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Home Cinema da 25.000 euro: libidine per occhi e orecchie

Se il portafoglio ve lo permette, ecco un impianto Home Cinema nel segno del 4K (quello vero) e del multicanale di qualità

Oggi ci siamo voluti sbizzarrire proponendovi un impianto Home Cinema da circa 25.000 euro composto da un proiettore 4K nativo, un ricevitore AV top di gamma, un lettore Ultra HD Blu-ray non recentissimo ma ancora estremamente valido e un sistema di diffusori 7.1 di indubbio valore.

Abbiamo tralasciato giusto un set-top-box per avere tutte le app di streaming possibili e immaginabili (il lettore UHD di Panasonic offre proprio il minimo indispensabile), ma su questo versante, tra le varie proposte di Amazon, Nvidia e Apple, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Panasonic DP-UB9000 

Come ideale sorgente Home Cinema abbiamo scelto il lettore Ultra HD Blu-ray Panasonic DP-UB9000, modello top di gamma certificato THX (e con supporto a Dolby Vision e HDR10+) disponibile in Italia a circa 1000 euro. La qualità di costruzione può essere descritta come a prova di bomba. L’UB9000 utilizza infatti uno chassis rigido a due strati che aiuta a ridurre il rumore e le vibrazioni. L’unità disco è montata centralmente e utilizza una piastra in acciaio molto spesso per ridurre ulteriormente vibrazioni e rumori durante la riproduzione.


Laddove l’UB900 aveva un alimentatore che alimentava sia le sue sezioni digitali che quelle audio, il circuito audio dell’UB9000 ottiene il proprio alimentatore dedicato per massimizzare la qualità del suono. C’è anche una scheda circuitale speciale per l’uscita analogica del lettore. Il cuore del Panasonic DP-UB9000 è il suo motore di elaborazione delle immagini HCX (Hollywood Cinema Experience) di seconda generazione.

Parte di questo pacchetto è il nuovo HDR Optimiser, che teoricamente dovrebbe essere in grado di migliorare la mappatura dei toni in un’immagine HDR con metadati statici. Prende in considerazione i limiti di luminosità del display e modifica l’immagine per estrarre il maggior numero di dettagli, in particolare nei bianchi e nelle scene luminose.

UB9000P1K

Il DP-UB9000 è dotato di due uscite HDMI e quindi è possibile inviare l’audio all’amplificatore Home Cinema mentre l’immagine viene trasferita direttamente sul TV. La presenza delle uscite analogiche 7.1 soddisferà i possessori di ricevitori AV legacy, ma è anche possibile scegliere tra XLR bilanciati o connessioni RCA sbilanciate per la riproduzione stereo.

Oltre a tutta quella abilità di elaborazione video, l’UB9000 spunta anche le caselle di tutti i principali formati audio, inclusi WAV, FLAC, AIFF, AAC e DSD. Utilizza un DAC di alta qualità a 32 bit/768 kHz per facilitare la conversione dei dati. Le app in streaming come Amazon Prime Video e Netflix sono preinstallate e ciò è utile se si collega l’UB9000 a un proiettore. Unici nei? Manca il supporto per i SACD (non è infatti un lettore universale) e i menu non sono il massimo della chiarezza, ma per il resto è una promozione piena.

JVC DLA-NP5 

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Il proiettore 4K DLA-NP5 è stato presentato a gennaio da JVC come modello entry-level nonostante si parli comunque di 7000 euro di listino. Non sono pochi, ma considerando le specifiche tecniche e il fatto che il suo non sia un 4K vobulato ma nativo si tratta di una cifra molto interessante per chi da anni conosce e apprezza i proiettori Home Cinema di JVC.

Il sistema D-ILA con tre pannelli da 0,69″ e risoluzione 4K nativa promette un rapporto di contrasto nativo di 40.000:1 che sale a 400.000:1 se si attiva la funzione di contrasto dinamico. La luminosità di picco raggiunge invece i 1900 lumen, l’area proiettabile massima è di 200 pollici e, altro pregio non da poco, entrambi gli ingressi HDMI del proiettore sono 2.1 a 48 Gbps, cosa che rende il DLA-NP5 ideale anche per i gamer più incalliti che vogliono sfruttare il 4K a 120Hz e che potranno contare su un input lag decisamente basso rispetto ai precedenti modelli DLA.

La lente con diametro di 65 mm è interamente in vetro e per la sua costruzione JVC ha utilizzato non meno di 17 elementi in 15 gruppi. Tutto per garantire che la nitidezza della risoluzione 4K nativa non venga compromessa quando l’immagine passa attraverso l’obiettivo. Troviamo poi il supporto HDR premium e ciò significa che il DLA-NP5 può riprodurre contenuti in HDR10+, HDR10 e HLG HDR (niente Dolby Vision purtroppo).

Nonostante il suo status di proiettore “entry-level”, spicca la funzione evoluta Frame Adapt HDR, che analizza i contenuti in HDR10 e HLG in ingresso per ottimizzare continuamente il modo in cui ogni singolo fotogramma viene “mappato” alle capacità ottiche del proiettore. Non manca poi la funzione proprietaria Theater Optimizer, che tiene conto dell’ambiente di visione quando il proiettore esegue i calcoli della mappatura dei toni. Da segnalare anche il recente sistema Clear Motion Drive, che rimuove la sfocatura dall’immagine senza generare effetti collaterali fastidiosi o rendere i film innaturalmente simili a delle soap opera.

Per risparmiare in alcune aree del progetto, JVC ha optato per un sistema di illuminazione della lampada inferiore di 300 lumen rispetto ai modelli con illuminazione laser. C’è anche la funzione Motion Enhance che contribuisce a ridurre le sfocature incrementando la reattività dei cristalli liquidi nei pannelli D-ILA. Infine, l’NP5 è certificato ISF e dispone di 10 banchi per memorizzare e richiamare le regolazioni relative all’installazione, mentre come sugli altri proiettori JVC anche qui è disponibile la funzione di calibrazione automatica.

Dynaudio Evoke

La serie Evoke di Dynaudio è tra le più recenti del costruttore danese. Nel corso dei decenni i driver Dynaudio sono stati utilizzati in alcuni dei migliori diffusori di fascia alta. Tra i progetti più esclusivi e performanti troviamo il tweeter Dynaudio Esotar, rimasto per diverso tempo in cima alla classifica dei migliori. Lo stesso ha poi beneficiato di ulteriore perfezionamento evolvendo nel tweeter Cerotar, presente all’interno dei diffusori serie Evoke. Il tweeter da 28mm Dynaudio offre la nuova cupola interna Hexis, ingegnoso quanto piccolo dispositivo posto dietro il morbido diaframma del tweeter a ridurre le risonanze indesiderate e appianare nel complesso la risposta in frequenza.

Del tutto simili i woofer, che appaiono simili ai precedenti driver Dynaudio composti di magnesio silicato polimerico parte del DNA di progettazione Dynaudio sin dagli esordi. La gamma Dynaudio Evoke è composta da due diffusori da stand (Evoke 10 e Evoke 20), due da pavimento (Evoke 30 e Evoke 50) e un canale centrale dedicato (Evoke 25C), che trasforma la line-up in un sistema Home Cinema completo.

Per il nostro impianto multicanale abbiamo optato per due coppie di Evoke 20 (4500 euro euro), una coppia di Evoke 50 (4500 euro), il centrale Evoke 25C (1250 euro) e il subwoofer Sub 6 (2400 euro). Ovviamente, considerando il ricevitore AV scelto, c’è spazio per una configurazione molto più allargata (compresi degli speaker Atmos).

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All’interno degli Evoke 50 sono presenti due woofer Esotec da 18 centimetri, che come il tweeter Cerotar usano la tecnologia a cascata delle linee Contour e Confidence. Proprio come per il tweeter è presente il materiale proprietario magnesio silicato polimerico (MSP) che restituisce il giusto equilibrio tra rigidità, smorzamento e delicatezza.

Peraltro il 50 è l’unico diffusore dell’intera gamma a disporre di driver midrange dedicato, unità da 15 centimetri deriva direttamente dall’esclusiva gamma Contour, quindi magnete al neodimio, sottile diaframma da 0,4 mm e una bobina per voce in fibra di vetro con un avvolgimento in alluminio Dynaudio.

L’alluminio al posto del rame è inferiore di peso e permette di ottenere più giri nella bobina mobile, così come la scelta del neodimio è legata alle doti di potenza e anche qui di leggerezza. I cestelli in Nomex consentono ai driver di restare centrati, mentre il nuovo contorno derivato da Contour apre le porte a una escursione superiore e a un maggiore impatto.

Yamaha RX-A8A

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Il Yamaha RX-A8A da 3500 euro e 11.2 canali amplificati (220W per canale su un carico di 8 Ohm) è il modello di punta dell’attuale serie di ricevitori AV Aventage e offre tutte le feature che ci si aspetterebbero da sintoampli AV top di gamma attuale, cominciando dall’HDMI 2.1 (sette ingressi e tre uscite) con supporto per gli 8K/60 Hz e i 4K/120Hz e per il passthrough dell’HDR10+.

La compatibilità in chiave HDMI 2.1 comprende anche ALLM (Auto Low Latency Mode), VRR (Variable Refresh Rate), QFT (Quick Frame Transport) e QMS (Quick Media Switching), tutte feature ormai essenziali per ogni appassionato di gaming dotato di una console di ultima generazione e di un TV HDMI 2.1. Non manca ovviamente il supporto per Dolby Atmos e DTS:X.

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Yamaha ha poi riservato molta attenzione al design interno. Innanzitutto troviamo un layout simmetrico dell’amplificatore per percorsi di segnale ottimizzati, con lo scopo di migliorare la chiarezza del suono e di ridurre il rumore del segnale e le interferenze tra i canali. Il trasformatore è ulteriormente isolato meccanicamente dagli stadi dell’amplificatore tramite una staffa di montaggio separata per una maggiore riduzione delle vibrazioni e per un’ulteriore rigidità della struttura interna del telaio ad H.

Il bilanciamento tonale è assicurato da componenti di alta qualità, inclusi i DAC Premier Audio di SABRE per una gamma dinamica fino a 120 db. Spicca poi un amplificatore ad alta velocità di risposta, con un aumento di oltre 2 volte delle prestazioni della generazione precedente. Non manca ovviamente l’accesso alla piattaforma MusicCast, Wi-Fi, AirPlay 2, Spotify Connect, servizi di streaming musicale integrati, audio multi-room e controllo vocale tramite Alexa, Google e dispositivi abilitati per Siri.

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