Al pari di qualsiasi hobby, anche l’Alta Fedeltà non si sottrae alla regola della non-linearità dei risultati, essendo l’andamento medio di questa bella passione tutto fuorché lineare, ben lo sa chi da anni rincorre la prestazione perfetta, una filosofia di pensiero talvolta frustrante.
Pertanto visto che la perfezione non esiste – anche se In effetti sarebbe bello se ad un determinato investimento economico corrispondesse sempre un pari avanzamento – un raddoppio delle prestazioni al semplice raddoppio del costo di un’elettronica resta una pia illusione.
Purtroppo non funziona in questo modo, anzi, talvolta occorrono notevoli investimenti per ottenere un piccolo miglioramento – ma d’altra parte è noto che sono i dettagli a fare la differenza, e non si tratta di filosofia ma di comprovata realtà – un aspetto questo che deve necessariamente essere tenuto nel debito conto, diversamente ci si involve e non si fa altro che girare in tondo senza minimamente risolvere l’eventuale problema.

All’inizio, ma solo in quel momento ed in occasione di qualche acquisto importante, la sensazione di progresso è maggiormente vicina alla linearità, laddove la sostituzione di un componente del sistema audio può comportare un notevole incremento delle prestazioni sonore: diciamo che spendo 1 e ottengo l’equivalente in qualità.
Col tempo però, malauguratamente, il meccanismo pare incepparsi, rallentare, in certi casi quasi sbattere in faccia all’appassionato la pratica inconsistenza del suo darsi da fare per migliorare.
In effetti può accadere che la sostituzione di un componente non comporti automaticamente un miglioramento prestazionale, anzi, talvolta l’impressione è quella che nulla (esattamente nulla) sia cambiato se non addirittura peggiorato; come minimo quindi si parla di sidegrade quando non addirittura di downgrade.

Perché accade? Non è affatto difficile comprenderlo, se solo si pensa a tutte le sfumature nascoste che saltuariamente mostrano la loro presenza, ignorata fino al giorno prima.
Che sia una nuova sorgente, un nuovo amplificatore, una coppia di diffusori di dimensioni superiori (soprattutto) o l’aggiustamento della loro posizione, capita di scoprire una nuova realtà sonora, in qualche caso a costo zero tra l’altro, il che non guasta.
La cosa antipatica è che arrivati ad un certo punto 1 non vale più 1 ma molto meno, in certi casi meno della metà, ovvero spendendo 1 si ottiene un risultato di minor valore e nemmeno sempre, ragione per cui, da un certo momento in poi può capitare che 1 tenda a 0.
Esiste un modo per cautelarsi?
A nostro avviso la risposta giusta è NI, ed il motivo è abbastanza semplice: basta tenere presente la sinergia tra i componenti del sistema audio.
Chi ci segue sa bene che per abitudine tendiamo a considerare l’impianto come un vero e proprio “organismo sonoro”, qualcosa di simile al corpo umano, laddove ciascun organo assolve ad un dato compito essenziale per la sopravvivenza stessa: ebbene, metaforicamente parlando, nel caso di un sistema ad Alta Fedeltà siamo esattamente nella medesima condizione.

Con riferimento ad un sistema analogico – ad esclusivo titolo d’esempio – a partire dal fonorivelatore, passando per braccio e piatto, proseguendo con lo stadio fono per poi entrare nel sistema di amplificazione terminando con i diffusori, ogni elemento svolge il proprio specifico compito compresi i cavi ovviamente, necessario complemento che inevitabilmente ha la sua influenza.
Questa collaborazione chiaramente si basa su una sorta di gioco di squadra, laddove l’elemento più debole (o meno collaborativo se preferite) riesce a limitare o peggio ad invalidare tutto il buono che gli altri componenti sono in grado di fornire.
Quindi, tranne che non intendiate avviare un infinito ed estenuante ciclo di sostituzioni, ponderate bene le vostre intenzioni, soprattutto evitando atteggiamenti compulsivi che dalla sera alla mattina vi convincono che dovete effettuare un qualche cambio di componente per essere finalmente a posto, spesso non è così, anzi, questo atteggiamento rappresenta solo l’inizio di un interminabile percorso ad ostacoli.
A parte test di elettroniche varie e consigli musicali – in quanto desideriamo che i nostri lettori siano il più possibile soddisfatti e meno preda di credenze astratte – il nostro intento è (anche) quello di creare un background culturale affrancato dalle tante considerazioni reperibili in giro – un vero e proprio mercato parallelo di leggende più o meno fuorvianti – sovente illusorie o basate sul nulla.

A dire il vero, ultimamente parrebbe farsi largo l’innovativo (?) concetto – che ci permettiamo di sottolineare, sosteniamo da sempre – che “oltre un determinato limite non sia possibile andare“, postulato già espresso negli anni ’70 e riproposto di recente addirittura da una nota rivista di settore: che sia l’inizio di una sorta di illuminismo audiofilo?
Storicamente parlando, infatti – nonché rimanendo nell’ambito della citata metafora – speriamo solo di non dover assistere ad un successivo Romanticismo, periodo nel quale quanto espresso dai padri dell’Illuminismo fu rivisto e considerato alla luce di nuove, presunte e più efficaci filosofie; puntualmente rivisitate dal successivo momento storico-culturale (Verismo) e da quello seguente in un infinito e talvolta spassoso continuum teso ad annullare concetti puntualmente ribaditi in seguito.
D’altra parte è noto come il ciclico alternarsi di periodi letterari – oltre che rappresentare il preciso momento storico – abbia una pressoché obbligata influenza su tutto il resto.
Come al solito, ottimi ascolti!!!
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