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TV OLED Philips 2026: quattro HDMI 2.1, 165 Hz, AmbiScape e una nuova modalità Reference per il gaming

Philips OLED

Philips rinnova il gaming sui TV OLED 2026 con quattro ingressi HDMI 2.1, refresh-rate a 165 Hz, input lag ridotto e Gamebar 2.0 con modalità Reference e profili dedicati

Philips ha finalmente colmato uno dei pochi gap tecnici dei suoi TV (il gaming) che ancora la separavano dai principali concorrenti. La gamma OLED 2026 presentata nei giorni scorsi a IFA 2026 introduce infatti quattro ingressi HDMI 2.1 a banda piena, compatibilità con VRR, ALLM, AMD FreeSync Premium e Nvidia G-Sync e refresh-rate di 165 Hz in 4K. 

Il salto rispetto ai precedenti modelli è quindi sostanzioso per gli amanti del gaming ma non finisce qui, visto che TP Vision, che sviluppa i televisori Philips per il mercato europeo, ha lavorato anche sull’elaborazione delle immagini, sulla riduzione dell’input lag e soprattutto sull’interfaccia Gamebar, arrivata alla versione 2.0.

La novità probabilmente più importante per chi utilizza più sorgenti HDMI riguarda proprio il numero di ingressi compatibili con lo standard 2.1. Per anni Philips, anche per i suoi TV di punta, ha offerto soltanto due ingressi HDMI 2.1, una limitazione diventata sempre più evidente con la diffusione di PlayStation 5, Xbox Series X, PC gaming e soundbar o sintoamplificatori dotati di HDMI 2.1. Sui nuovi OLED 2026 tutti e quattro gli ingressi lavorano invece a 48 Gbps e supportano sia ALLM, sia VRR.


philips lcd 2026

Il cambiamento è legato anche all’adozione della piattaforma MediaTek Pentonic 800, che mette a disposizione una base hardware più adeguata alle esigenze dei TV di fascia alta contemporanei. I nuovi OLED raggiungono inoltre i 165 Hz in 4K contro i 144 Hz della generazione precedente, un valore interessante sebbene solo per i giocatori PC visto che le console attuali si fermano a 120 Hz.

Più significativo anche per il pubblico console è invece il lavoro sull’input lag. Philips dichiara infatti circa 7 ms a 120 Hz, un dato ormai competitivo con i migliori televisori OLED dedicati al gaming. La differenza rispetto alle precedenti generazioni è importante perché una latenza ridotta significa una risposta più immediata ai comandi, elemento particolarmente evidente negli sparatutto, nei giochi di guida e nei titoli competitivi.

La nuova Gamebar 2.0 rappresenta però il vero elemento distintivo dell’offerta. Philips ha introdotto una modalità d’immagine denominata Reference, concepita con una filosofia abbastanza diversa da quella dei tradizionali preset gaming. L’idea, un po’ simile a quella alla base della modalità Filmmaker Mode, è mantenere colori, luminanza e resa HDR il più possibile aderenti alle intenzioni originali degli sviluppatori, senza ricorrere a immagini eccessivamente sature, contrastate o luminose.

philips lcd 2026

Gamebar 2.0 introduce inoltre una gestione individuale dei videogiochi, nel senso che il televisore può identificare il titolo in esecuzione attraverso un database e applicare automaticamente le impostazioni associate. Al debutto il numero di giochi riconosciuti sarà limitato, ma Philips prevede di ampliare progressivamente il database e, tra i primi titoli compatibili, figura Assassin’s Creed: Black Flag Resynced.

Una volta riconosciuto il gioco, l’utente può comunque modificare le impostazioni di immagine e audio e salvarle specificamente per quel titolo. Una funzione che può diventare utile soprattutto per chi alterna generi molto diversi e preferisce non intervenire manualmente ogni volta sul televisore.

Sempre nell’ambito della Gamebar arriva una funzione basata sull’interpolazione dei fotogrammi pensata per i giochi a basso frame rate. La modalità Low frame rate può trasformare un segnale a 30 fps in una presentazione a 60 fps generando artificialmente i fotogrammi intermedi. Philips dichiara tra l’altro un incremento della latenza di circa 10 ms, un valore che rende la funzione potenzialmente interessante soprattutto nel gaming console meno competitivo.

Il principio ricorda, almeno concettualmente, alcune tecniche di generazione dei fotogrammi utilizzate nel mondo PC, anche se qui il televisore interviene direttamente sul segnale video. Resta da verificare la qualità dell’interpolazione e saranno quindi necessarie prove più approfondite per stabilire quanto il compromesso tra fluidità e precisione sia realmente convincente.

Philips OLED811

A completare il quadro c’è poi Ambilight, storicamente uno dei principali elementi distintivi dei televisori Philips. Sui nuovi modelli la tecnologia viene integrata nell’esperienza gaming insieme ad AmbiScape, sistema che estende l’illuminazione oltre la superficie immediatamente circostante il televisore. In questo scenario la luce ambientale diventa parte integrante dell’esperienza visiva, soprattutto nei giochi caratterizzati da ambientazioni dinamiche e forti variazioni cromatiche.

Il risultato non sostituisce naturalmente la qualità del pannello o delle immagini, ma può aumentare la sensazione di coinvolgimento. È probabilmente proprio nel gaming che Ambilight trova una delle applicazioni più convincenti, perché l’illuminazione reattiva può accompagnare ciò che avviene sullo schermo senza avere la stessa invasività che alcuni utenti percepiscono durante la visione cinematografica.

Qui trovate il nostro precedente speciale sulla lineup di TV OLED Philips di quest’anno.

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