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Prospettive d’ascolto

Chiunque frequenti con regolarità i concerti di musica classica conosce bene l’importanza della fisica posizione in sala, qualcosa che può favorire o meno l’ascolto rendendolo più o meno dettagliato in virtù della distanza dell’ascoltatore dagli esecutori. La cosa si spiega abbastanza facilmente, l’avvicinamento o allontanamento dalla compagine orchestrale ha una notevole influenza sul rapporto suono diretto/suono riflesso che raggiunge le orecchie dell’ascoltatore.

E se pensiamo che molti produttori di diffusori e di elettroniche hanno sfruttato questa caratteristica al fine di connotare la prestazione dei loro dispositivi – da questo punto di vista è sufficiente pensare all’enorme successo del sistema DIRECT/REFLECTING di BOSE che ne ha fatto addirittura un brevetto, seppure esistano molte altre aziende – possiamo comprendere come questa caratteristica abbia notevole importanza nei confronti del risultato finale.

La mitica 901: un diffusore iconico relativamente alla prestazione che vede coinvolto il bilanciamento tra suono diretto e riflesso

 

La cosa ovviamente è perfettamente applicabile anche ad altri contesti – un club ove si suoni jazz o blues ad esempio – e sebbene in questi casi la possibilità di scegliersi il posto sia più aleatoria, resta il fatto che una certa distanza/vicinanza ai musicisti cambia notevolmente la prestazione sonora.

Il punto di vista del batterista chiarisce come al pubblico giungano differenti “good vibrations

 

Come anticipato nell’introduzione, lo sviluppo delle onde sonore è notevolmente influenzato dalla distanza alla quale si ascolta ed è per questa ragione che il dettaglio percepito – oppure l’estensione delle basse frequenze – può essere anche molto differente.


Le registrazioni discografiche non fanno poi che confermarlo: DEUTCHE GRAMMOPHON, ad esempio, prevede un assetto sonoro che vede l’ascoltatore in posizione più ravvicinata rispetto agli esecutori. TELARC, al contrario, colloca l’ascoltatore in posizione maggiormente distanziata, cosa che attenua il dettaglio facendo apparire le basse frequenze maggiormente presenti, non solo, in tal modo il respiro ambientale sarà più evidente.

Chiaramente sono possibili ulteriori prospettive sonore sia legate a differenti collocazioni virtuali dell’ascoltatore – come DECCA – sia generate tramite l’utilizzo di supporti elettronici in sala d’incisione.

In ogni caso, si tratta di aspetti che chi segue la classica da tempo avrà ben presente semplicemente citando il nome dell’immenso VON KARAJAN, la cui “presenza/ingerenza/manipolazione” in sala d’incisione era ben nota. D’altronde per lui il suono aveva e doveva possedere determinati connotati, ragione per cui trovava assolutamente normale darsi da fare (leggasi intervenire!) per ottenere ciò che alle sue orecchie esprimesse compiutamente quello che il compositore intendeva, sempre con buona pace di coloro che avversano i temuti controlli di tono che chissà quante registrazioni di riferimento possiedono già alterate all’origine!

L’immenso Herbert Von Karajan

 

A tutto ciò si aggiunga la sensibilità musicale posseduta dal tonmeister ovvero sound engineer che chiaramente ha il suo notevole impatto sul risultato finale.

A titolo di cronaca, onde sottolineare l’importanza della prospettiva d’ascolto dovuta alla posizione, la mitica azienda britannica QUAD prevedeva un singolare controllo sui propri preamplificatori denominato TILT – traducibile con inclinazione e molto ben spiegato nel manuale di istruzioni del prodotto – un comando che in perfetta aderenza con il sostantivo produce proprio questo, un’inclinazione della risposta in frequenza considerando come una sorta di pivot la frequenza dei 1000 Hz.

Questo produce un incremento o un decremento pari ad un massimo di 3dB agli estremi gamma con tutto ciò che ne consegue – ovvero un diverso assetto sonoro in virtù della direzione di rotazione – circostanza dovuta all’aumento del livello di una parte della gamma e contestuale decremento della parte opposta; in pratica è come avere a disposizione 6 diversi preamplificatori.

La dotazione controlli del QUAD 34: notare il comando descritto nell’articolo

 

Per meglio comprenderne il funzionamento, consiglio la lettura dell’eccellente articolo relativo al test del mitico preamplificatore QUAD 34 qui riportato – solo in inglese purtroppo, ma con l’aiuto dei grafici è possibile comunque un’interpretazione – uno scritto che chiarisce meglio di mille parole il concetto, molto interessante in ogni caso a prescindere da questo aspetto.

Quanto narrato, oltre che tentare di chiarire il perché di molte registrazioni, serve anche a comprendere l’importanza della distanza di ascolto nei confronti di una timbrica corretta qualcosa che mal stabilita può portare ad ascolti fortemente insoddisfacenti – maggiormente se in possesso di diffusori a tromba – il cui ascolto a causa della particolare emissione richiede una distanza maggiore.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

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