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Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

nintendo switch review lead

Non costa poco e i giochi al lancio (Zelda a parte) non solo proprio irresistibili, ma per il resto Nintendo Switch è una console ibrida unica della quale è difficile non invaghirsi al primo sguardo.

Che differenze ci sono tra PlayStation 4 e Xbox One? Su una giocate ad Uncharted e sull’altra ad Halo. I vostri amici molto probabilmente hanno la prima e non la seconda; una è nera e l’altra è disponibile anche in colorazione bianca. Ecco, Nintendo Switch, disponibile da oggi in Italia a 329,90 euro, non assomiglia a nessuna delle due e già questo la rende una console speciale e unica.

L’idea alla base del successore del poco fortunato Wii U è semplice. Unire in un unico prodotto una console fissa da casa da collegare al TV e una portatile per giocare in giro, da soli o con gli amici. Il risultato è certamente brillante, ma trattandosi di una console Nintendo i difetti non mancano ed ecco spiegato il perché della mancata valutazione a cinque stelle.

Ma andiamo con ordine.

I giochi

Prima di passare all’analisi hardware di Nintendo Switch, parliamo dell’aspetto che dovrebbe interessare maggiormente gli appassionati: i videogiochi. Nei prossimi nove mesi, oltre a The Legend of Zelda: Breath of the Wild disponibile già al day-one anche per Wii U, arriveranno su Switch Mario Kart 8 Deluxe, che è comunque un remake del gioco già uscito su Wii U, e Super Mario Odyssey, che però non uscirà prima del periodo natalizio.

Un terzetto insomma importante seppur diluito nel tempo che sarà affiancato da altri titoli non Nintendo come Minecraft, FIFA 18 e The Elder Scrolls V: Skyrim. Se però andiamo ad analizzare i 12 giochi disponibili al lancio, tra cui il già citato Zelda, non si tratta certamente di una line-up strepitosa tra i vari 1-2 Switch, Snipperclips, Shovel Knight: Torment of Spector e Fast RMX.

C’è poi molta preoccupazione tra gli appassionati per l’attenzione che i produttori e sviluppatori di terze parti riserveranno Nintendo Switch. Il rischio infatti è che succeda anche questa volta come Wii U, che dopo una partenza tutto sommato positiva ha iniziato a perdere quasi subito il supporto di nomi di primo piano dell’industria come Ubisoft, Electronic Arts, Warner e altri a causa delle modeste vendite della console.

Le cose cambieranno con Switch? Per ora siamo ottimisti, anche perché è proprio di alcuni giorni fa l’annuncio di molti titoli indie (alcuni esclusivi proprio per Switch) che arriveranno sulla console di Nintendo, anche se fino al prossimo E3 2017 di giugno, che sarà certamente ricco di annunci in questo senso, è ancora troppo presto per fare previsioni.

La perfezione si fa portatile

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

L’esempio del Dreamcast, la sfortunata console che ha segnato anche la fine di Sega come produttore hardware, ha dimostrato come non bastino ottimi componenti perché una console abbia successo. Ci vogliono anche i giochi, molta fortuna e il classico “essere nel posto giusto al momento giusto”. Ma è indubbio come anche l’hardware abbia un ruolo molto importante.

E su questo versante l’idea alla base di Nintendo Switch è vincente. Non ci immaginiamo infatti la nuova console ferma vicino al TV a prendere polvere, ma la immaginiamo come una perfetta compagno di viaggio in treno, in vacanza, nei piccoli spostamenti quotidiani e persino in casa, magari seduti comodamente sul divano o sdraiati a letto poco prima di dormire.

Parte del merito di ciò va anche all’elevato livello costruttivo messo in campo da Nintendo, che non ha più voluto produrre un semplice “plasticone” in stile Wii e Wii U, ma ha realizzato una console con materiali come vetro, metallo e plastica opaca. Un prodotto premium in tutti i sensi e anche per questo si spiega il prezzo non certamente aggressivo ma nemmeno esagerato.

Nintendo Switch è di fatto un tablet con display touch da 6,2’’ e risoluzione di 720p e con due piccoli controller ai lati (i Joy-Con). Niente Full HD insomma, ma da quanto visto in queste prime ore in compagnia del nuovo Zelda la luminosità, il contrasto e la resa dei colori di questo display sono eccellenti.

Se con il Wii U l’esperienza di gioco offerta dal GamePad non era certo indimenticabile, tenere in mano Switch è molto più comodo e confortevole anche grazie al peso di poco inferiore ai 300 grammi, mentre la batteria, a seconda della “pesantezza” grafica del gioco, assicura dalle tre alle sei ore di autonomia quando si utilizza lo Switch in modalità portatile.

Altro elemento a favore della portabilità di Switch, che comunque si può anche collegare a un TV con un cavo HDMI se preferite le “grandi visioni”, è la scelta delle microSD come supporto di memoria per ampliare lo storage interno (che è di soli 32 GB) e di schede di memoria grandi come una SD per i giochi in formato fisico. Mettersene in tasca o nello zaino anche 5 o 10 non costa davvero nulla, o almeno non è fastidioso e scomodo come portarsi dietro 5 o 10 Blu-ray.

Questioni di controller

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

I due Joy-Con sono l’aspetto più originale di Switch. A differenza del Pro Controller che va acquistato separatamente (e sono altri 69 euro), sono già compresi nella confezione. Ognuno ha un control stick, sei pulsanti e due trigger, ma se li si rimuove dalla console troviamo altri due pulsanti sui lati per ciascun Joy-Con.

Purtroppo si tratta di controller decisamente più piccoli di quelli che siamo abituati a vedere in altre console e la sensazione, una volta che li si utilizza, è di giocare un 3DS. Nulla di male, ma per chi ha mani più grandi della media non sarà il massimo della comodità doversi abituare a queste dimensioni mini.

In più i Joy-Con hanno al loro interno diversi sensori che li rendono simili al vecchio Wiimote, anche se essendo molto più piccoli e leggeri sono anche molto più comodi da utilizzare muovendo le braccia e le mani in giochi come Arms o 1-2 Switch, che si basano appunto sul motion control.

Non sembra quasi di avere in mano nulla se non quando si avverte l’effetto del HD Rumble, un sistema di vibrazioni molto più sofisticato di quelli che siamo abituati ad avvertire nei controller di altre console. Testato con 1-2 Switch, l’HD Rumble riesce davvero a fare la differenza grazie alla sua capacità di modulare le vibrazioni con una diversa intensità e, se verrà implementato anche in altri titoli, potrebbe davvero fare la differenza.

L’altro aspetto interessante di questi controller è legato al multiplayer in locale. Volete giocare con un vostro amico a Super Bomberman R, 1-2 Switch o al prossimo Mario Kart 8 Deluxe senza dover acquistare un secondo controller? Nessun problema. Visto che i due Joy-Con possono anche funzionare singolarmente e che tra stick, grilletti e pulsanti anche un solo controller permette di giocare ad alcuni titoli, voi ne usate uno e il vostro amico l’altro.

Non tutto è perfetto

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

Quando invece volete usare Nintendo Switch come console casalinga collegandolo al TV, basta sfilare i Joy-Con dalla console e collegarli al Joy-Con Grip, in modo da ottenere un più classico gamepad. Questo accessorio è già compreso nella confezione, ma le sue dimensioni ristrette non lo rendono il massimo per giocare a titoli piuttosto impegnativi come il nuovo Zelda.

In questi casi il Pro Controller, seppur non regalato, offre un’esperienza di controllo di tutt’altro livello e ricorda molto da vicino il pad di Xbox One. Pulsanti più grandi, leve e grilletti con più corsa, impugnature più stabili e comode e una batteria ricaricabile che, con una carica, assicura circa 40 ore di autonomia. Nintendo si poteva insomma sforzare un po’ di più nel progettare il Joy-Con Grip (anche le sue plastiche non sono il massimo)

Nintendo Switch: autonomia e storage

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

A livello di autonomia le sei ore promesse da Nintendo con lo Switch in modalità portatile sono ottenibili solo con giochi graficamente “leggeri” e con la luminosità del display al minimo. Giocando al nuovo Zelda, che è certamente il gioco graficamente più pesante tra quelli del day-one, siamo arrivati a poco più di tre ore come da pronostico.

Ce n’è abbastanza insomma per giocare in mobilità tra uno spostamento e l’altro e alla fine non si va poi molto lontani dall’autonomia di un 3DS XL o di una PlayStation Vita. Certo, non è il massimo ma non ci si può nemmeno lamentare più di tanto e comunque attendiamo di testare anche altri giochi per vedere se è veramente possibile arrivare alle sei ore promesse da Nintendo.

Per quanto riguarda invece lo storage, alla prima accensione di Switch troverete disponibili circa 26 GB sui 32 GB totali. Se poi, invece di acquistarlo in formato fisico, volete comprare il nuovo Zelda in formato digitale scaricandolo dall’eShop Nintendo, mettete in conto altri 13,4 GB di spazio occupato e in questo caso lo storage scenderebbe a 12,5 GB.

Giusto per farvi capire che, se siete ormai abituati a scaricare i giochi, vi conviene acquistare una microSD a parte, schedine che per fortuna oggi hanno raggiunto prezzi accettabili, anche nei tagli da 64 o 128 GB. Certo è che Nintendo poteva optare fin da subito per 128 GB di memoria visto anche il prezzo finale di Switch.

La dock delle magie

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

L’altro componente essenziale di Nintendo Switch è la sua dock, che permette il collegamento pressoché istantaneo al TV una volta che vi inseriamo la console. La dock è alta solo 12 cm e lunga 24 ed è quindi comodissima da posizionare dove si vuole, senza problemi di spazio. Integra un’uscita video HDMI, una presa di alimentazione in formato USB-C e tre porte USB. Visto che per ora Switch non supporta lo storage USB o la riproduzione di file multimediali tramite chiavette o Hard Disk, queste tre porte al momento servono solo per ricaricare il Pro Controller o il Joy-Con Grip. In futuro però chissà.

Interfaccia ok ma niente Netflix

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

Diciamocelo chiaramente. Ora come ora non potete fare molto altro con Switch se non giocare. Il sistema operativo della console è infatti ancora molto chiuso e “limitato”, mentre l’interfaccia basata su grandi icone ricorda quella di Wii U. Accedere all’eShop o alle pagine di impostazione è davvero semplicissimo e si capisce lontano un miglio che dietro a tutto c’è Nintendo.

Purtroppo, sempre al momento, non sono presenti applicazioni di streaming come Netflix o Amazon Prime Video, ma va anche detto che ormai queste applicazioni si trovano da qualche anno praticamente su tutti i TV connessi e, in ogni caso, la stessa Nintendo ha fatto capire che queste e altre app saranno introdotte in futuro, sempre se Switch partirà con il piede giusto a livello di vendite.

E l’online?

Nintendo Switch: la console ibrida nextgen

Per ora si sa ancora poco su ciò che sarà possibile fare con i servizi online per Switch e come farlo. Come per il Wii U possiamo scaricare giochi in formato digitale tramite l’eShop di Nintendo, ma al momento non è possibile fare lo stesso per i vecchi giochi della piattaforma Virtual Console e l’abbonamento ai servizi online di Nintendo, di cui non si sa ancora esattamente il prezzo (si parla di 25-30 euro all’anno), partirà solo in autunno.

Questo piano permetterà non solo di giocare online (cosa per ora che è possibile fare gratuitamente), ma anche di scaricare un titolo gratuito al mese tra quelli della Virtual Console. Se poi consideriamo che per chattare in-game servirà un’apposita app per smartphone, la situazione odierna dell’online su Switch è ancora un po’ confusa e in divenire, anche se considerando il difficile rapporto che Nintendo ha sempre avuto con l’online, non ce ne stupiamo più di tanto.

Il nostro verdetto

A nostro parere Nintendo Switch è una scommessa di proporzioni enormi per il produttore. Avrà abbastanza giochi sul lungo periodo? I produttori di terze parti si tireranno indietro quasi subito o supporteranno Switch a lungo? I servizi online saranno utili e ben fatti o un mezzo disastro? I costi accessori e ”nascosti” per il Pro Controller o per una microSD allontaneranno probabili acquirenti?

Tutte domande alle quali si potrà rispondere solo in futuro, ma che per ora poco tolgono all’unicità di Switch come la prima console ibrida della storia, alla bellezza di un gioco come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, alla comodità del gaming 2-in-1 e all’ottima costruzione della console. Certo, i dubbi non mancano tra questi Joy-Con piccoli piccoli, l’autonomia di funzionamento e un sistema operativo per ora ridotto all’osso. Eppure è difficile non innamorarsi subito di Switch.

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  • Nintendo Switch
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Verdetto

Non costa poco e i giochi al lancio (Zelda a parte) non solo proprio irresistibili, ma per il resto Nintendo Switch è una console ibrida unica della quale è difficile non invaghirsi al primo sguardo.

Pro
Concept brillante e ben riuscito
Due console in una
I Joy-Con sono un piccolo colpo di genio…

Contro
… ma potevano essere più grandi
Line-up di lancio non irresistibile (Zelda a parte)
Prezzo poco aggressivo

Scheda tecnica
Display: 6,2’’ da 1280×720 pixel
Storage: 32 GB
Connettività: Wi-Fi ac, Bluetooth 4.1
Connessioni: HDMI, 2xUSB 2.0, USB 3.0, USB-C, jack cuffie
Batteria: 4310 mAh
Peso: 297 grammi (solo console)
Prezzo: 329,99 euro
Distributore italiano: www.nintendo.it

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