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No time to die: la “sorpresa” natalizia di Universal Pictures. Un’occasione persa.

No time to die

Uscito il 15 dicembre su suolo italico, No time to die è risultato localizzato solo per il mercato nostrano. Ingiustificatamente al risparmio

Dal 15 dicembre è divenuta disponibile sul mercato italiano l’edizione UHD di No time to die, ultimo film sull’inossidabile agente 007 interpretato da Daniel Craig. Avevamo già anticipato a suo tempo i setup tecnici per le varie edizioni – incluso il Blu-ray Ultra HD – sottolineando come la presenza dei soli italiano ed inglese su tutti i dischi potesse essere una mancanza dei comunicati stampa. A disco disponibile – tuttavia – abbiamo avuto conferma come in effetti sia Blu-ray che Blu-ray Ultra HD risultino localizzati esclusivamente per il mercato italiano. Sottotitoli inclusi.

007 No time to die

Normalmente – sempre si possa definire normale il fatto che il tedesco riceva costantemente la codifica Atmos ed il resto della plebe no – non ci sarebbe nulla da recriminare: l’italiano è codificato nel solito Dolby Digital Plus 7.1 “dei poveri” (768 kbps) e l’inglese nel Dolby Atmos lossless top di gamma. In questi casi, però, i dischi sono sempre “multiregione”, ergo accolgono diverse lingue. Con 007 invece ci ritroviamo un disco creato “ad hoc” solo per l’Italia: costava tanto metterci un Dolby Atmos anche in italiano? Mix – molto ben fatto – già utilizzato nell’uscita cinematografica, tra l’altro, ed ora pronto al definitivo oblio. Evidentemente si, dato che tutti i paesi europei si sono “sciroppati” un ricco Dolby Digital Plus a bitrate ridotto, mentre i soliti “splendidi” teutonici hanno ricevuto il Dolby Atmos nella loro lingua.

E anche l’inflazionatissima scusa del “non c’era spazio visto quanto dura” andrebbe debitamente pensionata. Motivo senza dubbio a monte della localizzazione esclusiva paese per paese – unitamente l’uso di un BD100 – ma di certo non della mancanza della preziosa codifica. Se si guarda al disc report della versione italiana versus quella tedesca – lo proponiamo qui sotto – si vedrà immediatamente come essi risultino identici, fatto salvo per l’audio. E nel disco tedesco la traccia Dolby Atmos aggiuntiva entra serenamente nel risicato spazio residuo. Quindi?


No time to die

In assenza di spiegazioni seppur vagamente logiche – inconsistente appellarsi alle lavorazioni più dispendiose, i software sono omnicomprensivi e tra tirare fuori un Dolby Digital 2.0 o un Dolby TrueHD 7.1 non cambia un tubo – riteniamo di trovarci davanti a semplice e disarmante incuranza. Giunti tuttavia al 2022, davanti utenti che spendono fino a 35 euro per un’uscita di day one, è inaccettabile ritrovarsi per le mani una vergogna simile. Come inutile – poi – lamentarsi se la gente non compra più al day one attendendo i fisiologici ribassi: davvero si pretende di vendere edizioni “castrate” a prezzi simili? Si leggono poi on-line sedicenti disamine, le quali imputerebbero al declino del fisico in atto la causa di uno scempio simile. Interessante teoria. Peccato che se da un lato tale scempio va avanti sereno sin dall’invenzione del Blu-ray, dall’altro pure nello streaming – panacea di tutti i mali del mondo nonchè fautore di introiti più in crescita dei positivi ad un covid party – non si vede un Dolby Atmos italiano che sia uno.

Cara Universal, prova ad analizzare quanto ha venduto Dune al day one. Inclusi gli ordini pervenuti dall’estero e magistralmente “sostenuti” dalla data preferenziale accordata al nostro territorio. E’ semplice incrementare le vendite sui titoli di richiamo, anche solo gestendone oculatamente la logistica. E di Dune sono state proposte pure 5 edizioni, non le tre sole di 007. Il nostro invito ad Universal è di prendere esempio dal competitor Warner Bros: se loro sono perfettamente in grado di rendere giustizia al mercato italiano, con emissioni sempre al top per tecnica e packaging, possibile non riusciate a fare altrettanto? Il nostro invito agli utenti italiani, invece, è di non acquistare No time to die al day one. Attendete quando calerà di prezzo: 35 o anche solo 25 euro per un’edizione così vergognosa non sono ammissibili. Come del resto ci ricordano on-line moltissimi utenti, delusi financo decisamente arrabbiati davanti un simile accadimento.

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