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TV e distanza di visione: come calcolarla e perché è importante

Spesso, travolti da sigle, tecnologie e dimensioni, ci si scorda di un parametro fondamentale nel valutare l’acquisto di un nuovo TV: la distanza di visione

Oltre alle varie tecnologie (LCD, OLED, QLED, Mini LED), alla risoluzione (Full HD, 4K, 8K), ai sistemi operativi (Android TV, Tizen TV, WebOS), al sistema audio integrato e logicamente al prezzo, c’è un parametro fondamentale di cui tenere conto quando si decide di acquistare un TV: le sue dimensioni. Parliamo infatti di un prodotto che, a differenza di soli 20 anni fa, oggi comprende modelli da 24’’ fino a 88’’, ovvero con una diagonale compresa tra 60 cm e 2,2 metri. Uno scarto importante che implica trovare la giusta collocazione del TV in casa non solo per lo spazio in cui posizionarlo, ma anche per la distanza ottimale tra esso e lo spettatore.

Certo, un TV più grande avrà sempre un impatto visivo maggiore, ma non tutti sanno che anche la risoluzione di un pannello comporta la necessità di trovare giusta distanza per apprezzare al meglio la qualità video di un televisore. A tal proposito si può applicare la regola seguente, secondo la quale maggiore è la definizione, minore sarà la distanza necessaria e più grande potrà essere il televisore.

  • Definizione standard (SD): diagonale schermo x 3,5 = distanza di visione consigliata
  • Alta definizione (HD e Full HD): diagonale schermo x 2,5 = distanza di visione consigliata
  • UHD 4K: diagonale schermo x 1,5 = distanza di visione consigliata

Qui sotto vi riportiamo una tabella fornita da Panasonic che fa capire meglio il tutto:

distanza di visione

Come si vede, per un taglio TV considerato ormai medio come i 55 pollici (una diagonale di 139 cm) la distanza di visione consigliata è di 3,50 metri per contenuti in HD/Full HD (la maggior parte anche per quanto riguarda i servizi in streaming come Netflix), mentre per apprezzare al meglio quelli in 4K bisognerebbe avvicinarsi a circa 2 metri dal TV. Nella tabella non campiono i TV 8K, per i quali va fatto un discorso a parte.

La distanza di visione ottimale per un simile TV, secondo calcoli passati ormai considerati erronei, sarebbe pari a 0,75 volte l’altezza, ovvero circa 60 cm per un TV 8K 65″ contro i 2,50 metri per un TV 4K dalle stesse dimensioni. Uno scenario impraticabile anche per il fastidio alla vista che ne deriverebbe, tanto che ultimamente, grazie a recenti studi, si è giunti alla conclusione che la distanza di visione ideale per un TV 8K dovrebbe essere pari a circa 2,5 volte l’altezza del TV, ovvero 2 metri per un TV da 65″ (polliciaggio minimo per giustificare una risoluzione così elevata) e 3 metri per un TV 8K da 88’’.

Tutto questa discorso sull’importanza della distanza di visione ideale si lega a quello della densità di pixel di un TV. Più questo valore è elevato, più il nostro cervello (che non misura la visione di un TV in singoli pixel ma nel loro insieme) “inganna” meglio la nostra percezione. Il risultato? A parità di condizioni e grandezza, l’immagine di un televisore 8K risulterà più reale rispetto a quella di un televisore 4K.

Questo perché i TV 8K hanno una densità di pixel per pollice maggiore di tutti gli altri TV. Prendiamo ad esempio un TV Full HD da 55’’ con circa 2 milioni di pixel; la sua densità di pixel per pollice equivale a 40 ppi, mentre quella di un TV 4K dalle stesse dimensioni sale a 80 ppi e quella di un TV 8K a 160 ppi, ovvero quattro volte di più della densità di un TV Full HD. La distanza di visione ideale serve quindi per sfruttare al meglio la densità di un pannello.

Mettersi a tre metri da un TV 8K da 65’’, quando la distanza ottimale sarebbe di due metri come abbiamo appena visto, significa non percepire la maggior densità di pixel, così come sedersi a 2,5 metri da un TV OLED da 48’’ quando la distanza di visione ottimale sarebbe di 1,80 metri. Lo stesso vale per distanze estremamente ravvicinate. Non solo stando troppo vicini a un TV si rischiano un fastidio agli occhi e una sensazione di nausea, ma si vedrebbero i pixel (soprattutto con una bassa densità di pixel per pollice) e quindi si percepirebbe una qualità video non all’altezza.

Logico poi che, per godersi al meglio il proprio TV, entrino in gioco altri fattori come la qualità della vista dello spettatore, la qualità stessa del TV, il livello di luminosità ambientale, la presenza o meno di riflessi sullo schermo, il livello di compressione video dei contenuti e, per quanto riguarda gli LCD, anche l’angolo di visione.

Ma senza impostare una giusta distanza di visione si rischia di non apprezzare al 100% il proprio investimento per un TV nuovo ed è quindi caldamente consigliato, prima di farsi trasportare dall’entusiasmo per un modello di grandi dimensioni, prendere due misure se si vogliono percepire da quella distanza tutta la definizione del TV, tutti i dettagli possibili e, di conseguenza, se si vuole godere della migliore immagine possibile con quel televisore.

Un ultimo consiglio. Visto che l’occhio umano lavora in modo più rilassato se non deve inclinarsi, per quanto riguarda l’altezza a cui posizionare il TV valgono le stesse regole dei monitor negli uffici, con il centro verticale dello schermo che deve essere allineato all’occhio dello spettatore posizionato con la testa dritta.

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