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Samsung QLED QE55Q8C

La nuova generazione Quantum Dot di Samsung saprà raggiungere i vertici hi-end della tecnologia OLED? Scopriamolo assieme in questa in-depth review del nuovo 55 pollici curvo della linea Q8C

Q8C

Quando si parla di innovazione nel campo dei TV, la tecnologia OLED catalizza sempre l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori, ma quest’anno i risultati ottenuti da Samsung con i suoi pannelli Quantum Dot, come il QE55Q8C Edge Backlight qui in analisi, sono destinati a far rumore.

Relativamente nota ai più, in realtà Quantum Dot la troviamo presente su tv SUHD dell’azienda coreana distribuiti tra il 2015 e il 2016 e di fatto quella proposta per la nuova line-up 2017 è la terza generazione, con notevoli cambiamenti rispetto al passato.

Di fronte a un pannello LED backlight viene posizionato un film composto da Quantum Dot, microscopiche particelle che emettono specifico colore in funzione delle dimensioni, tra i 2 e i 10 nanometri (nanometro = 10 alla -9 metri, ovvero 1 miliardesimo di metro), le dimensioni della particella definiscono la lunghezza d’onda di luce e quindi il differente colore. L’innovazione in questa ultima generazione QLED vede la presenza di nuova lega metallica sia per il nucleo che per il rivestimento esterno, aumentando il livello di precisione dei colori anche in situazioni di elevati picchi di luminosità.

L’azienda afferma che il Quantum Dot apre a un panorama di oltre 1 miliardo di colori ma è proprio sui picchi di luminosità che si gioca la ‘partita’ con la concorrenza OLED, schermi di prestigio che possono faticare a garantire il medesimo volume colore e comunque con inferiore luminosità.

Affermazioni marketing a parte, dopo un primo recente positivo approccio alla nuova linea QLED Samsung, siamo entrati nel dettaglio con un test ad ampio spettro, osservando la risposta di questo grande 55” curvo 10 bit in presenza di immagini UHD HDR ma anche con segnali video meno blasonati e più quotidiani come quelli provenienti da DGTV piuttosto che dal Web.

DESIGN E COSTRUZIONE

La serie Q8C di Samsung si trova a metà strada tra Q7 con pannelli sia flat che curved e il top di gamma Q9, solo flat con taglio da 65” e il monumentale 88”. Della linea Q8C abbiamo provato il 55” ma a disposizione ci sono anche 65” e 75”. La scelta non dovrebbe ricadere su un TV curvo solo perché più ‘cool’ ma perché lo si è provato davvero, avendo quanto meno idea di pregi e limiti, rischio riflessioni in un locale illuminato, angolo visione e resa complessiva a seconda che ci si trovi centro schermo o posizionati più lateralmente.

Con la linea Q8 non si può che scegliere il pannello curvo e già il taglio da 55” non è da sottovalutare quanto a peso complessivo (20 Kg. al netto del piedistallo) e manovra di ancoraggio dello schermo allo stativo in metallo che posteriormente lo sorregge in tutta la sua maestosità (25 Kg. in totale). La robusta staffa va necessariamente montata (e smontata) quando l’apparato si trova ancora riposto nella protezione in polistirolo per evitare di danneggiare lo schermo: come suggerito occorrono due persone per evitare rischi.

Il design è raffinato, senso di robustezza e solidità sono un tutt’uno con la filante linea metallica. Cornice minimal e scelta di concentrare esternamente l’intero parco terminali attraverso distributore audio/video separato con alimentazione indipendente (la classe energetica è la ‘B’).

La connessione tra i due apparati avviene tramite minuscolo cavo in fibra ottica avvolto attorno a un rocchetto in gomma, la lunghezza di base è di 5 mt., che dovrebbe consentire un comodo posizionamento a distanza del One Connect Box, opzionale la versione da 15 mt. Il cavo può venire alloggiato all’interno della staffa, la spina all’estremità viene connessa posteriormente in posizione piatta senza generare ulteriore ingombro in caso di collocazione a muro. L’ancoraggio del TV alla staffa è fisso e non è prevista alcuna rotazione.

Come già accaduto in passato la linea del piedistallo è diversa per serie e quella concepita per il Q8C è in assoluto la più accattivante, con base curvilinea a riprendere quella del televisore.

SMART TV e Telecomando

La piattaforma smart Eden 2 powered by Tizen (versione 3.0) ha consentito al Q8C di Samsung di raggiungere un ragguardevole livello di qualità della navigazione con una serie di interessanti app a disposizione come browser di navigazione Web, Netflix, Google Play Movies, Amazon Video, Now TV, Chili Cinema, Infinity, Tim Vision, Wuaki TV, You Tube, TV Plus+ e accesso a una serie di ulteriori app suddivise per categorie tra giochi, musica e radio, passatempo, etc.

Rapidissimi i tempi di risposta tra navigazione e selezione, inferiore immediatezza solo entrando nelle pagine di configurazione del pannello ma nel complesso il processore Quad Core integrato svolge egregiamente il suo lavoro. In caso di navigazione Internet tramite telecomando si controlla il mouse ma il consiglio è quello di accoppiare via Bluetooth tastiera portatile con mouse integrato.

Il telecomando in dotazione è molto elegante, metallo spazzolato, poco ingombrante anche se il peso si fa inevitabilmente sentire. A disposizione solo i comandi essenziali come controllo volume e cambio canale, navigazione, lasciando il resto a disposizione a schermo: chi è abituato a set completi inizialmente potrebbe trovarsi spaesato. Microfono integrato per voice control.

Terminali e One Connect Box

Nella parte bassa della cornice, dietro il logo illuminato dell’azienda (che è possibile spegnere) è presente 1 pulsante per on/off e comandi principali cambio canale, gestione volume, selezione sorgente. Poco pratico è anche l’unico presente sul televisore per cui occorre avere ancor più cura del telecomando in dotazione.

Il media box collegato al TV via fibra ottica offre: due USB 3.0 alimentate a 5V di cui una adatta per registrazioni su HDD esterno (1 A), USB 2.0 sempre 5V, presa rete Ethernet, uscita digitale ottica, 4 HDMI 2.0 di cui una ARC, doppio ingresso satellite e antenna 75 Ohm. Nonostante la capienza del box, che include anche l’alloggiamento scheda per programmi DGTV ad accesso condizionato, avremmo visto bene almeno una connessione video Component.

Assente purtroppo il classico jack per uscita audio cuffie obbligando ad accoppiare eventuale set via Bluetooth: operazione che si è rivelata veloce e senza imprevisti.

È offerta una vastissima compatibilità per file video (AVI, MKV, ASF, WMV, MP4, MOV, 3GP, VRO, MPG, MPEG, TS, TP, TRP, FLV, VOB, SVI, M2TS, MTS, DivX, WEBM, RMVB) con alcuni limiti segnalati di compatibilità parziale per codec MVC e disponibilità HEVC solo per contenitori MKV /MP4 / TS. Risoluzione massima 4096 x 2160 pixel in H.264 a 30 fps oppure 3840 x 2160 pixel fino a 60 fps.

One Connect Box è certamente pratico ed evita di doversi recare retro schermo per i collegamenti. Alimentato separatamente, nonostante l’ambiente a temperatura controllata, attorno ai 90 minuti di utilizzo l’involucro esterno era seriamente surriscaldato e, nonostante i numerosi fori di aerazione, ci siamo sentiti in dovere di posizionare una piccola ventola di raffreddamento.

Utilizzando USB key con svariate codifiche come AVI, DivX e XviD l’immagine risultante a schermo non ha mai presentato problemi eccetto per un file MKV a risoluzione 1920 x 800, con passaggi in cui alcuni elementi in primo piano generavano motion blur (forse per un bug di riconoscimento file/risoluzione), condizione che non si è ripresentata attraverso media box esterno collegato via HDMI al One Connect.

Per le decodifiche audio c’è supporto Dolby Digital Plus e DTS 5.1 canali, WMA 10 Pro 5.1 canali e fino al profilo M2 ma non per audio WMA lossless. Wi-Fi integrato con protocolli di comunicazione IEEE 802.11 a/b/g/n/ac (autenticazione WEP, WPA-PSK, WPA2-PSK e crittografia WEP, TKIP, AES), inoltre funzione Smart Security per protezione da attacchi hacker.

Rimanendo in ambito audio il TV offre 60 Watt (2 x 20 + 2 x 10), altoparlanti invisibili ma davvero ben suonanti per una resa che, sfruttando l’ottimizzatore integrato, regala una presenza scenica non indifferente in gamma medio alta, meno presente la gamma bassa. Un risultato affatto scontato, piacevole e, per uso quotidiano, senza sentire necessità di ulteriore dinamica correndo ai ripari con elementi aggiuntivi come soundbar.

Setup & Calibrazione

La “Modalità Immagine” del Q8C offre quattro scelte: Standard, Naturale, Dinamica e Film ma da prendere realmente in considerazione è quest’ultima, in quanto preset più ponderato e soprattutto per la possibilità di taratura fine del bilanciamento del bianco a 20 punti anziché 2, che al contrario limita l’intervento solo alle alte e basse luci.

Modalità “Standard”: Gamma sotto 2.2
Modalità “Standard”: Blu attorno 160%

Film può venire considerato a tutti gli effetti il preset ‘Personale’ mentre i rimanenti hanno impostazione con eccesso di blu e inevitabile resa fredda, di cui come al solito Dinamica è la peggiore, de gustibus. Anche il preset base per Film non è da meno, con blu attorno al 160% e intervenendo pesantemente sulla componente cromatica per tutti i 20 punti si riesce a calmierarne l’esuberanza solo in parte. Un modo per aggirare l’ostacolo è quello di selezionare Toni Colore “Caldo 2” (oltre a “Freddo”, “Standard, “Caldo 1”), che abbassa notevolmente il blu e solo in seguito agire manualmente tramite bilanciamento del bianco.

“Film”: gamma migliorato dopo taratura
“Film”: RGB più coerente dopo la taratura

Quando il segnale in ingresso è un Full HD il Gamma rimane settato su “BT.1886”, relativo allo spazio colore REC.709, lasciando disattivi “ST.2084” e “HLG” (Hybrid Log-Gamma, ovvero l’HDR per il broadcast). Sempre per il gamma è presente specifica funzione a 7 posizioni (da 0 a + 3, da 0 a – 3) ma anche in questo caso il risultato finale è limitato con valori pesantemente sotto 2.2 alle alte luci.

Volendo rimanere attorno a gamma 2.2 occorre intervenire sul bilanciamento del bianco tra il 10% e il 95% agendo sui tre colori primari, in particolare sul verde dal 70% a salire (ma non solo). Come sempre tale operazione di taratura fine è possibile in presenza di colorimetro, pena il rischio di peggiorare ulteriormente la visione. Funzione apposita consente di estendere le modifiche anche alle rimanenti porte d’ingresso o limitarla a quella in uso.

HDR+

Presente la funzione HDR+ che apre alla selezione dell’ST.2084 salvo poi passare effettivamente al TV un segnale HDR 10 bit, in assenza del quale si torna in automatico a BT.1886. Tale funzione ha reso possibile provare la risposta del pannello con segnali 10 bit per componente nello spazio colore DCI-P3 (45,5% dello spettro visibile da occhio umano contro il 35,9% del REC.709).

L’ST.2084 o SMPTE 2084 o legge della quantizzazione non lineare (detta anche Perceptual Quantization) ricordiamo essere stata ratificata dalla Society of Motion Pictures & Television Engineers per un più ampio range dinamico della luminanza, non più legato a 100 cd per metro quadro (retaggio dei TV a tubo catodico) ma sino a 10.000 cd per metro quadro, fondamentale per sfruttare le potenzialità dei nuovi display e un più fedele color gamut.

Attualmente per HDR (HDR-10), ST.2084 unitamente allo spazio colore REC.2020/DCI-P3 il range dinamico della luminanza è limitato a 1.000 candele per metro quadro (NIT). In tal senso il Q8C ha dato prova di essere molto luminoso, valori intorno allo spazio colore DCI-P3, raggiungendo anche quota 850 candele per metro quadro e non è da escludersi una risposta anche superiore in presenza di segnali HDR.

La funzione HDR+ è pensata per un’elaborazione più intensa a livello luminosità e colori per segnali SDR in ingresso e un risultato che potrebbe anche incontrare gusti personali in particolari frangenti come ambienti luminosi. All’opposto la visione ideale in un ambiente oscurato potrebbe mettere in evidenza un minimo backlight banding.

La tecnologia QLED applicata a un simile pannello risulta uno dei punti di forza dell’apparato in grado di far brillare al meglio l’immagine, raggiungendo risultati di prestigio specie in presenza di segnale HDR reference come quello del Blu-ray UHD “Billy Lynn – Un giorno da eroe, unico disco attualmente a mercato derivante da Digital Intermediate 4K con immagini 3840 x 2160 a 60 fps(!).

Una volta tarato, il pannello può arrivare a restituire immagini di qualità strepitosa mentre affidandosi ai preset la visione di immagini sia SDR che HDR può anche essere esaltante, a patto di accettare gli eccessi di blu.

Margini di miglioramento

Nonostante la tecnologia QLED il TV rimane pur sempre un EDGE LED che tende a mostrare il fianco per porzioni d’immagine particolarmente contrastate e immerse nel buio, per esempio una scritta bianca centrale su fondo nero: in tal caso non è difficile ravvisare un fascio luminoso che investe verticalmente l’area interessata penalizzando il livello del nero. Una condizione di risalto eccessivo che lascia l’impressione di essere meno controllabile da parte dell’elettronica per la natura stessa del pannello curvo e che, con buona probabilità, risulterebbe meno accentuata con schermo flat, come per le linee Samsung Q7 e Q9. Il fenomeno del backlight banding non risulta poi così marcato anche in condizioni di visione in ambiente buio, rimangono riserve sull’edge bleeding ma si può sempre provare a variare l’intensità relativa alla retroilluminazione (fino a 20 punti).

Gaming e oltre

In un periodo in cui anche dal mondo gaming è lecito aspettarsi produzioni 4K con supporto HDR, ricordiamo che l’input lag del pannello rimane attorno ai 27 ms (di media) e comunque utilizzando il preset Game il risultato è davvero notevole già a partire da immagini Full HD SDR. Per l’attivazione di questo preset occorre andare nel menù Generali, selezionare Gestione Dispositivi Esterni e successivamente attivare l’opzione Modalità Gioco che porta il contrasto al massimo e riduce la retroilluminazione di alcuni punti, posizionando il livello a 14 su 20. Per praticità avremmo preferito che Modalità Gioco fosse disponibile tra le modalità immagine.

“Dark Souls III”, game che su PS4 Pro gira in 4K HDR

Sempre in Generali è possibile agire sul livello del nero (“Normale”, “Basso”, “Auto”), selezionare per singolo ingresso HDMI una maggiore compatibilità per segnali UHD e il supporto 50/60p 4:4:4 e 4:2:2, attivare il sensore ambientale, la modalità risparmio energia. Ricordiamo che oltre all’Hybrid Log-Gamma il TV è compatibile anche HDR10+ open-source a metadati dinamici rivale del Dolby Vision che invece non è supportato dall’azienda. Al momento solo Amazon ha dato disponibilità per futuri programmi HDR10+. L’azienda ci ha confermato che il supporto HDR10+ è già presente senza futuri aggiornamenti firmware.

Se lo schermo si ‘stampa’

Ultimo appunto sulla ‘ritenzione’ d’immagine, che affliggeva i plasma e che si fa ancora sentire, in misura inferiore, anche sugli OLED mentre qualche problema di ‘screen burn-in’ potrebbe presentarsi in particolari condizioni anche attraverso pannelli QLED.

Q8C
Esempio di ritenzione d’immagine su schermo OLED: la scritta “LG OLED TV” cerchiata

A tale proposito riportiamo fedelmente la specifica avvertenza presente sul manuale: “Non lasciare il televisore in modalità 4:3 per un lungo periodo di tempo. Ciò può provocare la visualizzazione residua per breve tempo di barre nere in alto, in basso, a sinistra o a destra dello schermo. Notare che tale informazione non è menzionata nella garanzia.” Se è per breve tempo…

Nonostante la visione di numerosi programmi 4:3 e con diversi aspect ratio da 1.85:1 sino a 2.40:1 non abbiamo riscontrato alcun tipo di ritenzione. Anche la visione di segnali televisivi si è rivelata all’altezza del pannello, ovviamente il risultato migliore attraverso emissioni 1080i broadcast DGTV ma anche via satellite, con possibilità di affinare ulteriormente la resa qualitativa. Una gioia per gli occhi i video su YouTube in formato UHD, con e senza HDR.

Verdetto

La nuova linea di TV Samsung QLED è risultata tecnicamente all’avanguardia, innovativa nella gestione delle immagini ma non così vicina ai neri OLED. Ha sorpreso la capacità di restituire brillantezza allo spettro colori con inferiore perdita di saturazione, ancor più in presenza d’immagini UHD HDR e finalmente l’OLED non è poi così superiore in merito a spazio colore e tempi di risposta. Meno bene il consumo energetico e certo rispetto a un equivalente pannello OLED 55” il QLED risulta meno sottile, più pesante e con angolo di visione non così ottimale.

La sensazione è che ci possa essere ancora margine di miglioramento su neri ed edge bleeding ma nel complesso questo QE55Q8C si è rivelato un pannello di alta qualità capace di resa anche reference per immagini UHD HDR e con ampio ventaglio di feature a corredo per la gioia degli appassionati.

Alla pubblicazione di questa recensione questi i prezzi della linea Samsung Q8C:

  • QE55Q8C 3.199,00€,
  • QE65Q8C  4.199,00€
  • QE75Q8C 6.999,00€
Samsung QLED QE55Q8C
8.5 Recensione
Pro
Quantum Dot terza generazione
Volume colore e luminosità
HDR, HDR10+ a metadati dinamici
Hybrid Log-Gamma
Versatilità software integrato
Contenuti Edge Bleeding e Backlight Banding
Circa 850 cd/m2 per segnali UHD HDR
Contro
Dolby Vision assente
Mini-jack uscita audio cuffie assente
Surriscaldamento One Connect Box
Edge Bleeding e Backlight Banding
Angolo visione migliorabile rispetto all'OLED
Consumo energetico
Prezzo impegnativo
Riepilogo
Prodotto da: Samsung Electronics
Pannello: Edge LED Quantum Dot
Risoluzione: 3840x2160 pixel
Diagonale: 55" HDR: HDR-10, HLG, HDR10+
Profondità colore: 10-bit
Connessioni: HDMI 2.0 (x4), Ottica S/PDIF TOSlink, USB (3.0 x2 + 2.0 x1), Ethernet,
Wi-Fi (2,4/5 GHz, IEEE802.11a/n), Bluetooth 3.0, Common Interface (compatibilità firmware
CI+ v1.3), antenna VHF/UHF, Satellite (femmina tipo F 75 Ω ×2)
Dimensioni e peso con supporto: 1.225,3 mm × 705,7 mm × 90,8 mm (LxAxP); 25 Kg (Netto TV 20,0 Kg)
Prezzo: 3.199 euro
Sito del produttore: http://www.samsung.com/it/tvs/qled-tv/?5059
Firmware: 1106
Sistema Operativo: Eden 2 powered by Tizen (3.0)
Immagine
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF
  • Stefano Gregori

    un tv edge neanche da prendere in considerazione
    un top di gamma minimo deve essere full led
    soldi rubati

    • Claudio Pofi

      Ciao Stefano, grazie per la considerazione. Chissà quanto costerebbe, peserebbe e sarebbe ingombrante un 55″ full led con tecnologia Quantum Dot di terza generazione ma sarebbe senza meno da capire quanta differenza vera e in laboratorio ci sarebbe rispetto al modello recensito e se avessero senso le differenze in termini di costi di produzione sino al prezzo al dettaglio.

  • Giuseppe Alba

    Continuo a preferire l’Oled 4k…..

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