Mark Levinson rinnova il lusso dell’ata fedeltà con la nuova serie No 600: ecco il preamplificatore No 626, il finale dual mono No 632 e il monoblocco No 631
È curioso ricordare che un brand diventato sinonimo di potenza bruta nei finali sia nato, in realtà, da un preamplificatore. Quando Mark Levinson disegnò il prototipo del LNP-1, seguito nel 1972 dalla versione professionale LNP-2, gettò le basi di una filosofia basata sulla convinzione che la purezza del percorso del segnale valesse più del mero volume in decibel.
Il salto nella fascia high-end con il preamplificatore JC-2 firmato da John Curl, seguito dal celebre ML-1 in pura Classe A a configurazione push-pull complementare, consolidò questa gerarchia. Solo in un secondo (1983) momento arrivò l’ML-2, un finale monoblocco in Classe A che ridefinì il concetto di stabilità su carichi “impossibili”. Oggi il preamplificatore No 626, uno dei tre componenti della nuova serie 600, riporta l’attenzione su quel principio primordiale, rivestendolo di componenti contemporanei e di una costruzione che parla da sé.
I quasi 49 centimetri di profondità ben si sposano al pannello superiore, che cela una ventilazione studiata nei dettagli e una sigla illuminata da led rossi. All’interno, l’architettura è rigorosamente bilanciata e dual mono; dal connettore di rete in poi, il percorso si biforca infatti in due sezioni simmetriche e completamente autonome. Lo stesso vale per la sezione di alimentazione, sovradimensionata e isolata per impedire ogni interazione tra circuiti analogici e digitali.
È una logica che l’azienda americana porta avanti sin dalle origini, convinta che ogni informazione musicale meriti di attraversare l’elettronica senza perdere identità. La dotazione di ingressi è estremamente completa e offre due coppie di connessioni bilanciate XLR e tre coppie single-ended RCA, oltre a un ingresso phono dedicato per testine MM e MC con stadio in Classe A.
La sezione digitale si affida invece a AES/EBU, ottico, coassiale e a una porta USB-C asincrona gestita dalla nuova piattaforma Precision Link III con al centro un ESS Sabre ES9039PRO, un chip a otto canali Hyperstream IV affiancato da circuiti discreti Mark Levinson per l’eliminazione del jitter e il trattamento del segnale. In uscita, oltre alle connessioni per il finale, è presente uno stadio cuffie in Classe A. Ogni soluzione punta come obiettivo a mantenere il messaggio musicale il più puro possibile, dalla sorgente al diffusore.
Se il No 626 rappresenta il sistema nervoso, il finale No 632 in Classe A/AB è la struttura muscolare che dà concretezza all’esperienza d’ascolto. Il già citato ML-2 era un monoblocco da 25 watt in pura Classe A celebre non tanto per la potenza nominale, ma per una stabilità sui carichi che permetteva di domare diffusori ostici come gli Apogee, la cui impedenza di 0,3 ohm mandava in crisi molti finali concorrenti.
Il No 632 non replica quell’architettura, ma ne eredita la filosofia attraverso una capacità di controllo e una riserva di corrente che rievocano proprio l’ML-2. Esteticamente, questo nuovo finale richiama la serie 300, con i dissipatori laterali che ricordano il No 336 e la placca in vetro che non può non richiamare alla memoria il No 53. Sul top, l’inserto circolare con i led rossi simboleggia il motore interno ed è un richiamo visivo coerente con il preamplificatore.
La costruzione è bilanciata e dual mono ed è alimentata da un trasformatore toroidale da 1.900 VA sviluppato appositamente per Mark Levinson e isolato sia meccanicamente che elettromagneticamente. Questa base genera una tensione di alimentazione con enorme margine dinamico, il fattore determinante per il controllo musicale.
Rettifica e buffer sono realizzati con la cura maniacale tipica del brand USA con 80.000 µF di capacità per canale. La scelta progettuale ricade su un feedback interno ridotto all’osso e su un bias particolarmente elevato per i dodici transistor bipolari ad alta larghezza di banda presenti su ciascun canale. Il risultato promesso da Mark Levinson è un comportamento super-lineare e ultra-stabile e i numeri stessi fotografano un approccio senza compromessi: 250 watt per canale su 8 ohm con una banda passante da 20 Hz a 20 kHz e distorsione armonica inferiore allo 0,3%, raddoppio a 500 watt su 4 ohm e piena stabilità fino a 2 ohm.
L’arco della famiglia 600 non si chiude però qui. Nelle prossime settimane, con ogni probabilità entro luglio, dovrebbe arrivare anche il No 631, un finale mono in Classe A/AB che trae ispirazione dal leggendario No 33H. Si parla di un colosso verticale che supera i 60 Kg di peso e di un’architettura di cui approfondiremo presto anatomia e prestazioni. Una coppia di No 631 si aggira sui 69.980 euro, mentre per il pre No 626 si scende di 24.990 euro e il finale No 632 si assesta a 27.490 euro.
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