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Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Marantz PM-10

Il Marantz PM-10 non sarà perfetto al 100% e la sua muscolosità finisce a volte con il tradirlo, ma trovare un ampli integrato di questo livello a poco più di 8000 euro è un’impresa davvero ardua.

Per i puristi puristi hi-fi un impianto stereo allo stato dell’arte si compone di almeno tre componenti: un preamplificatore e una coppia di finali monoblocco. Un simile setup ha alimentatori dedicati per ciascuna sezione in modo che l’interferenza tra di esse sia ridotta al minimo, ma non è certo la soluzione migliore per il proprio portafoglio e per chi in casa ha uno spazio ridotto.

Ecco perché questa volta Marantz ha fatto le cose in modo diverso. Riconoscendo che anche gli audiofili più intransigenti non vogliono necessariamente che un impianto audio prenda troppo spazio, il nuovo amplificatore integrato PM-10 punta ad accontentare questi e altri utenti grazie proprio alla sua natura di elettronica monoblocco, senza per questo rinunciare a un’altissima qualità e a un prezzo non certo per tutti (8299 euro di listino).

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Caratteristiche

Un compromesso? Non proprio visto che parliamo comunque di un integrato di fascia alta. Comunemente gli amplificatori utilizzano un solo trasformatore, con regolazione di alimentazione separata per le sezioni del preamplificatore e dell’amplificatore di potenza. Il Marantz PM-10 va oltre a tutto questo grazie a una progettazione dual-mono che utilizza circuiti di alimentazione separati per il preamplificatore e per ognuno dei canali dell’amplificatore di potenza, con un trasformatore dedicato al preamplificatore per garantire che i delicati segnali che passano attraverso quella sezione non siano influenzati dalle esigenze degli stadi di uscita ad alta potenza.

C’è anche un’alimentazione dedicata per il microprocessore che controlla la regolazione del volume, la selezione di ingresso e così via; ciò garantisce che nessun rumore prodotto dalla sezione di controllo possa entrare nel percorso del segnale audio. Il Marantz PM-10 inoltre è un amplificatore con circuitazione esclusivamente analogica. Molti progetti concorrenti includono oggi la conversione digitale-analogica o adottano un’amplificazione e controllo del volume digitale, ma in questo caso l’intera progettazione è completamente analogica.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Anche se può sembrare conveniente avere un DAC nell’amplificatore, i circuiti digitali sono, per loro natura, rumorosi (nel senso elettrico del termine) e possono interferire con i delicati segnali analogici che passano attraverso l’amplificatore. Ecco perché Marantz ha scelto di progettare la propria gamma della serie Premium con la conversione da digitale ad analogico integrata nei suoi lettori Super Audio CD o nei lettori musicali di rete, mantenendo invece nei suoi amplificatori un’amplificazione più pura e pulita possibile.

Proprio in questa ottica va sottolineata la modalità Purest Mode, che disattiva eventuali circuiti superflui dando al segnale il percorso più pulito possibile attraverso l’amplificatore. C’è anche un ingresso diretto Power Amp Direct, che invia il segnale direttamente alla sezione di ingresso dello stadio di potenza per far funzionare il prodotto come un puro amplificatore di potenza.

Un’altra caratteristica importante a livello costruttivo è l’impiego del HDAM, un modulo amplificatore in miniatura costruito interamente con componenti discreti. Nel Marantz PM-10 viene utilizzato il modulo HDAM SA3 di ultima generazione come parte di una progettazione con topologia di retroazione in corrente per la più ampia possibile risposta in frequenza e gamma dinamica. La cosa ideale per gli attuali formati audio ad alta risoluzione e la stessa progettazione a retroazione di corrente viene applicata per lo stadio phono, configurabile per l’utilizzo testine a bobina mobile oppure a magnete mobile.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Il design a chassis singolo ha portato con sé, tra le varie sfide progettistiche, anche quella della dissipazione del calore. Dopotutto parliamo di un integrato capace di erogare 200W per canale in 8 ohm e ben 400W con metà dell’impedenza. Una potenza così elevata crea inevitabilmente calore all’interno dello chassis, ma il Maranzt PM-10 (anche a pieno carico) si scalda in modo del tutto accettabile, anche grazie alla costruzione con telaio a doppio strato, pannello superiore in alluminio di 5mm di spessore, pannello frontale in alluminio, telaio placcato in rame e terminali per diffusori acustici in rame di elevata purezza.

Questo amplificatore integrato, che con i suoi 21,5 Kg di peso, 17 cm di altezza e 45 cm di profondità risulta molto meno impegnativo da posizionare nell’ambiente domestico rispetto a soluzioni discrete, è anche piacevole da usare, con un feeling positivo ai controlli posti sul pannello frontale e con un telecomando premium caratterizzato da una disposizione logica ed efficace dei molti pulsanti disponibili.

Un prodotto come questo richiede “partner” audio di altrettanto valore e infatti in fase di test abbiamo utilizzato il nostro abituale streamer topo di gamma Naim NDS/555 PS e il giradischi Clearaudio Innovation Wood come sorgenti audio, abbinando al tutto i diffusori ATC SCM50. Qualche ascolto è stato fatto anche con i diffusori Classic 200 di Spendor e Dynaudio Special Fortys e, per restare in famiglia, con il lettore SACD Marantz SA-10.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Qualità audio

Per ottimizzare l’esperienza di ascolto, abbiamo preferito attivare la già citata modalità Purest, che disattiva l’uscita Recorder, l’auto standby e il circuito delle cuffie. Naturalmente, se si collega un paio di cuffie, il circuito viene attivato (e l’audio viene disattivato dai terminali dell’altoparlante). In questo modo si aggiunge un tocco di chiarezza e dettaglio in più alla presentazione. Abbiamo provato anche i tre tipi di ingresso (XLR bilanciati, CD e RCA standard); l’ingresso CD (insieme a quello phono) utilizza connettori di qualità superiore (più rame) e suona in maniera un po’ più delicata rispetto all’ingresso standard.

La differenza non è enorme, ma con una coppia di diffusori sufficientemente trasparente è facile da rilevare. L’XLR bilanciato è il migliore del lotto, il che non sorprende considerando l’uso di circuiti bilanciati all’interno dell’ampli. Il sound attraverso questo ingresso è notevolmente più dinamico e coeso rispetto agli altri input.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Questo Marantz non è particolarmente esigente per quanto riguarda i diffusori (a differenza di molti design in Classe D) e il suo carattere sonoro rimane coerente indipendentemente dai diffusori utilizzati. Mentre scorre la Carman Suite di Bizet, è chiaro come questo integrato apprezzi i passaggi dinamici molto accentuati e possieda quel tipo di autorità che solo gli amplificatori veramente muscolari riescono a gestire. La presentazione è infatti ampissima e incredibilmente solida (quasi scultorea).

Eppure, nonostante tutta questa muscolosità, il Marantz PM-10 restituisce anche ingenti dosi di fluidità e raffinatezza che ci ricordano alcune delle migliori alternative valvolari di fascia alta. La sua presentazione non è però del tutto neutrale visto che rimane fedele al tradizionale suono Marantz, ovvero il versante leggermente più pieno e arrotondato della trasparenza. Questa caratteristica non è comunque portata all’eccesso e rende il PM-10 meno schizzinoso di fronte alle registrazioni di scarsa qualità di quanto non accada di solito.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

L’immagine stereo è poi impressionante. Il soundstage ricreato dal PM-10 è infatti estremamente ampio, offrendo molto spazio per la profondità e persino per l’altezza, con l’orchestra che rimane saldamente ferma in posizione. Il passaggio a Yeezus di Kanye West mette in evidenza l’impatto dell’amplificatore e la sua capacità di restituire linee di basso profonde e potenti quando richiesto. Eppure, al di là di tutta questa spavalderia, c’è una ricca vena di finezza.

La voce viene infatti presentata con nettezza e pienezza e c’è abbastanza dettaglio da farla risaltare in mezzo a un arrangiamento decisamente denso e stratificato. Si ha come la sensazione che questo integrato non abbia paura di nulla e che riesca a digerire qualsiasi cosa gli si dia in pasto. In mezzo a così tanta bellezza c’è però anche qualche ombra come dimostra ad esempio Tower Of Song di Leonard Cohen. Un brano che richiede molta delicatezza sia nelle dinamiche, sia nel timing per comunicare la sua natura ironica e il suo giocoso flusso ritmico.

Il Marantz PM-10 fa un po’ fatica a rendere tutto ciò al meglio, dando alla canzone un mood più lineare e serioso di quanto dovrebbe. Dove il brano dovrebbe farci sorridere, non ne notiamo l’umorismo. Nonostante il suo innegabile talento, questo integrato è un po’ piatto e “legato” dai suoi muscoli con materiale di questo tipo. Nulla da ridire invece sullo stadio phono. Il segnale del nostro Clearaudio Innovation Wood esce nitido e pulito con tutta la potenza, la raffinatezza e l’impatto già riscontrato negli ingressi di linea.

Marantz PM-10: un ampli integrato con tanti muscoli e tanto cervello

Siamo rimasti colpiti anche dall’uscita cuffie, segno che gli ingegneri di Marantz si sono assicurati che il segnale delle cuffie sia valido come il suono che esce dai terminali per diffusori. Abbiamo testo diverse cuffie (dalle [amazon_textlink asin=’B00L1OHBWE’ text=’Grado PS500′ template=’ProductLink’ store=’ad04f-21′ marketplace=’IT’ link_id=’152e8158-2b74-11e8-9d40-856b78a8f5d2′] alle [amazon_textlink asin=’B015ACX03G’ text=’Beyerdynamic T1′ template=’ProductLink’ store=’ad04f-21′ marketplace=’IT’ link_id=’23d67d3a-2b74-11e8-b65d-99ae67a86622′]) e con tutte il risultato è stato molto soddisfacente, per non dire esemplare.

Verdetto

Il Marantz PM-10 è un amplificatore estremamente valido e rappresenta una piccola meraviglia tecnologica se pensiamo al modo in cui Marantz è riuscita a fondere in un unico prodotto funzionalità e prestazioni di livello così alto. Tutto ciò ne fa il miglior amplificatore stereo integrato che abbiamo mai ascoltato in questa fascia di prezzo? Non ancora, ma questo non toglie il fatto che il PM-10 sia una macchina da suono incredibilmente dotata e con tutte le caratteristiche necessarie a rimpiazzare soluzioni discrete più costose e ingombranti.

  • Verdetto
4

Riassunto

Il Marantz PM-10 non sarà perfetto al 100% e la sua muscolosità finisce a volte con il tradirlo, ma trovare un ampli integrato di questo livello a poco più di 8000 euro è un’impresa davvero ardua.

Pro
Presentazione raffinata, solida e dettagliata
Esemplare nel sottolineare la dinamica
Costruzione curatissima
Potenza a volontà

Contro
Con certi brani appare meno sciolto del previsto

Scheda tecnica
Potenza di uscita: 200W/400 W (8/4 Ohm RMS)
Risposta in frequenza: 5 Hz – 50kHz
Distorsione armonica totale: 0.005%
Fattore di smorzamento: 500
Sensibilità di ingresso: MM: 2.6 mV/47 kohm
Sensibilità di ingresso: MC: 280 µV/33 ohm (MC-LOW) 280 µV / 133 ohm (MC-HIGH)
Ingresso Phono: MM/MC
Ingressi bilanciati: 2
Terminali: 4 Marantz SPKT-100+
Uscita cuffia: 6,3mm
Peso: 21,5 Kg
Dimensioni: 440 x 168 x 453
Prezzo: 8299 euro
Sito del produttore: www.marantzitaly.com/it

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