I consigli di AF Digitale

Il sistema analogico: ulteriori approfondimenti sul giradischi

Di seguito al gradito riscontro da parte dei nostri affezionati lettori in merito ai due articoli pubblicati di recente circa la scelta del giradischi, andiamo un po’ più a fondo esaminando alcuni aspetti molto importanti circa la realizzazione fisica.

Come qualsiasi insieme che si rispetti, abbiamo visto che anche il giradischi non si sottrae dall’essere composito, ovvero realizzato unendo differenti meccanismi atti ad ottenere un determinato risultato finale, possibilmente aggirando per quanto possibile le numerose criticità proprie del dispositivo, questo il motivo per cui al suddetto termine preferiamo quello di sistema analogico.

Criticità usualmente generata dalle vibrazioni, potenzialmente provenienti da qualsiasi parte si trovi in movimento e possa in qualche maniera sbarazzarsene attraverso la loro trasmissione al resto della struttura.

Il perno del giradischi MAGNAT MTT990

 

Un oggetto come il giradischi – per sua natura composto da parti che hanno la tendenza a generare vibrazioni a loro volta causa di possibili risonanze – deve necessariamente essere progettato rispettando determinati criteri, laddove la lotta alle vibrazioni rappresenta il primo degli ostacoli non facilmente aggirabile.


Il motore soprattutto – sia nella trazione diretta che in quella a cinghia – rappresenta la prima ed inevitabile fonte di rumore meccanico, motivo per il quale i costruttori si sono sempre dati un gran daffare al fine di impedire che il contributo vibrazionale sia eccessivo.

L’azienda austriaca PRO-JECT ad esempio, in alcuni modelli suole sospendere il motore mediante un ingegnoso sistema di disaccoppiamento, due anelli in gomma (o-ring) fissati al plinto attraverso i quali sostenerlo, nella serie RPM invece, il motore in alcuni casi è completamente separato dal resto del telaio.

Il modello PRO-JECT RPM-5 : è possibile notare come il motore sia disposto esternamente

 

Altri costruttori lo annegano all’interno di un pozzetto in gomma che in qualche modo ne contenga e filtri, per quanto possibile, il rumore che potrebbe per risonanza trasmettersi alla base e quindi, captato per simpatia dal braccio, essere a sua volta amplificato al pari del segnale audio poiché altresì captato dal fonorivelatore.

I modelli a trazione diretta tentano di aggirare l’ostacolo evitando l’uso delle spazzole – i motori di questo genere sono noti come brushless – oppure frazionando in numerosi poli la parte elettromeccanica, sempre con lo scopo di renderlo il più possibile immune dal fastidioso fenomeno.

Come forse intuibile, la trazione a cinghia ci viene in aiuto a causa del naturale disaccoppiamento tra contropiatto/piatto e motore caratteristico del suo funzionamento, laddove l’anello in gomma rappresenta un notevole ostacolo alla trasmissione.

Contropiatto in metallo: notare l’o-ring in gomma disposto perimetralmente al perno a scopo di isolamento

 

Questo spiega il motivo del perché molti la preferiscano in confronto alla diretta, in ogni caso, come già a suo tempo evidenziato, correttamente realizzate non danno luogo ad alcun problema funzionale.

In sostanza il percorso trasmissivo è il seguente: base, piatto, braccio e testina, il che significa che il rumore eventualmente captato diventerebbe parte inscindibile della riproduzione e nei casi peggiori, quelli dove la realizzazione non è eseguita a regola d’arte, costituirebbe l’innesco dell’acoustic feedback ovvero il deleterio rientro acustico.

La prestazione di un giradischi, infatti, si compone anche della parte relativa alla sua immunità a questo evento, e considerando che ciascun elemento dell’insieme agisce come un filtro – lasciando passare o trattenendo determinate frequenze – è semplice comprendere l’importanza di certi dettagli, termine che sottostima ampiamente la problematica.

Il classico piatto in vetro del REGA PLANAR 2

Anche per questo il piatto è sovente realizzato con materiali compositi, proprio al fine di spezzare le risonanze ostacolandone il percorso attraverso densità differenziate come nel caso di un sandwich composto da acciaio, vetro e gomma, ad esempio, tre materiali la cui struttura molecolare è parecchio diversa.

E veniamo al braccio, altro elemento molto importante visto che si occupa di mettere a suo agio il fonorivelatore nella sua opera di estrazione delle informazioni incise sul disco.

Generalmente parlando la suddivisione è essenzialmente basata su due tipologie, tangenziale e imperniato, laddove il primo è privo di errore di lettura mentre il secondo ne è gravato entro qualche grado.

Per questioni economiche, solitamente sono del tipo imperniato e lavorano tramite un cuscinetto (o altro genere di articolazione) che garantisce il movimento sull’asse orizzontale e verticale, componente cruciale poiché un attrito eccessivo – il principale problema di un braccio – potrebbe indurre a perniciose risonanze ed oscillazioni in grado di alterare pesantemente la prestazione.

Il braccio KLAUDIO KD-ARM: l’aspetto è da imperniato ma si tratta di un modello tangenziale di costo e prestazioni elevatissime

 

Anche qui la realizzazione vanta vere e proprie opere d’altissima arte a livello di ingegneria meccanica – basta osservare la sovrastante immagine – con ampio uso di materiali che vanno dall’ormai quasi banale alluminio fino a leghe metalliche di derivazione aeronautica oppure fibra di carbonio, titanio, magnesio variamente interfacciati tra loro e via discorrendo.

Ovviamente anche qui la massima stabilità, rigidità ed immunità alle risonanze è l’obbiettivo da raggiungere, motivo per cui si ricorre spesso a sistemi di disaccoppiamento in grado di abbattere la trasmissione di risonanze o vibrazioni.

In conclusione, appare chiaro come (soprattutto) in campo analogico esplodere un singolo argomento conduca ad una vera e propria invasione di argomentazioni successive, ma è proprio tenendo conto di questi dettagli – certamente di primaria importanza – che sarà possibile ottenere il massimo da un giradischi, attività che l’appassionato, malgrado ad alcuni possa apparire ridondante e persino faticosa, metterà in pratica sempre con estremo piacere.

D’altronde è noto come siano sempre i dettagli a fare la differenza, sempre.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

© 2024, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI


    MBEditore network

    Loading RSS Feed


     

     

     

     

     

    Pin It on Pinterest