Quello che segue non è un semplice comunicato stampa ma una storia fatta di passione, competenza e voglia di mettersi in gioco.
Tutto inizia da una mail arrivata al sottoscritto l’ 8 di ottobre da parte di Diapason inerente l’Audio Video Show di Varsavia che recita così:
“Diapason loudspeakers is extremely happy and excited to invite you to the Didascalìa private unveiling party”
Diapason Didascalìa ovvero un nuovo progetto, che a fiuto ci incuriosisce e che decidiamo di approfondire. Così prendiamo subito un appuntamento con Paolo Tezzon e Alessendro Schiavi per parlarne a “sei occhi”. Una volta scesi dall’aereo prendiamo un Taxi verso il PGE Narodwy una delle tre sedi dell’ Audio Video Show di Varsavia, di cui a breve parleremo più dettagliatamente, e ci catapultiamo nella sala Diapason. Diapason è sempre stato un marchio che mi ha affascinato, tanto che giovanissimo, acquistai una coppia usata di Adamantes I che ancora oggi mi pento di aver venduto. Inoltre, uno dei primi articoli che scrissi per AFdigitale, riguardava proprio Diapason. Di seguito vi daremo le nostre prime impressioni che non saranno una vera e propria recensione (troppo poco tempo a disposizione) ma più un racconto. Per i dati e le informazioni tecniche vi rimandiamo al sito Diapason.

Diapason Didascalìa all’Audio Video Show
Siamo finalmente arrivati, entriamo nella sala Diapason, facciamo un giro veloce e poi approfittando di un bel posto in prima fila centrale, ci sediamo ed ascoltiamo per qualche minuto. Ora, diciamocelo chiaramente, il primo impatto, specie se si ha un po’ di esperienza di ascolto, può già dare delle indicazioni importanti ed in questo caso le prime impressioni ci hanno dato un riscontro positivo cosa non del tutto scontata ed ora vi diremo perchè.

Una fiera è sempre un terno al lotto dal punto di vista acustico, inoltre il tempo per il setting è limitato e non è che si ha tutto a portato di mano, pur cercando di prevedere tutti i possibili imprevisti, difficilmente si riuscirà a mettere tutto al suo posto. Quindi se un diffusore, soprattutto se di dimensioni importanti, riesce a suonare bene in un contesto del genere, ci sono tutte le premesse per aspettarsi tanto.
Bene, abbiamo ascoltato ma abbiamo anche guardato e ciò che traspare è l’ottima qualità costruttiva e l’impiego di materiali di prima qualità, così non possiamo non avvicinarci e, come dei novelli San Tommaso, previa autorizzazione, tocchiamo con mano la qualità del prodotto che ci fa ritornare subito in mente perchè il Made in Italy è così apprezzato all’estero. Estetica si, ma anche tecnica, buttiamo un occhio ad esempio al posizionamento dei driver, uno degli argomenti trattati nella video intervista qui sopra, la realizzazione del cabinet, mozzafiato ma allo stesso tempo studiata per contribuire a prestazioni sonore di livello e molto altro che speriamo di approfondire presto.

Per chi se lo stesso chiedendo, il diffusore è un due vie con driver custom completato da due radiatori passivi per ciascun diffusore. Da qui la nostra mente elabora subito il pensiero che questa soluzione sia stata pensata per rendere il diffusore facilmente collocabile in un ambiente domestico senza troppi tentavi e che sia facilmente pilotabile da una folta schiera di amplificatori, perchè ricordiamocelo, alla fine l’audiofilo è un bambino cresciuto a cui piace sperimentare, cambiare e cercare sempre nuove sfide.
Noi audiofili siamo un po’ come dei piccoli Picasso ed anche noi abbiamo i nostri periodi: il periodo valvolare o quello transistor o ancora il periodo zero contro reazione o quello alto dumping factor e così discorrendo. Questo in Diapason lo sanno bene tanto che le Diapason Didascalia hanno delle impostazioni specifiche in base alla tipologia di amplificazione che vorrete utilizzare.

Ovviamente i miracoli non sono una cosa di questo mondo, quindi un monotriodo potrebbe risultare inadeguato ma la scelta sarà sicuramente ampia. Arrivo in albergo e subito giro all’amico, nonché compagno di avventure Giuseppe, la video intervista “grezza” fatta ad Alessandro e Paolo che trovate in alto e subito anche lui viene incuriosito dalle Diapason Didascalia, tanto che inizia a chiedermi maggiori dettagli.

Il giorno successivo la “vox populi” o per meglio dire la “vox audiofili” in giro per i corridoi della fiera è quella di un progetto che desta curiosità ed ammirazione e che ha visto far visita nella sala del produttore italiano, progettisti di fama mondiale. Alla fine dei giochi queste Diapason Didascalia hanno diversi assi a loro favore: in primis la facilità di posizionamento, un design che coniuga la tradizione Diapason proiettandola nel futuro e la facilità di interfacciamento con l’amplificazione.

Il progetto Diapason Didascalìa ha richiesto circa due anni, non pochi ma sicuramente ne è valsa la pena. Di seguito vi riportiamo alcune informazioni importanti ed interessanti pervenuteci da Diapason stessa.

La Scuola Italiana di Design Elettroacustico
Una “scuola” italiana di design elettroacustico per gli ambienti domestici certamente esiste. Quel che intendiamo dire è che, quando si tratta di progettare e sviluppare sistemi di altoparlanti domestici di gamma alta, esistono un’attitudine e un gusto peculiarmente italiani. Questo corrente, questa “scuola” è stato avviata da alcuni “padri fondatori” e da alcuni marchi che, con il loro lavoro, hanno creato un sapere da cui attingere e con cui confrontarsi. Il lavoro di Diapason e Alessandro Schiavi appartiene strettamente a questo patrimonio. Paolo Tezzon ha avuto il privilegio, l’enorme piacere e l’immenso onore di essere stato svezzato, cresciuto e formato da questa stessa scuola ed è profondamente consapevole del valore di ciò che gli è stato insegnato e di ciò a cui ha assistito. Alessandro e Paolo condividono il dovere spirituale e culturale di rendere omaggio in modo autentico ad alcuni dei principi più fecondi di questa scuola, nell’umile speranza di farli evolvere ulteriormente. “Didascalìa” è – eminentemente – un’operazione culturale: si tratta di trasmissione di conoscenza. Una conoscenza che Alessandro e Paolo credono fermamente non debba andare perduta. “Didascalia”, che in greco antico significa esattamente “insegnamento” e “conoscenza”, è il risultato dell’applicazione creativa di diversi insegnamenti provenienti dalla scuola di progettazione elettroacustica italiana
Il progetto Dipason Didascalìa
C’è un “concept” progettuale che più di altri ha caratterizzato la “scuola italiana di elettroacustica” per gli ambienti domestici: il sistema a due vie. Questa configurazione è in grado di garantire una riproduzione musicale massimamente caratterizzata da purezza, da immediatezza e da musicalità. Tutti gli innegabili vantaggi di quest’impostazione trovano contrappunto in alcune limitazioni in termini di dimensioni del palcoscenico sonoro e di estensione nelle basse frequenze. Didascalìa rimane fedele a questa configurazione, ma mira a superare tali limitazioni con soluzioni progettuali creative.
Il cabinet
L’utilizzo di legno massello per la costruzione del mobile è un approccio tipicamente italiano e rappresenta l’essenza della proposta Diapason, fin dalla fondazione dell’azienda nel 1987. Il legno massello, oltre ad essere meraviglioso, è un materiale vivo ed esiste un antico sapere che lega questa scelta al mondo della liuteria: si tratta di stagionare adeguatamente le tavole per stabilizzarle, di incrociare le venature di ogni doga per garantirne la stabilità.
Le due “ali” esterne di Didascalìa sono ottenute accoppiando 8 doghe di noce massello stagionate, incrociate e giuntate con l’utilizzo di avanzati collanti viscoelastici che consentono un gradiente di libertà di movimento alle doghe stesse. Ogni doga è stata stagionata per mesi, al fine rimuovere l’umidità presente nelle fibre, e poi tostata sottovuoto per stabilizzarla ulteriormente. La finitura si avvale di una vernice trasparente naturale a base d’acqua per un effetto a poro aperto “0 gloss “.
Le ali esterne della versione laccata delle Dipason Didascalìa sono realizzate mediante una struttura a sandwich composta da 3 strati di HDF ad altissima densità, avvolti da un’impiallacciatura in tulipier. Questa costruzione replica sostanzialmente la massa e le proprietà meccaniche della versione in noce massello. La laccatura prevede 8 strati di vernice, ogni strato viene poi finemente lucidato a mano da abili artigiani.
Un’avanzata lavorazione CNC conferisce alle ali la loro forma finale che è funzionale sotto molti aspetti: sono scolpite internamente, seguendo lo stesso profilo curvo esterno, fornendo agli altoparlanti un volume di carico libero da riflessioni e onde stazionarie. Naturalmente, forniscono anche al cabinet complessivo una costruzione “a strati vincolati” per una struttura virtualmente esente da risonanze. Inoltre, la forma delle ali di Didascalìa è progettata per fornire un calibrato caricamento acustico ai trasduttori deputati all’emissione frontale: la parte anteriore è progettata per caricare l’emissione degli altoparlanti, ottimizzandone il diagramma di dispersione e consentendo a Didascalìa di suonare grande e completa. Questa soluzione ha permesso di superare uno dei limiti intrinseci della configurazione a due vie: la grandezza della riproduzione.
La parte centrale del cabinet delle Diapason Didascalìa è realizzata mediante una combinazione di HDF e multistrato di betulla del Baltico incollato ad alta pressione, mentre nervature infra-strutturali sono state posizionate strategicamente all’interno suo, per rinforzare la struttura complessiva. La costruzione del cabinet di Didascalìa è ulteriormente ottimizzata nel rapporto smorzamento/rigidità mediante calotte in alluminio tornito dal pieno che agiscono come collettori e dissipatori di eventuali vibrazioni residue creando, al contempo, un esoscheletro che avvolge la struttura principale del cabinet. Un’implementazione all’avanguardia.

L’ allineamento temporale meccanico e la sua importanza
Il pannello frontale rivestito in ecopelle è stato progettato per allineare meccanicamente i centri di emissione di tweeter e midwoofer, a partire da una distanza di ascolto ottimale di 2 metri, che poi è la tipica posizione di ascolto in qualsiasi ambiente d’ascolto idoneo a Didascalìa. Questa soluzione consente un’incredibile coerenza di fase, ed un perfetto allineamento della risposta all’impulso, il che si traduce nella straordinaria capacità di ricostruzione del palcoscenico virtuale di Didascalìa. Questa è un’altra caratteristica che rappresenta un caposaldo della “scuola italiana di progettazione elettroacustica”: la capacità del diffusore di “scomparire” dalla percezione, lasciando alla musica il ruolo di protagonista assoluta. Didascalìa non solo non fa eccezione, ma eleva questa capacità ad un livello superiore.

Sistema di disaccoppiamento anti vibrazioni
Le punte Didascalìa sono dotate di un sistema di sospensione basato su elastomeri a cedevolezza calibrata per un’interfaccia l’ambiente d’ascolto che eviti la propagazione di vibrazioni spurie. Questa soluzione è stata implementata per disaccoppiare il diffusore dal pavimento, eliminando qualsiasi feedback acustico e qualsiasi propagazione di vibrazioni verso la sala d’ascolto.
Altoparlanti progettati e sviluppati internamente
Gli altoparlanti delle Diapason Didascalìa sono un progetto esclusivo Diapason, ottimizzato per la specifica applicazione.

Tweeter
Il tweeter da 29 mm è basato su un diaframma a cupola morbida in seta prodotto da Kurt Mueller, ed è stato scelto per le suo suono estremamente naturale. Questo diaframma viene poi sapientemente trattato a mano per ottimizzarne l’estensione alle frequenze più alte, creando così un dispositivo ad altissima risoluzione. È montato su un frontalino progettato da Diapason, studiato per evitare diffrazioni e ottimizzare i pattern di dispersione. È dotato di un ampio sistema magnetico al neodimio e di una camera di decompressione posteriore in alluminio non risonante. Progettato da Diapason, prodotto da Scan Speak.

Mid-woofer
Il mid-woofer da 180 mm è un design all’avanguardia, basato su un cono di produzione Kurt Mueller, un blend di polpa di cellulosa e fibre in nylon, successivamente essiccato ad aria e trattato a mano. Nella sua versione base è una soluzione storicamente utilizzata in diversi studio monitor di qualità estrema ed è stata scelta per la sua trasparenza e la sua inconfondibile musicalità. Questo diaframma è stato implementato con il meglio – letteralmente – in termini di sistema magnetico: la configurazione “Air-circ”. Si basa su sei cilindri al neodimio che forniscono un flusso sorprendentemente concentrato ed evitano qualsiasi fenomeno compressione per una performance caratterizzata da una distorsione eccezionalmente bassa. Il circuito magnetico incorpora anche anelli di rame per ridurre le distorsioni di intermodulazione, aumentando al contempo la tenuta in potenza. Design Diapason, prodotto da Scan Speak.

Gli altoparlanti drone attivi e il sistema di smorzamento elettromagnetico
Gli altoparlanti drone “attivi” laterali da 220 x 260 mm a forma di circuito da corsa – i così detti radiatori passivi – permettono di raggiungere un altro obiettivo progettuale specifico di Didascalìa: migliorare la purezza intrinseca di una configurazione a due vie, superandone il principale limite, vale a dire la mancanza di estensione alle frequenze più basse.
Questi altoparlanti condividono il volume di carico sovradimensionato con il mid-woofer frontale, che li pressurizza. Sono stati accuratamente ottimizzati in termini di massa in movimento e cedevolezza, in modo che, in combinazione con lo speciale set di parametri T&S personalizzati del mid-woofer, estendano l’estensione di Didascalìa ben al di sotto dei 40 Hz per un risultato notevole. Si basano su un diaframma con costruzione a sandwich carta/schiuma/carta, per un rapporto rigidità/massa ottimizzato. Il loro telaio è costituito da una combinazione di alluminio anodizzato lavorato a CNC e ottone, due materiali che, se combinati insieme, tendono a cancellare reciprocamente le proprie frequenze di risonanza.
Pur essendo unità passive, sono dotate di un circuito magnetico, che viene utilizzato come freno elettromeccanico. In questo modo è possibile selezionare tra 3 diversi smorzamenti dell’escursione delle membrane degli altoparlanti drone agendo sulla manopola posteriore del commutatore di Didascalìa, ottenendo così comportamenti diversi alle bassissime frequenze, per un perfetto accoppiamento con ogni ambiente d’ascolto. Progettati da Diapason, prodotti da Scan speak.
Crossover
Il crossover delle Diapason Didascalìa è un circuito bilanciato, una soluzione che conferisce una sensazione di nero di sfondo più profondo alla riproduzione musicale perché rende il crossover stesso molto meno sensibile all’inquinamento delle radiofrequenze e contribuisce anche a gestire meglio l’impedenza “look back” (l’impedenza ”vista” dal diffusore guardando l’amplificatore). Il circuito è cablato a mano in aria e utilizza il meglio del meglio in termini di componenti: induttori Jantzen C-Coil, condensatori Mundorf Supreme EVO silver/gold/oil, Mundorf M-Resist. La frequenza di crossover è di 2.500 Hz.
Montato in un sub-contenitore separato, facilmente accessibile, per l’isolamento meccanico e per consentire eventuali aggiornamenti futuri: un sistema di diffusori Diapason è per sempre.
Se anche a voi è venuta la curiosità di ascoltarle potete visitare il sito del produttore e avere maggiori informazioni
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