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Diffusori vintage nel 2024: ce n’è davvero per tutti i gusti

diffusori vintage

Il mercato dell’alta fedeltà non è mai stato così ricco di diffusori dal look vintage come oggi e anche al Monaco Hi-End 2024 la tendenza a riproporre leggende del passato non si è fatta attendere

Il vintage hi-fi sta vivendo un periodo di splendore come mai prima d’ora. Forse anche per rivitalizzare un mercato che si regge ormai quasi esclusivamente su appassionati di una certa età, molti produttori di diffusori (ma non solo) stanno puntando sempre più spesso su modelli che non solo richiamano esteticamente il passato (parliamo soprattutto degli anni ’60, ’70 e ’80), ma che in molti casi riprendono il nome e le fattezze delle versioni originali di quei decenni.

Ovviamente, le tecnologie di queste “riedizioni” non sono più quelle di allora ma sono aggiornate e migliorate, eppure spesso basta far balenare nella mente del cliente un ricordo di gioventù per convincerlo ad acquistare un prodotto nuovo negli interni ma “vecchio” all’esterno. Una tendenza che prosegue da ormai 4-5 anni e che non sembra minimamente destinata a tramontare.

Basti pensare che in questi giorni al Monaco Hi-End 2024 il produttore britannico Tannoy ha presentato ben tre diffusori vintage che si rifanno ai rispettivi modelli del passato.


tannoy iii lz

  • Autograph 12: riedizione del celebre modello del 1954 con design dual concentric
  • SGM 10, 12, 15: una nuova serie dio tre modelli (il primo da scaffale e gli altri due da pavimento) che riprende il look dei celebri monitor degli anni ’80 della gamma Super Gold Monitor
  • Stirling III LZ Special Edition: riedizione del diffusore da pavimento Tannoy III LZ (Monitor Red) del 1967

Gli esempi di questa tendenza alla riscoperta del passato sono però molto più numerosi. I recentissimi diffusori da pavimento a 3 vie Trapeze Reimagined da 17.500 euro la coppia sono una versione aggiornata degli originali Trapeze del 1979, primo prodotto in assoluto di Audiovector. La versione Reimagined aggiunge diverse modifiche al modello di 45 anni fa pur mantenendone quasi inalterati concept ed estetica.

E che dire dei Super Denton di Wharfedale? Questi diffusori vintage da stand fanno parte della gamma Heritage del produttore britannico nata esattamente dieci anni fa. Una fortunata serie di diffusori che riprende i classici del passato di Wharfedale apportando però importanti modifiche a livello di cabinet, crossover e molto altro. Le dimensioni del Super Denton sono simili a quelle del Denton 3, rendendolo uno dei diffusori a tre vie più piccoli al mondo (se non il più piccolo), proprio come il Denton 3 realizzato più di 50 anni fa.

Sempre Wharfedale ha a listino il Linton Heritage ispirato all’originale modello del 1965, altro modello da stand a tre vie (una rarità nell’era moderna) con cabinet impiallacciato in legno, woofer con un cono in Kevlar da 200 mm montato su un telaio rigido in pressofusione, driver per i medi da 135 mm e tweeter a cupola in tessuto da 25 mm con magnete al ferrite ad alto flusso.

Quest’anno, dopo l’uscita nel 2020 dell’ampli integrato Stereo 130 e della meccanica CDTD (entrambi dal look old-style), lo storico produttore britannico Leak ha continuato a sfruttare l’effetto vintage-nostalgia con i diffusori da stand Sandwich 150 (1290 euro la coppia) e 250 (2790 euro la coppia), che si rifanno per nome ed estetica agli omonimi modelli dei primi anni ’60 pur offrendo un cuore tecnologico perfettamente al passo con i tempi.

Entrambi i modelli sfoggiano un tweeter a cupola da 30 mm, che il Sandwich 250 abbina a un woofer da 280 mm e a un midrange da 108 mm, mentre per il Sandwich 150 un solo driver mid/bass da 170 mm. Tutti i woofer e i mid/bass sono inoltre dotati del caratteristico cono a sandwich Aluminium-Foamcore di Leak, mentre per quanto riguarda la fascia bassa il 250 scende fino a 32Hz e il 150 raggiunge i 38Hz.

leak sandwich

E che dire dei JBL L100 (4500 euro la coppia) e L82 (2250 euro la coppia) Classic MkII dello scorso anno? JBL aveva un po’ anticipato il trend già nel 2019 con l’L100 Classic, ma questa seconda versione è ancora più riuscita. I due diffusori del produttore americano si caratterizzano infatti per significativi aggiornamenti interni grazie al Performance Package già visto per la versione Black Edition del 2022, che assicura un significativo passo avanti nella qualità del suono rispetto ai predecessori Mk1.

Dietro la formula Performance Package si nascondono diversi miglioramenti a cominciare dai driver. Il woofer (30 cm nel modello L100, 20 cm per i medio/bassi nel modello L82) ha una struttura aggiornata per migliorare la sua linearità e ridurre ulteriormente la distorsione. Il tweeter con cupola in titanio da 25 mm utilizzato in entrambi i modelli e il cono del midrange da 12,5 cm del L100 sono stati sottoposti a perfezionamenti che, secondo JBL, garantiscono prestazioni più elevate.

diffusori vintage

Altre modifiche includono l’aggiornamento del design del crossover per ospitare ingressi doppi per il bi-wiring e il perfezionamento dei terminali dei morsetti con due nuovi set di placcatura in oro premium per offrire un collegamento più sicuro ed efficiente a una gamma più ampia di cavi e connessioni per diffusori.

Entrambi modellati sulle specifiche originali dei rispettivi speaker della BBC, i Musical Fidelity LS3/5A (diffusori a due vie da supporto costruiti secondo un progetto di ricerca e sviluppo della BBC del 1976) e LS5/9, più grandi e pesanti e ispirati a un diffusore simile del 1983, sono usciti lo scorso anno rispettivamente a 2.499 e 4.500 euro la coppia.

Musical Fidelity

Non è la prima volta tra l’altro che una coppia di diffusori con licenza BBC viene riproposta per un pubblico moderno (si pensi ad esempio ai Rogers LS3/5A e LS5/9), segno che questo tipo di prodotti continua ad affascinare un’ampia fetta di appassionati di hi-fi vintage (ma non solo).

Sempre lo scorso anno il produttore scozzese Fyne Audio ha presentato i diffusori Vintage Fifteen e Vintage Five. Il primo è il diffusore top di gamma nell’intero catalogo di Fyne Audio, anche perché parliamo di un modello da pavimento da 35.999 euro, ma è anche quello più grande (e pesante con circa 93 Kg a unità) nella gamma Vintage, che conta già i modelli Ten e Twelve. Il più piccolo Vintage Fice da 4799 euro la coppia è invece un modello da scaffale molto più compatto e dal prezzo “umano” e, in entrambi i casi, siamo forse di fronte ai diffusori vintage dal look più bello, fedele e ricercato visti negli ultimi tempi.

diffusori vintage

La lista dei recenti diffusori vintage potrebbe comunque continuare a lungo. Prendiamo ad esempio l’Elipson Heritage XLS15 del 2021 (modello da pavimento da 35Kg di peso che si rifà ai modelli vintage di JBL), oppure il Mission 700, modello da stand che riprende la versione originale del 1980 che fu uno dei primi diffusori a posizionare il tweeter sotto il driver mid/bass in una configurazione IDG (Inverted Driver Geometry).

Infine, visto che le comodità moderne fanno sempre bene, negli ultimi anni la mania vintage ha contagiato anche gli speaker wireless e dei veri e propri sistemi audio all-in-one, che internamente sono pieni zeppi di tecnologie moderne ma che dall’esterno sembrano modelli di 40-50 anni fa. Qualche nome? Klipsch The Fives, Ruark R5, Braun Audio LE03, JBL L42ms, Bang&Olufsen 72-23 Nordic Dawn, Fender Newport e decine di altri.

Sul fatto poi che questa vintage mania sia spesso solo uno specchietto per le allodole si può discutere all’infinito, ma la cosa certa è che se da almeno 4-5 anni questa retro-mania riesce ad attrarre così tanti brand, evidentemente il pubblico vuole anche questo tipo di prodotti, esternamente vintage ma al loro interno perfettamente al passo con i tempi. Un mix a cui in effetti (soprattutto per chi è già entrato nella fascia di erà degli “anta”) è difficile resistere.

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