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LEGACY MASTER TAPES

In inglese il termine Legacy significa Eredità, parola che calza a pennello a quest’iniziativa della Sony che ha deciso di aprire i propri archivi ove sono custodite innumerevoli e storiche opere musicali. Si parte con la musica italiana ma non è escluso che in futuro siano edite opere di artisti stranieri.

LEGACY MASTER TAPES: LE ORIGINI

Legacy Master Tapes. Non credo ci sia molto da dire relativamente a SONY, colosso giapponese di cui chiunque ha certamente sentito parlare in ambito video e audio, contesti frequentati a piene mani da questa azienda che nel tempo – ricordo che la fondazione risale al 1946 – ha prodotto oggetti davvero sopraffini conquistando la più alta considerazione del pubblico più attento all’innovazione tecnologica ed alla qualità dell’offerta. Non per nulla, fu la ditta che consentì a chiunque di portarsi dietro l’amata musica col mitico Walkman e successivamente, insieme a PHILIPS – altro colosso non certo meno noto – inventò il CD, oggetto che nel bene e nel male ha rivoluzionato l’ascolto.

Ma SONY non è solo questo, ed il suo rappresentare la musica nella più autentica accezione del termine è davvero un dato concreto, basta guardare il numero di etichette discografiche che racchiude tra le sue capienti braccia: COLUMBIA, EPIC, RCA, CBS, ARISTA per citarne giusto qualcuna, ma soprattutto BMG, i cui archivi sono letteralmente pieni di gioielli sonori gelosamente custoditi.

Legacy Master Tapes. I suddetti archivi si trovano in Germania, e sono composti da locali appositi ove i nastri master sono conservati a temperatura e umidità controllate nonché in carenza di ossigeno, elemento causa di potenziale degrado visto che si parla di nastri magnetici, per natura soggetti a ossidazione. Ed è proprio in questi locali che viene individuato il prezioso master che darà vita all’edizione speciale di alcuni dei capolavori della musica italiana, dischi che hanno davvero fatto la storia tracciando un solco profondo nell’ampio terreno della cultura musicale italiana.

L’iniziativa, come intuibile, nasce dalla volontà di non disperdere questi capolavori, non solo dal punto di vista culturale – ci racconta Roberto Rossi, Direttore artistico di Sony Music – ma anche dal punto di vista tecnico, visto e considerato che si tratta davvero di una sorta di cristallizzazione temporale che ha visto immortalare momenti ed emozioni irripetibili. A questo si aggiunge la richiesta di software in bobina espressamente fatta dagli appassionati in occasione delle varie mostre di settore, lamentela che a quanto pare non sembra caduta nel vuoto.

Tra l’altro – continua Rossi – questi archivi conservano master di esecuzioni di musica classica di altissimo livello, oltre al fatto che vi è una sterminata scelta di autori stranieri oltre che italiani; in poche parole, almeno metà del mondo musicale conosciuto si trova qui. Ed è forse questo aspetto che rende ancora più emozionante il contesto, la possibilità di entrare in possesso di qualcosa di esclusivo la cui realizzazione tecnica gode del massimo impegno.

E proprio le emozioni sono alla base di questa iniziativa, la cui ragion d’essere – stante la particolarità dell’offerta – è legata proprio al voler far rivivere il contesto originale attraverso qualcosa che sia il più possibile aderente all’evento originale.

Al fine di fare questo nel migliore dei modi, la SONY si è rivolta alla ANALOGPLANET in quel di Pavia, azienda in possesso dell’imprescindibile know-how in grado di garantire il risultato dell’operazione. D’altronde è palese come simili iniziative non possano essere gestite in modo peregrino ed approssimato.

Ulteriori approfondimenti possono essere reperiti nel sito www.store.sonymusic.it.

LEGACY MASTER TAPES: IL LATO TECNICO

Nel leggere qualche commento reperito in giro per il web circa questa iniziativa, è possibile comprendere quanto – fin troppo spesso – siano ignoti alcuni aspetti tecnici e ci si lanci in affermazioni quasi epocali senza minimamente conoscere il dietro le quinte del progetto.

Legacy

Alessandro Molinari – titolare della ANALOGPLANET  – ci spiega con dovizia di particolari quale sia l’iter tecnico che porta alla realizzazione del prodotto. E la spiegazione è assai interessante, altamente istruttiva e finanche formativa, perché consente di capire, alla faccia di tante presunte conoscenze vantate da molti pseudo esperti, quanto talvolta la realtà sia distante da ciò di cui si è convinti.

In pratica, prima di tutto occorre comprendere che il master originale, ovvero la madre di tutte le registrazioni, non sarà mai utilizzato direttamente, ma saranno fatte delle copie 1:1 note come Safety Copies dalle quali, per pratiche ed intuibili ragioni tecniche e di ulteriore conservazione, deriveranno le cosiddette Working Copies, ovvero le copie che in concreto serviranno a riversare il lavoro sul supporto finale, in questo caso un nastro in bobina di alta qualità.

Facendo due conti quindi, quello che ci ritroveremo tra le mani sarà una copia di terza generazione del master originale. A ben pensarci, quest’ultimo – in qualsiasi supporto esso sia riversato – subirà sempre e comunque una riduzione di qualità, non fosse altro per il fatto che quando si tratta di commercializzare qualcosa che possa raggiungere la massa, intesa esclusivamente in termini di fetta di mercato non certo in modo riduttivo, occorre necessariamente privilegiare aspetti spesso in contrasto con la qualità assoluta.

In questo caso però la perdita è davvero insignificante perché si parla di una copia nastro/nastro e non, ad esempio, di un master HD scalato per essere successivamente riversato su CD.

Legacy

Legacy Master Tapes. Chiarito questo aspetto, è facile comprendere che la effettiva qualità del prodotto è invero altissima, anche per il fatto che le copie sono realizzate 1:1 e non 1:n, ciò significa che l’esemplare che acquisterete deriva da una copia del master originale e non da ripetuti passaggi volti a dar vita agli esemplari destinati alla vendita, cosa che nel tempo comprometterebbe inevitabilmente la qualità finale. Questo è il motivo per il quale, in caso di edizione limitata su vinile, si preferisce acquistare copie vicine alla prima stampa (es. 50/1000 piuttosto che 950/1000), proprio allo scopo di evitare l’usura conseguente al ripetuto stampaggio.

Nel processo di realizzazione di questi nastri, come ben sottolineato da Molinari, non viene fatto uso di tecnologia digitale, possibile e spesso gradito aiuto in fase di realizzazione di proposte del genere, proprio allo scopo di preservare l’originalità dell’opera. Per lo stesso motivo, l’edizione è effettivamente analoga in tutto e per tutto all’originale, inclusi eventuali difetti (?) o caratteristiche proprie presenti nella registrazione; prendere o lasciare quindi, e a noi tutto ciò suona piuttosto filologico.
Intuibilmente, l’utile aziendale è l’ultimo dei pensieri – come anche esplicitamente sottolineato da Rossi – e ci mancherebbe, aggiungiamo noi, essendo evidente che un’iniziativa del genere è legata più ad aspetti culturali che economici tout court.

Pertanto, l’ottica in cui inquadrare Legacy Master Tapes è questa: a fronte di un prezzo di 450€ ad esemplare – certamente non alla portata di tutti – occorre considerare l’esclusività, il notevole lavoro che sta dietro alla realizzazione delle singole copie, ovvero i costi vivi che l’azienda affronta, il valore storico-culturale – al pari della letteratura mai disgiunto dallo specifico contesto temporale – e, buon ultimo, la possibilità di rivivere emozioni magari legate a ricordi personali nella consapevolezza di godere di qualcosa in possesso di un valore tutt’altro che effimero.

Come sempre, ottimi ascolti!

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