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PlayStation 5, le nostre prime impressioni

Dopo circa due mesi dall’uscita ufficiale siamo finalmente riusciti a mettere mano su PlayStation 5. In questo articolo andremo ad esporvi le nostre prime impressioni, cercando di fare un primo rapido confronto con PS4.

A diversi mesi dall’uscita siamo finalmente riusciti a testare con le nostre mani la nuova PlayStation 5. Prima di iniziare, ci teniamo a sottolineare che per farlo abbiamo deciso di acquistarne una, infatti le promesse dell’ufficio stampa di un prestito per test fatte mesi fa sono state disattese…. ma veniamo alla nuova PS5

Il primo contatto

Alla prima accensione ci troveremo davanti una fase di “set-up” completamente guidata ma soprattutto semplificata rispetto al passato. Modificare le impostazioni relative alla privacy, ad esempio, è molto più intuitivo e pratico rispetto a PS4. Già da queste prime fasi noterete subito la velocità e la reattività della console, con tempi di caricamento ridotti al minimo all’interno dell’interfaccia.

A proposito di interfaccia, l’approccio di Sony con PlayStation 5 è stato quello di perfezionare l’HUD di PS4, senza stravolgere nulla ma apportando comunque diversi cambiamenti. Nonostante visivamente ci si senta “a casa”, il cambiamento relativo alla pressione del tasto “PS” ci ha procurato diversi grattacapi. Su PS4 la pressione singola di questo tasto ci riportava alla “home” del sistema, mentre una pressione continua ci riportava al menù di spegnimento. Su PS5, invece, la pressione singola apre un menù di impostazioni rapide, mentre la pressione continua ci riporterà alla schermata principale. Questione di abitudine.

Il DualSense è la vera rivoluzione

Fin dalla prima impugnatura si capisce però come sia il nuovo DualSense a rappresentare il cambiamento più importante rispetto a PS4, almeno per ora. Il nuovo controller è più grande, più ergonomico e più comodo da utilizzare. Le nuove funzioni, come i trigger adattivi e la vibrazione aptica sono messe in risalto da Astrobot, gioco gratuito contenuto in ogni PS5.

È proprio giocando a questo titolo che noteremo l’enorme differenza rispetto al vecchio Dual Shock 4. Ogni vibrazione è estremamente precisa, ad ogni azione corrisponde un livello di intensità di vibrazione differente. I trigger adattivi sono incredibili, tanto che a primo impatto pensavamo che il nostro controller fosse rotto da quanto ci è sembrato “strano” quell’effetto.

Le sensazioni sono comunque molto difficili da spiegare a parole, è una di quelle esperienze che vanno provate con mano per comprenderle realmente. Sicuramente le potenzialità di questo nuovo controller sono molteplici, sarà però compito degli sviluppatori sfruttarle pienamente e implementarle nei titoli del futuro. Una nota negativa però è la durata della batteria. Con tutte queste nuove funzioni, infatti, il controller si scaricherà nel giro di 2/3 ore. Decisamente troppo poche.

Utilizzando PS5 si percepisce pienamente che le basi per il futuro sono molto solide. I giochi PS4 girano egregiamente, con dettagli grafici al massimo e risoluzione più elevata rispetto a PS4 Pro. Il rumore della ventola è davvero ridotto al minimo, ma aspettiamo l’uscita di titoli più “impegnativi” per valutare questo aspetto della console.

In questi giorni testeremo più nel dettaglio le funzionalità e le capacità della console, rimanete dunque sintonizzati per la recensione finale!

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