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Subwoofer e musica: pro e contro di un matrimonio complicato

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Tra le questioni su cui gli appassionati di alta fedeltà si divertono a discutere non può mancare quella del subwoofer in un sistema hi-fi

Tra le grandi questioni su cui gli appassionati di alta fedeltà si divertono a discutere non può mancare quella dell’utilità (o inutilità/dannosità) del subwoofer in un sistema hi-fi stereofonico. Per l’home theater, dove i film si affidano ai subwoofer e al loro “punch” sulle basse frequenze per aumentare notevolmente l’impatto di certe sequenze (il famoso “pugno nello stomaco”), il subwoofer ha un ruolo importantissimo nella fruizione dell’esperienza audio, ma in ambito hi-fi il discorso cambia notevolmente.

La musica infatti raramente ha bassi estremamente profondi, inferiori a 50 Hz, e la maggior parte dei diffusori con woofer da 5 pollici (127 mm) o più grandi è in grado di restituire bassi a 50 Hz in ambienti di ascolto di piccole o medie dimensioni. Nel caso poi andiate pazzi per bassi che vi scuotono le viscere o avete una stanza particolarmente, si consigliano diffusori da pavimento con woofer più grandi e capaci.

Certo, anche quando si ascolta musica (di qualsiasi genere, ma certi generi ne beneficiano più di altri), un subwoofer dedicato aggiunge i bassi, ma ottenere una miscela perfetta tra il subwoofer e gli altri diffusori del sistema non è affatto facile. Ci vogliono ore di prove e tentativi armeggiando con i controlli del subwoofer e sperimentando il suo corretto posizionamento della stanza, anche perché la regolazione del crossover del subwoofer è tutto tranne che una scienza esatta.

Come miscela ideale intendiamo il fatto che quando il sub è perfettamente integrato con gli altri diffusori, non dovreste sentirlo; tutti i bassi infatti dovrebbero suonare come se provenissero dai diffusori e, nel caso aveste già provato a inserire un subwoofer nel vostro impianto stereo, forse vi è capitato con il tempo di abbassarne sempre di più il volume perché lo sentivate come invadente, fino a decidere che l’apporto del sub nel vostro sistema fosse quasi irrilevante.

Al sottoscritto è capitato con due Dynaudio Special 25 (diffusori da stand in grado di scendere anche fino a 50Hz) abbinati a un subwoofer JL AUDIO E-Sub e110 per coprire le frequenze mancanti sotto i 50Hz. L’esaltazione iniziale ha presto lasciato il posto a un’invadenza dei bassi sempre più avvertibile e fastidiosa che mi ha convinto a vendere sub e diffusori per una soluzione “a pavimento” con i Focal Aria 936, la cui resa sui bassi mi ha convinto fin da subito.

Che un subwoofer non sia necessario per ascoltare musico lo pensano poi diversi musicisti. Secondo Stephen O’Malley dei Sunn O))) – uno che di basse frequenze ne capisce – “un impianto hi-fi configurato correttamente non ha bisogno di un sub separato, Di solito questa cultura del potenziamento dei bassi va a scapito della chiarezza nel resto dello spettro.”

Per Damon Krukowski, batterista dei Galaxie 500, “il potenziamento dei bassi tipico delle cuffie di Beats e dei sistemi home theater progettati per imitare la realtà per film e giochi non si traduce in un’esperienza musicale “reale”. Ma la mia idea di reale si basa sull’esperienza di strumenti fisici, acustici ed elettrici. E forse la realtà stessa della musica ha subito un cambiamento negli ultimi anni”.

Ovviamente si tratta di pareri personali e ci sono (forse) altrettanti appassionati di musica che non potrebbero stare senza un bel subwoofer nel salotto e che ne sostengono convintamente l’utilità… che in effetti non manca. Idealmente infatti un subwoofer di buon livello:

  • Arriva fino a 20Hz e fino al limite dell’udito umano. Ciò significa che gli ascoltatori più attenti possono persino percepire le note più basse di un organo a canne o di altri strumenti a cui di solito si da poco importanza quando si parla di bassi.
  • Suona senza sforzo ad alto volume e senza distorsioni, a differenza dei woofer di certi diffusori che, a volumi particolarmente alti, iniziano a soffrire.
  • Possiede la velocità e la risposta ai transienti necessarie per presentare bassi con realismo e impatto notevoli, in modo che anche le linee di basso più veloci siano riprodotte con sensibilità e precisione.
  • Dovrebbe sempre suonare e sembrare un’estensione dei diffusori senza sopraffarli o attirare l’attenzione su di sé. Se miscelato perfettamente con gli altri speaker, un subwoofer di buon livello consente a questi di suonare al meglio in assoluto attraverso l’intero di frequenze.

Come capita spesso quando si parla di hi-fi, l’oggettività non esiste e anche per il subwoofer non si può non tenere conto di fattori come la qualità, il tipo di musica (i bassi nei dischi di Jay-Z e Bob Dylan non suonano certo identici) e di qualche accortezza tecnica. Un subwoofer infatti dovrebbe essere integrato con i diffusori principali utilizzando un filtro passa-alto, in modo che le frequenze dei bassi nei diffusori principali vengano spostate al di sotto di un punto specificato in cui passano al subwoofer.

Sebbene ogni subwoofer amplificato abbia un filtro passa-basso per limitare i suoi bassi superiori, non tutti (anzi, pochissimi) hanno un filtro passa-alto. Per prestazioni ancora più elevate, un crossover dedicato può gestire sia il filtraggio passa-basso che quello passa-alto. Quando un sistema stereo è configurato con un filtro passa-alto, i diffusori principali funzionano con una distorsione molto più bassa perché sono sollevati dalla necessità di riprodurre i bassi più profondi e lo stesso si può dire per l’amplificatore che li alimenta.

I woofer in uno speaker full range in genere funzionano bene nelle frequenze medio-basse, quindi qualsiasi distorsione alle frequenze dei bassi influisce sulle prestazioni della gamma media. L’aggiunta di un subwoofer in un setup stereofonico dovrebbe insomma creare un’esperienza di ascolto in cui il subwoofer e i diffusori principali diventano una sola cosa, offrendo un suono più dinamico e un’esperienza musicale coerente.

Certo, questo è lo scenario ideale, ma in quanti sono disposti a innalzare ulteriormente il loro budget per un subwoofer di buon livello e, magari, anche per un crossover dedicato? Forse pochi, ma ciò non vuol affatto dire che, escludendo la mia esperienza personale, l’aggiunta di un subwoofer per ascoltare musica sia sconsigliabile. È una questione di sensibilità personale, giusto modello e abitudine all’ascolto… un po’ come tutta l’alta fedeltà.

Tre modelli da non perdere

  • ELAC SUB3030: 1000W di picco, cono da 12’’, controlli tramite app, risposta in frequenza: 25-150 Hz
  • Klipsch SPL-150: 800W di picco, cono da 15’’, risposta in frequenza: 18 – 125 Hz
  • Yamaha NS-SW300: 250W di potenza, cono da 10’’, risposta in frequenza: 20 – 160 Hz

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