Il Takumi Level 1.1 è un giradischi da 1295 euro che punta tutto su precisione meccanica, chassis in acrilico e braccio in titanio, componente di pregio derivato dal modello superiore Level 2.1
Il giradischi Takumi Level 1.1 da 1295 euro nasce con un’impostazione che evita scorciatoie progettuali e trasferisce parte del DNA del più costoso Level 2.1 da 1695 euro in una piattaforma più accessibile, in cui il produttore olandese ha privilegiato la stabilità meccanica e la prevedibilità del comportamento dinamico rispetto a qualsiasi forma di complessità superflua.
Un approccio che si traduce in un focus particolare su parametri chiave come il controllo del moto rotatorio, la riduzione delle vibrazioni spurie e la gestione delle risonanze strutturali. Il Level 1.1 affronta questi aspetti a partire dal plinto in acrilico (disponibili in versione nera o trasparente), scelta non solo estetica ma anche tecnica considerando che l’acrilico possiede caratteristiche di smorzamento interne che, se correttamente sfruttate, permettono di contenere fenomeni risonanti senza ricorrere a stratificazioni complesse o materiali compositi più costosi.

Ancora più interessante è l’approccio alla gestione del piatto e della massa rotante. Takumi infatti ha introdotto una disaccoppiatura tra piatto (anch’esso in acrilico), sottopiatto in alluminio e asse, configurando di fatto un sistema in cui la parte direttamente coinvolta nella lettura del disco lavora come entità il più possibile isolata. Questo schema non è nuovo in senso assoluto, ma la sua implementazione in una fascia di prezzo contenuta è significativa.
La lavorazione del piatto tramite tornitura CNC aggiunge un ulteriore livello di precisione. La qualità della superficie e la concentricità incidono direttamente sul wow & flutter e sulla stabilità del pitch e, in un sistema analogico, anche deviazioni minime possono tradursi in microvariazioni percepibili, soprattutto in contesti d’ascolto critici. La scelta di mantenere tolleranze strette è quindi coerente con la filosofia generale del progetto.

La principale distinzione rispetto al Level 2.1 riguarda il sistema di trazione. Qui Takumi opta per un motore in corrente alternata abbinato a una trasmissione a cinghia. È una soluzione più tradizionale rispetto ai sistemi DC regolati come quello del Level 2.1, ma non per questo intrinsecamente inferiore se correttamente implementata. Il vantaggio risiede nella semplificazione circuitale e nella riduzione dei costi, mantenendo comunque una rotazione stabile e silenziosa. L’integrazione della commutazione elettronica tra 33⅓ e 45 giri aggiunge un livello di ergonomia che, nell’uso quotidiano, evita interventi manuali sulla cinghia.
Il gruppo cuscinetto rappresenta uno dei punti più sensibili dell’intero sistema. Takumi ha impiegato una configurazione con perno in ceramica alloggiato in una boccola in ottone lubrificata, con punto di contatto su sfera in acciaio temprato. Un’architettura che mira a minimizzare l’attrito e a garantire una rotazione fluida, riducendo al contempo l’usura. Anche in questo caso nulla di nuovo sul versante ingegneristico, ma l’efficacia di questa soluzione dipende in larga misura dalla qualità delle lavorazioni e dall’assemblaggio, parametri che Takumi, con il Level 2.1, ha già dimostrato di conoscere molto bene.

Anche il sistema di appoggio segue una logica funzionale. I tre piedini disaccoppiati consentono di gestire con maggiore facilità le irregolarità del piano di appoggio, cosa che in ambienti domestici (raramente livellati alla perfezione) si traduce in una maggiore stabilità operativa e in una riduzione delle vibrazioni trasmesse dal mobile.
In ottica di valore complessivo, uno degli elementi più rilevanti del Level 1.1 è l’adozione dello stesso braccio del modello superiore, mentre la testina è una Audio Technica 3600L, modello MM economico da circa 40 euro che forse è l’unica nota stonata in un giradischi di questo livello. Vale la pena spendere qualche parola in più proprio sul braccio in titanio, materiale che combina un’elevata rigidità con una massa ridotta e che consente alla testina di seguire con precisione il solco, deviando efficacemente le vibrazioni dal corpo della testina verso il blocco dei cuscinetti, dove vengono assorbite in modo sicuro.

Il portatestina è fisso, non smontabile. Questo design elimina punti di contatto e giunti saldati superflui, che possono causare resistenza, perdita di segnale o gioco meccanico. Il risultato, secondo Takumi, è un percorso elettrico più pulito abbinato a una maggiore stabilità meccanica, in modo da preservare la separazione dei canali e il dettaglio.
Qui trovate ulteriori informazioni.
© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.






















