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Sono tutti d’oro i dischi che vendono?

disco d'oro

Viaggio nel disco d’oro, e non solo, all’epoca dello streaming.

Da qualche tempo ho ripreso a sentire parlare di dischi d’oro. Non so se è dovuto a una mia precedente distrazione colmata con gli ascolti degli adolescenti che popolano la casa o se è una vera e propria strategia delle case discografiche, ma sta di fatto che questa cosa è saltata fuori anche in una videochat con amici. Sfottevo una nota artista italiana e il solito amico ben informato mi diceva che il suo album aveva ottenuto il disco di platino. Da lì la domanda: quanto bisogna vendere per ottenere un disco d’oro (o un disco di platino)? E soprattutto cosa si intende per vendita nell’epoca dello streaming?

Prima di svelare i numeri di vendita e gli streaming necessari per vincere un disco d’oro facciamo un po’ di storia.

Il disco d’oro nasce negli stati uniti. Il primo ad essersene insignito fu Glenn Miller nel 1943 con “I Know Why/Chattanooga Choo Choo” ed era un 78 giri, si vinceva il disco d’oro superando un milione di copie vendute.

Sono tutti d’oro i dischi che vendono?

In Italia il disco d’oro arrivò nel dopoguerra e anche da noi per vincerlo bisognava vendere un milione di copie. Il primo artista ad esserne insignito fu Natalino Otto con il brano “Non dimenticar”. Poi i tempi cambiarono e il mercato anche e nel 1975 per vincere un disco d’oro bisognava vendere 500.000 copie per i 45 giri e 300.000 per gli LP. Scelta corretta, visto che nel mercato italiano per vedere un LP raggiungere il milione di copie si sarebbe dovuto aspettare fino al 1982 con il trionfo di Franco Battiato e il suo stupendo “La voce del padrone”.

Sono tutti d’oro i dischi che vendono?

Dal ’75 in poi le quantità sono scese e cambiate anche a seconda dei supporti fisici. Oggi la situazione dei premi per le vendite di singoli e album è la seguente:

Album

Disco d’ORO oltre le 25.000 copie, Disco di PLATINO oltre le 50.000 copie. Poi ogni 50.000 copie si raddoppia, si triplica, ecc. fino ad arrivare al Disco di DIAMANTE al superamento delle 500.000 vendite.

Singoli

Disco d’ORO oltre le 35.000 copie, Disco di PLATINO oltre le 70.000 copie, poi a multipli di 70.000 copie si ha il doppio disco, il triplo ecc. fino ad arrivare al Disco di DIAMANTE al superamento delle 700.000 vendite.

Questi sono i dati della Federazione Industria Musicale Italiana che dal 1°gennaio 2009/2010 ufficializza le certificazioni di vendita di ogni singola registrazione musicale pubblicata e venduta in Italia. Nel sito fimi.it si possono vedere la metodologia applicata e le certificazioni.

Ma con i supporti fisici (vinili, CD e nastri) era relativamente semplice contarne le vendite, ma come funziona adesso tra download e ascolti in streaming che si aggiungono al rinato vinile e al sempre più marginale CD?

I supporti fisici sono facili da contare e i download anche di più. Il problema, quindi, sono gli ascolti in streaming. Prima scrematura sulla tipologia viene fatta sulla tipologia di ascolti: contano solo gli ascolti in abbonamento, per intenderci se ascoltate una canzone gratis su YouTube (esiste anche YouTube Music a pagamento) o su Spotify con la pubblicità (Spotify offre un servizio gratuito con pubblicità e con limitazioni) le vostre orecchie non contano. Il principio mi sembra buono, se ami la musica – poco o tanto – la devi pagare, gli artisti non vivono d’aria e non mi riferisco a quelli che i dischi d’oro li collezionano ma a tutti i musicisti, spesso invisibili, che fanno della loro arte un mestiere, ma questa è un’altra storia.

Sono tutti d’oro i dischi che vendono?

Gli ascolti vengono dunque valutati nel seguente modo: 130 ascolti fanno un download, cioè contano come un acquisto. Così facendo due conti per essere insigniti del disco d’oro per gli album:

Disco d’Oro = 25.000 = Qtà vendita download + Qtà vendita supporti + Qta ascolti /130

Per vincere un disco d’oro con i soli ascolti ne servono 3.250.000 (25.000 x 130) effettuati con abbonamenti a pagamento, mentre per un singolo ne servono 4.550.000 (35.000 x 130).

Ecco svelati i numeri del disco d’oro nell’era dello streaming. A me rimane la domanda se da giovane comprato un disco finivo con l’ascoltarlo “solo” 130 volte…

 

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