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SENSHome – Tra casa connessa e autonomia abitativa

SENSHome – Tra casa connessa e autonomia abitativa

Guidato dall’università di Bolzano il progetto SENSHome e le tecnologie digitali per nuovi percorsi di autonomia e sicurezza per i diversamente abili

Una vera casa domotica e tecnologica non sarebbe tale se non venisse incontro a chi quotidianamente fa i conti con la disabilità. Sensoristica e integrazione sono le basi del progetto SENSHome, messo in opera per offrire alle persone con disabilità fisica e cognitiva la possibilità di vivere con maggiore indipendenza. La fragilità del corpo e/o della mente sono argomenti che dovrebbero essere in cima alla lista delle priorità, specie all’interno del contesto domestico dove possono annidarsi potenziali rischi se non ostacoli anche insormontabili. Il Ministero della Salute pone proprio le condizioni generate da disabilità, patologie croniche e altre malattie tra i principali fattori all’origine degli incidenti tra le mura di casa. Contenere gli infortuni implica offrire una migliore qualità della vita, maggiore indipendenza mettendo in gioco tutto l’ingegno e le (im)possibili tecnologie che invece di essere ostacolo sostengano e aiutino anche in misura discreta.

Quali allora le implicazioni in ambito progettuale di case sensibili a tali necessità? A una domanda così importante è giunta la risposta del gruppo di ricerca in Fisica Tecnica della Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Bolzano: occorre sviluppare reti di sensori e modelli di interior design facilmente applicabili nelle abitazioni delle persone fragili. Un progetto che ha visto coinvolte Italia e Austria per favorire l’autonomia abitativa dei disabili, con particolare attenzione alle persone affette da disturbi dello spettro autistico. Dalla collaborazione tra l’ateneo altoatesino, l’Università di Trieste, Fachhochscule Kärnten e l’azienda di meccatronica Eurekasystem nasce così una tecnologia centrata sull’utilizzatore finale e dedicata a case private, appartamenti condivisi o altri luoghi di vita assistita.

SENSHome – Tra casa connessa e autonomia abitativa
Il Prof. Andrea Gasparella (Copyright: ©2016 Curzio Castellan/Unibz)

“Con SENSHome puntiamo a individuare e implementare architetture centralizzate per la raccolta di dati e l’interazione con gli occupanti – racconta Andrea Gasparella, docente di Fisica Tecnica alla Libera Università di Bolzano e responsabile del laboratorio di Building Physics presso il parco tecnologico NOI di Bolzano -. Una rete intelligente di sensori come microfoni, foto e termo sensori che consenta di segnalare eventi o condizioni ambientali rischiose”. All’interno di una casa domotica così speciale il senso di indipendenza è uno dei traguardi più nobili e appaganti che si possano raggiungere. Nella smart home l’indipendenza deve essere reale, filosofia alla base del team coordinato da Gasparella, che è anche coordinatore del progetto SENSHome.

Al momento i progetti di indipendenza dei disabili parzialmente autonomi prevedono la convivenza con operatori sanitari. Le tecnologie digitali accelerano l’evoluzione di questo modello assistenziale con la possibilità di controllare da remoto e in tempo reale un elevato numero abitazioni, intervenendo anche in via preventiva. Il tutto senza monitoraggi video e audio al fine di tutelare la privacy degli utenti. Di fatto il progetto SENSHome si è concretizzato in un gruppo di ricercatori che lavora con l’obiettivo di portare in campo strategie di integrazione tra controllo e regolazione delle condizioni ambientali come temperatura, umidità e acustica. Un progetto volto a migliorare il benessere degli occupanti, prevenire e segnalare situazioni critiche, capacità di adattarsi alla specifiche esigenze individuali.

“L’innovazione consiste nel fornire una copertura ventiquattro ore su ventiquattro dei principali aspetti di rischio della vita quotidiana. In tal modo uno o due operatori possono assistere fino a trenta abitazioni nello stesso momento, risparmiando risorse e aumentando il numero di utenti coinvolti in progetti di autonomia” ha affermato il dott. Gasparella. Ciò aiuterà a colmare il divario tra vita indipendente e strutture assistenziali, col fine ultimo di migliorare la qualità della vita di persone che altrimenti non potrebbero essere lasciate sole, col fine ultimo di prolungarne le prospettive di vita attiva.

Per ulteriori informazioni: link al progetto SENSHome.

 

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