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WHARFEDALE D-320: il vino buono sta (anche) nella botte media

Dopo aver esaminato i modelli D-310 e D-330, posti rispettivamente alla base ed al top del catalogo della serie D di questa rinomata azienda britannica, è ora il momento delle D-320, le cui dimensioni sono, appunto, una via di mezzo tra i due modelli citati, un vero affare a prezzo stracciato, qualcosa cui WHARFEDALE ci ha ormai abituato.

Se siete alla ricerca di un diffusore da abbinare ad un sistema di amplificazione non troppo a suo agio con impedenze che scendano al di sotto dei 4 ohm, oppure non gradite ingombranti esponenti del mondo delle elettroacustiche oppure ancora, avete qualche problema di spazio, situazione non certo improbabile data la sempre maggiore compattezza delle moderne abitazioni, potreste centrare l’obiettivo con questo modello a marchio WHARFEDALE.

Azienda storica in possesso di un know-how certamente raffinato e di sostanza, non è certo la WHARFEDALE una ditta cui possa essere ascritto il non saper costruire ottimi diffusori, anzi, in onore alla proverbiale attenzione del popolo di Albione per ciò che riguarda il rapporto Q/P – sempre tenuto nel massimo conto – sono questi diffusori che ad un prezzo definibile almeno “interessante” assolvono tranquillamente e con il massimo impegno al compito di tramutare l’energia elettrica inviata dall’amplificatore in energia meccanica atta a smuovere aria, ciò che sapete essere alla base della nostra passione, ovvero generando suono.

Lo street price delle WHARFEDALE D-320, come si suole definire oggi l’esborso necessario ad entrare in possesso di un dato bene, si attesta nei dintorni dei 190 euro, una cifra che considerando finitura e prestazioni appare in concreto certamente interessante.


E lo fanno davvero in modo encomiabile, raffinato, ben più che onesto e soprattutto – come già anticipato in relazione alla convenienza del loro prezzo – fornendo una prestazione che ha dell’incredibile se si fa riferimento alle dimensioni, in concreto medio-piccole.

Di certo questo modello WHARFEDALE non in grado di sollecitare eccessivamente il noto WAF – che ovviamente non è una parolaccia, leggete l’interessante articolo a tale proposito – argomento che in taluni casi vede coinvolto il gentil sesso in maniera fin troppo sensibile.

Tornando ai nostri graziosi diffusori, quello di cui stiamo parlando è un modello a due vie con carico in bass reflex – e date le dimensioni non potrebbe essere diversamente – dotato di woofer da 5″ in unione ad un tweeter con cupola in tessuto da 1″, la cui finitura estetica è disponibile in tre differenti versioni: nero, noce e bianco, inseribile quindi nella pratica totalità degli ambienti.

La WHARFEDALE D-320 in versione bianca

 

Entrambi i driver vantano una certa gradita consistenza e sono molto ben fatti: il cono del woofer è realizzato in fibra di kevlar intrecciata, è dotato di cupola rifasatrice mentre il magnete è ceramico e di adeguate dimensioni; il tweeter ha una cupola in tessuto e si nota una costruzione che tiene da conto eventuali e sgradite rifrazioni dovute al pannello frontale.

Ben fatto anche il crossover, realizzato a partire da componenti che pur necessariamente economici non presentano quel connotato di povertà rintracciabile talvolta in analoghe realizzazioni.

Lo sbocco del reflex, piuttosto che essere posto su uno dei pannelli principali – classicamente quello posteriore oppure, il che è nettamente preferibile ai fini del posizionamento in ambiente, quello anteriore – è previsto alla base del diffusore, posizione la cui emissione è gestita mediante i piedini di isolamento in gomma di cui è dotato il cabinet.

Questo aspetto è tecnicamente interessante: non si corre il rischio di parzializzare l’uscita dell’accordo reflex – problema sempre presente nel caso lo sbocco sia posteriore – ottenendo al contempo il rispetto di quanto stabilito nelle specifiche di progetto; essendo tale posizione praticamente obbligata e dovendo i diffusori necessariamente poggiare su una superficie, si sfrutta in tal modo il rinforzo di quest’ultima.

Chiaro che se decidete di appenderli……

La risposta in frequenza è dichiarata compresa tra un credibile 56Hz-20KHz con un minimo di 50Hz a -10 dB, inutile quindi cercare bassi ultraterreni ma nemmeno attendersi prestazioni (troppo) deficitarie; sensibilità pari a 87 dB con minimo di impedenza di 3.8 ohm, non troppo al di sotto quindi dei riferiti limiti dell’amplificatore, impegno affrontato comunque in assoluta scioltezza.

La storica coppia QUAD 34/303: ancora oggi ricercati e molto considerati

 

Come alludevo inizialmente, la suddetta coppia si è unita in matrimonio ad un’altra accoppiata alquanto vintage e di altrettanto britannica provenienza: 34/303 sono i loro identificativi e logicamente si parla di QUAD, altro storico rappresentante della migliore ars sonora made in UK.

E devo dire che l’ascolto s’è rivelato una vera sorpresa!

Chi conosce la coppia QUAD – maggiormente il finale 303 – sa bene che stiamo parlando di uno dei primi rappresentanti dell’avvento del transistor – un progetto dovuto all’indubbia genialità di Mike Albinson (progettista) e Peter Walker (patron dell’azienda) – ragione per cui vanta un suono definibile valvolare, caldo e morbido con un medio suadente ed una parte alta vellutata.

Ebbene, l’unione WHARFEDALE/QUAD si è rivelata assolutamente vincente, tanto da lasciarmi davvero sorpreso in relazione al risultato ottenuto: l’ascolto si è svolto posizionando i diffusori su un mobile porta tv alto 58 cm il che – essendo l’altezza del diffusore pari a 31 cm – porta il tweeter ad una quota di circa 90 cm, leggermente al di sotto quindi delle orecchie di un ascoltatore seduto; distanza dalla parete posteriore di circa 20 cm.

La presentazione generale è risultata ampia, discretamente profonda e di giusta altezza, corpo e spessore non mancano, ed anzi la parte bassa dello spettro colpisce per la profondità che riesce ad esprimere, qualcosa che davvero mi ha colpito, onestamente non credevo possibile una tale discesa in basso.

Ottime altresì le voci, probabilmente anche per via della caratteristica e vellutata timbrica QUAD, notoriamente tutto meno che aggressiva.

Per la cronaca, come sorgente per il test è stato utilizzato un lettore MARANTZ SA-7001 mentre i dischi utilizzati  sono stati i seguenti, guarda caso già da noi recensiti per qualità tecnica ed artistica: Joshua Redman, Hiromi e l’immancabile Mark Knopfler.

In conclusione, se siete in procinto di dotarvi di una valida coppia di diffusori le cui dimensioni non siano eccessive –ma non così le prestazioni! – non volete spendere troppo e fare un ottimo affare, il consiglio è quello di prendere molto seriamente in considerazione questo modello, non avrete a pentirvene!

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

 

 

 

 


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