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La posta del cuore: il prezzo hi-fi

prezzo

Prezzo hi-fi. Pensavo questo mese di affrontare il tema dell’ascolto, ma lo devo rimandare al prossimo. Questo perché ritengo, a mia personale opinione, che all’interno di una redazione sia giusto confrontare i diversi punti di vista. I lettori giudicheranno poi come pensarla in merito.

Mi riferisco all’articolo apparso sul nostro sito riguardante il prezzo hi-fi di listino ed il cosiddetto “street price”.

Premessa necessaria: ho iniziato professionalmente ad occuparmi di audio domestico (e anche professionale) dal 1980. Dal 1975 compravo impianti che poi vendevo agli amici per cambiare e acquisire esperienza.

Ho cominciato come venditore in un negozio a Milano, poi responsabile commerciale per un distributore svizzero che operava anche in Italia, poi negoziante in proprio, casa discografica, importatore, giornalista, consulente aziendale.

Dico questo per giustificare le considerazioni che andrò a fare, avendo frequentato tutte le sfaccettature di questo mercato.

Ma prima una barzelletta che suona pressappoco così: degli ingegneri analizzano una rana, il primo dice salta! E lei non salta, allora gli staccano una zampa e la rana non salta di nuovo. Conclusione degli ingegneri: senza zampa la rana non sa cantare! A proposito di causa ed effetti…

Questo per dire che prima di esprimere giudizi…bisogna sapere che cosa cerchiamo.

Dunque, se il centro del discorso è il prezzo hi-fi, si sbaglia in due: il cliente ed il negoziante!

Direi in tre considerando anche il distributore, ma lo vedremo.

Limitiamoci al cliente ed al negoziante.

Se il cliente è alla ricerca del prezzo, vuol dire che non segue la logica da me spiegata varie volte (il sistema, la sinergia, la professionalità ecc.) ma solo il “pezzo che gli interessa”, e sono convinto per esperienza che lo deluderà, ricominciando con una nuova ricerca.

Per il negoziante, non ha fatto un affare, anche se pensa di avere fatto una vendita, perché ha guadagnato pochissimo per poter “battere” un collega.

Se tanti negozi hanno chiuso e continueranno a chiudere ci sarà un motivo…

E veniamo alla disponibilità dei prodotti.

Occorre distinguere tra le varie fasce di prodotto, voi pensate che un’auto di un certo valore con quel tal colore e accessori sia sempre in “pronta consegna”?

Non voglio dilungarmi, ma ribadire che un prodotto “artigianale” non è uguale ad un prodotto di largo consumo.

Se poi consideriamo il momento particolare dovuto alla pandemia unito alla scarsità di fornitura di microprocessori…certe situazioni si possono comprendere facilmente.

Invito a leggere articoli precedenti su prodotti di nicchia e largo consumo, distribuzione ecc.

Un accenno sui distributori che permettono queste grosse disparità nel prezzo di vendita…faranno la stessa fine dei negozianti?

Nel medio e lungo termine, la professionalità ed il lavoro serio pagano sempre, sia per il commerciante che per il cliente che ha fatto un acquisto oculato e pensato (vedi articoli precedenti).

Quello che acquisti oggi, e l’hai pagato il giusto per la qualità fornita, ti ripagherà nel tempo, finendo per costare meno di un acquisto fatto solo per il “prezzo hi-fi”  perché cambiando continuamente perdi soldi.

Alla prossima sull’ascolto.

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