo libero a nostra disposizione per scopo di relax, cultura ed altre simpatiche cose.

Invece purtroppo, difficile crederci, non sono pochi coloro che si limitano a possedere e rinnovare ciclicamente un sistema anche di un certo pregio senza mai utilizzarlo per ascoltare musica.


Infatti, è proprio la verifica di questo aspetto che ci ha indotto a condividere con voi lettori una situazione che in apparente contrasto con la passione per l’Alta Fedeltà, è invece alquanto insistente tanto che nel tempo, oseremmo dire in modo subdolamente naturale, potrebbe portare all’allontanamento da questo meraviglioso hobby, circostanza questa che non dovrebbe mai verificarsi, almeno non in questa maniera.

Personalmente mi è capitato più volte di notare sistemi audio di qualche pretesa oramai trasformati in ingombranti monumenti al tempo che fu ed ovviamente invisi, soprattutto, al gentil sesso, che solitamente tollera la presenza di questi “mostri sonori” quando non la avversa palesemente; se poi si fornisce un simile assist il gioco è fatto – e non è questione di WAF – la supposta ed inutile presenza diventa a tal punto concreta.

La risposta che si ottiene a seguito della banale domanda tesa a conoscere quanto tempo sia dedicato all’ascolto della musica, trova quasi sempre sostanza in affermazioni del tipo “…bella domanda…” oppure “…averlo il tempo per ascoltare…” o ancora “…a dire il vero da tempo non lo accendo più…”.

Ebbene, questo è l’atteggiamento di questa sorta di club di “possessori di sistemi audio”, soggetti che si beano dell’esclusività dell’ultimo modello di elettronica (questo è il paradosso, ovvero il fatto che il sistema sia perfettamente aggiornato) senza minimamente farne uso!

Una situazione paragonabile a coloro che lavano ed incerano di continuo la propria vettura o motocicletta per poi farci al massimo il giro del quartiere, quando non del palazzo, spendendo (o meglio gettando) soldi di continuo in maniera del tutto ingiustificata, visto che tale impegno non comporta un reale beneficio fatto salvo il fattore estetico; beato chi acquisterà quel mezzo, risparmiando, entrerà in possesso di un oggetto praticamente NOS.

Effettivamente, proprio sfruttando questa realtà, alcuni fortunati appassionati dall’occhio lungimirante sono riusciti a costituire un intero sistema basato su componenti usati – termine che a tal punto dev’essere considerato eufemisticamente – risparmiando molto denaro e soddisfacendo ampiamente i propri desideri, non poco a dire il vero.

Altro aspetto becero di questa passione, contorta a dire poco in determinati casi, risiede nel possesso di quei pochi dischi atti a far suonare l’impianto in maniera pressoché perfetta, costose edizioni gelosamente custodite e poco ascoltate per non rovinarle – maggiormente se si tratta di vinile, notoriamente “arato” ad ogni ascolto, come sostiene qualcuno – ragione per cui questo si fa culto, da praticare possibilmente in rare occasioni di qualche rilievo ed ovviamente in religioso raccoglimento.

Chiaramente questo modo di procedere sterilizza il contesto rendendolo, appunto, asettico, privo di quella contaminazione emotiva necessaria per gustare davvero ciò che si fa, a mo’ di quegli abbracci dal sapore vagamente meccanico riscontrabili in certe persone, chiaramente a disagio nell’eseguirlo.

Scorrendo i numerosi post che appaiono nei forum, teoricamente affidabile termometro della situazione,  appare poi abbastanza chiaro come spesso l’appassionato – oltre che battagliare strenuamente con altri altrettanto mordaci soggetti – abbia l’abitudine di domandare il da farsi ad altri appassionati facendo un’inutile collezione di pareri che sovente serve solo a confondergli ulteriormente le idee, già poco chiare.

Intendiamoci, non c’è nulla di male nel chiedere consiglio al fine di meglio centrare il bersaglio, ma se poi si agisce esclusivamente sulla base esperienziale altrui non sarà mai possibile costruire quella specie di archivio di informazioni necessarie per progredire nella propria passione ma soprattutto, occorre darsi da fare per restare ascoltatori attivi, consapevoli e selettivi in merito alla qualità, diversamente l’implosione è a momenti.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI


    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest