Dalla musica in streaming ai vinili, passando per TV, smartphone e PC. Ecco perché il sistema stereo wireless Vulkkano A5 ARC MKII è uno degli hub audio più interessanti nella fascia entry-level
Il bello degli speaker wireless, oltre ovviamente alla comodità di non aver bisogno di un amplificatore esterno con relativi cavi, sta nella possibilità di utilizzarli come “hub” sonoro di casa. Se agli albori di questi prodotti si badava unicamente a un ingresso digitale e a uno analogico, negli ultimi anni i sistemi wireless anche di fascia entry-level hanno cominciato a offrire molto di più a livello di connettività wireless e connessioni fisiche.
Prendiamo per esempio il sistema stereo Vulkkano A5 ARCK MKII da 190 euro, a cui abbiamo dedicato una recensione e che, come ormai fanno molti altre kit simili, funge da centro nevralgico dell’intrattenimento domestico. Sul retro di uno dei due speaker trovano posto infatti diverse connessioni fisiche, che permettono di collegare al sistema diverse sorgenti audio e non solo.
L’HDMI ARC, ad esempio, serve per collegare un televisore e sfruttare il sistema Vulkkano al posto di una soundbar economica, con il plus di poter posizionare i due speaker a una certa distanza tra loro in modo da aver un soundstage più ampio di quello che riesce a ricreare una soundbar entry-level (solitamente dalle dimensioni limitate).
All’ingresso analogico RCA si può invece collegare un lettore CD, oppure un giradischi con stadio phono integrato o un pre-phono esterno a sua volta collegato a un giradischi. Subito sotto troviamo un ingresso ottico, utile per il collegamento di un lettore CD/DVD o di un vecchio TV privo di HDMI ma dotato di uscita ottica.
L’aggiunta più significativa rispetto all’A5 ARC di prima generazione è però l’ingresso USB-C. Pur non fungendo da porta di ricarica, questo input rende immediato il collegamento di uno smartphone, tablet o PC (desktop o laptop che sia) da utilizzare come sorgenti audio. Basta utilizzare un cavo USB-C/USB-C o uno USB-A/USB-C (compreso tra l’altro nella confezione dell’A5 ARK MKII) per poter ascoltare musica in pochi secondi, lasciando il compito della conversione da digitale ad analogico al DAC del sistema Vulkkano, che tra l’altro è migliorato sensibilmente rispetto a quello dell’A5 ARC.
L’ultima connessione fisica è un’uscita sub, che permette appunto il collegamento di un subwoofer attivo (volendo, un modello della stessa Vulkkano). Un’aggiunta che può fare una differenza enorme sia nell’ascolto televisivo, sia in quello più strettamente musicale. Se però non volete ricorrere a questo componente aggiuntivo, potete ottenere una maggior spinta in gamma bassa agendo sulla manopola dei bassi sul retro dello speaker master e/o attivando la modalità VB (Virtual Bass) premendo sul relativo pulsante del telecomando.
Se finora abbiamo parlato di connessioni cablate, non va dimenticato che il sistema A5 ARC MKII supporta anche il Bluetooth in ricezione. L’aspetto negativo è che bisogna accontentarsi del codec base SBC (niente aptX o LDAC insomma), ma di positivo ci sono un processo di pairing immediato, una buona tenuta del segnale fino a circa 10 metri di distanza e una stabilità migliorata rispetto all’A5 ARC di prima generazione.
Rispetto a sistemi attivi e wireless che integrano anche connettività Wi-Fi e che permettono di allestire un classico impianto multi-room casalingo in stile Sonos o HEOS, il Vulkkano A5 ARC MKII è più limitato (mancano anche AirPlay e Google Cast), ma per il resto ha tutto quello che serve per fungere da hub sonoro della casa e a questo prezzo non potremmo nemmeno pretendere una versatilità totale.
Se poi lo abbinate al giradischi Vulkkano TD10 da 160 euro (come abbiamo fatto noi), aggiungendo magari un SUB8 da 130 euro, non ve ne pentirete.
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