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Horror in Bowery Street – Edizione limitata numerata [BD]

Esclusiva Amazon, il grottesco e repellente Horror in Bowery Street è lo splatter cult che Jim Muro diresse nel 1984. Produzione Koch Media

Se nasci nella spazzatura allora è molto probabile che morderai la polvere nella spazzatura, questo l’incipit alla base di Horror in Bowery Street (all’origine Street Trash), uno dei più raccapriccianti splatter movie girato nel 1984 da Jim Muro. Presso una delle zone periferiche più lontane dall’agio di una grande metropoli si sono consolidati microcosmi di senzatetto. È il caso della cricca di disperati che ha eletto a proprio domicilio parte di una discarica, sotto il controllo del folle Bronson (Vic Noto), reduce dal Vietnam che trascorre assurde giornate in compagnia della sua unta e bisunta concubina Winette (Nicole Potter). Anche loro subiranno le conseguenze della scelta di uno scellerato proprietario di un emporio di liquori, che per pochi centesimi rifila agli alcolizzati bottiglie marchiate “Viper”. Rinvenute in una cassa nel sottoscala, all’interno un misterioso liquido bluastro che a seconda della quantità ingerita provoca la liquefazione o addirittura l’esplosione del malcapitato.

Uscito nelle sale solo tre anni dopo la realizzazione, visto all’epoca nel corso di un festival milanese e ancora oggi ricordato per alcune memorabili sequenze di make-up tra le più disgustose mai create: su tutte il discioglimento di un diseredato seduto a bersi la Viper su un lurido water, ritrovandosi disciolto al suo interno. Horror in Bowery Street è stato scritto da Roy Frumkes (suo lo script L’ora della violenza del ’96), film che vuole anche essere un rabbioso urlo nei confronti dell’impietosa società (non solo) di quegli anni, priva di scrupoli e senza alcuna bontà d’animo, dove alla sopravvivenza dell’essere si somma la disastrosa ricerca di danaro. Segnò un’epoca ed è ancora oggi ricordato al fianco di pellicole altrettanto disgustose come Splatters – Gli schizzacervelli di Peter Jackson o Il vendicatore tossico di Llyod Kaufman e Michael Herz. Ricordando un giovanissimo Bryan Singer parte della troupe come tecnico, Horror in Bovery Street è un film per palati molto particolari e sconsigliato ai deboli di stomaco.

Horror in Bovery Street

Originale aspect ratio open matte 1.37:1, girato con Arriflex 35BL (la stessa usata da Kubrick in Shining), interamente analogico su pellicola di cui non è dato sapere la sensibilità ASA. Recentemente il film ha beneficiato di notevole restauro e la possibilità di tornare a offrire l’originale cinematografia, dai colori saturi e disgustosamente variopinti. Il formato offerto da Koch Media è quello 1.78:1 con leggera mascheratura ai bordi superiori (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50. La scelta è ricaduta sul miglior master disponibile, il più coerente in termini di palette cromatica e con una certa profondità dei neri, per gustarsi immagini senza riserve che non siano quelle dettate dall’SDR.

DTS-HD Master Audio 2.0 canali italiano di resa molto buona, superiore l’originale DTS sempre lossless ma 5.1 canali con alcuni limiti sui dialoghi a tratti opachi e relativa presenza di passaggi realmente discreti (24 bit per entrambi). Extra: doppio commento col produttore e sceneggiatore Roy Frumkes oppure il regista Jim Muro, circa 8′ minuti di scene tagliate, il corto originale di 15′ minuti da cui partì l’idea per il film, due trailer. Sul secondo BD-25 il film di 124′ minuti sulla produzione, conversazione tra Frumkes e l’attore e produttore Anthony Timpone, intervista all’attrice Jane Arakawa. Sottotitoli in italiano ovunque. Box a tiratura di 1000 copie con cartolina e libretto di approfondimenti testuali a cura di Nocturno. Ancora poche copie disponibili su Amazon.

© 2020, MBEditore Srl. Riproduzione riservata.

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