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Speaker Bluetooth e speaker Smart: differenze e guida all’acquisto

Speaker Bluetooth

Siete indecisi su che speaker wireless acquistare? La scelta è davvero vastissima, ma prima di tutto dovete decidere tra speaker Bluetooth e smart speaker

L’avanzata degli speaker wireless sembra sempre più inarrestabile, con modelli che vanno ormai da poche decine di euro fino a prodotti lussuosi e di design nell’ordine delle migliaia di euro. Anche per questo non è facile scegliere lo speaker wireless più adatto alle proprie esigenze e c’è ancora una certa confusione sulla differenza fondamentale tra il classico, essenziale e basilare speaker Bluetooth e il più evoluto e completo smart speaker.

Speaker Bluetooth

Il primo è appunto uno speaker wireless dotato di connettività Bluetooth (i più recenti offrono Bluetooth 5.0). Si tratta di un diffusore attivo (cioè già amplificato) che si collega tramite Bluetooth a un dispositivo esterno dotato anch’esso di questa connettività wireless come uno smartphone, un tablet o un laptop. Il suo funzionamento è molto semplice e qualsiasi suono della sorgente audio esterna viene riprodotto dallo speaker una volta che i due sono connessi.

 

Uno speaker Bluetooth può essere sia portatile e quindi alimentato a batteria o, per i modelli più grandi e potenti, fisso e quindi è necessario collegarlo alla rete elettrica. Questi speaker, disponibili in un’enorme quantità a livello di dimensioni, peso, design, potenza, autonomia e feature (impermeabilità, funzione vivavoce, ricarica di altri dispositivi), sono solitamente meno costosi degli smart speaker e possono spesso fungere anche da diffusori non wireless se hanno un ingresso fisico (per lo più un jack da 3,5mm) a cui collegare sorgenti audio prive di Bluetooth (senza dimenticare un’eventuale porta USB a cui collegare una chiavetta).

Nella maggior parte dei casi non è poi necessario utilizzare un’app mobile apposita per farli funzionare, proprio perché fungono da semplici “casse di risonanza” per quello che stiamo riproducendo sul dispositivo connesso. Inoltre, mancando la connettività Wi-Fi e un’assistente digitale integrato come Alexa o Google Assistant, non c’è il rischio di finire “intercettati” da Google e Amazon. Sono insomma prodotti essenziali, facilissimi da utilizzare e per lo più portatili in grado di trovare un’ampissima base utenti.

speaker wireless

I consigli di AFDigitale

  • Per gli amanti dell’avventura – Tronsmart. Questo speaker Bluetooth resiste a pioggia, polvere e acqua (fino a un metro di profondità per 30 minuti) e offre 15 ore di autonomia con una carica.
  • Per chi ama fare baldoria JBL PartyBox 300. Effetti di luce, ingresso per microfono, 18 ore di autonomia e potenza da vendere (120W) per questo massiccio speaker Bluetooth da 389 euro.
  • Per chi non ne ha mai abbastanzaSony SRS-XB33. Ben 24 ore di autonomia per questo speaker wireless di Sony da 109 euro dotato anche di effetti luminosi e resistente ad acqua e polvere.

Smart speaker

Amazon Echo Studio

Lo step successivo quando si parla di speaker wireless è l’aggiunta del termine smart, che essenzialmente, un po’ come per i TV, significa la presenza a bordo di connettività Wi-Fi (e in alcuni modelli anche di una porta Ethernet) per accedere ai principali servizi di streaming audio, a radio Internet o alla propria raccolta musicale ospitata su un PC o un NAS, senza poi dimenticare (come nel caso emblematico degli speaker Sonos) la possibilità di allestire impianti multiroom formati da più speaker, ognuno in una stanza diversa della casa.

Uno smart speaker, che può comunque integrare anche connettività Bluetooth e AirPlay, è insomma un diffusore più “intelligente” e completo rispetto a un modello dotato solo di Bluetooth e, ormai sempre più spesso, offre anche l’accesso agli assistenti vocali per ascoltare musica chiedendo direttamente allo speaker il brano da riprodurre, per controllare la riproduzione, per chiedere informazioni di vario genere o per gestire un eventuale impianto domotica sempre tramite comandi vocali. Di questa branchia ancora più evoluta fanno parte prodotti ormai ben noti come gli speaker Echo di Amazon o quelli Nest di Google.

La presenza del Wi-Fi o di una porta Ethernet permette inoltre, grazie alla maggior banda passante, di effettuare uno streaming audio di qualità migliore (anche in alta risoluzione se ad esempio si è abbonati a Tidal) rispetto a quello con semplice Bluetooth con i suoi compromessi in fatto di compressione e, sebbene la maggior parte degli smart speaker necessiti di un’alimentazione a corrente elettrica, non mancano le eccezioni portatili come il Sonos Move.

Se poi optate per uno smart speaker, preparatevi a scaricare la companion app di turno sul vostro smartphone/tablet (cosa che potrebbe scontentare qualcuno) e ad andare su tutte le furie se Siri, Alexa o Google Assistant non capiranno il titolo di una canzone o di un album in lingua inglese (e, fidatevi, vi capiterà quasi sempre). I comandi vocali non sono comunque obbligatori e, per i più attenti alla privacy, molti modelli permettono di escludere il microfono interno.

phantom 1

I consigli di AFDigitale

  • Per chi bada all’essenzialeAmazon Echo Dot. Il modello di quarta generazione da 39,99 euro non offre una gran quantità audio, ma è perfetto per chi vuole entrare nel mondo smart di Alexa.
  • Per chi non vuole rinunciare al movimentoSonos Move. Questo smart speaker di Sonos da 399 euro è portatile (seppur non compattissimo) e offre fino a 11 ore di autonomia con una carica.
  • Per gli amanti del lussoDevialet Phantom I 108 dB. L’iconico smart speaker del produttore francese costa 2790 euro, è Roon Ready e offre connettività Bluetooth, Wi-Fi e AirPlay 2.

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