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Klipsch Heresy: dal model H alle Heresy IV

Heresy IV

1957-2021 : la Klipsch Heresy nelle sue varie versioni e denominazioni è tutt’altro che prossima alla pensione, anzi si è ringiovanita nel 2020 con un modello in bass reflex.

La Klipsch Heresy a 64 anni dal suo esordio fa ancora parlare di sè e non ne vuole sapere di lasciare il passo ad altri modelli.

Leggende metropolitane sulle Klipsch Heresy

Abbiamo fatto  ricerche sullo storico diffusore made in Arkansas ed alla fine di tutto ciò abbiamo creato questo mini romanzo da prendere come tale.

Paul Klipsch Credit: www.klipsch.com

Leggenda narra che nel 1957 Paul Klipsch stava buttando giù uno schizzo su un pezzo di carta (probabilmente il retro di una busta di carta). Un suo socio passandogli dietro osò rivolgersi allo scorbutico Colonnello così: “Costruire un diffusore del genere sarebbe un’eresia!“. Beh, chi l’avrebbe mai detto che uno schizzo definito eresia sarebbe stato ancora in produzione nel 2021! Inizialmente il diffusore venne chiamato semplicemente model H, solo nel 1964 la Heresy assunse questo nome. Si parla addirittura di vere e proprie discussioni andate avanti per anni alla ricerca del nome che calzasse a pennello e a quanto pare chiamare uno speaker eresia, termine tra l’altro non molto amato dai Cattolici dell’epoca per ovvi riferimenti biblici, sembrava non essere la strada giusta. Sarà andata realmente così?

In cosa consiste l’ eresia?

Siamo negli anni 50, gli amplificatori a valvole con i loro (pochi) watt imperversano e sono forse l’unica soluzione in commercio. Da lì il bisogno di diffusori estremamente efficienti e di conseguenza dagli ingombri importanti. “L’eresia delle Heresy” risiede nell’adottare un woofer a radiazione diretta piuttosto che un classico caricamento a tromba.

Perchè scegliere le Heresy?

Iniziamo col dire che nel 1957 la gente era abituata alle Klipsch Horn e se oggi un diffusore come le Heresy viene considerato ingombrante dalle nostre consorti, all’epoca per dimensioni era paragonabile ad una sorta di Devialet moderno, altra grande innovazione era il fatto di essere un diffusore da non dover collocare agli angoli delle pareti. Inoltre, consentivano e consentono tutt’ora di entrare nel mondo Heritage di Klipsch ad un costo sensibilmente più basso degli altri modelli. Non saranno complete e coerenti come le Horn ma accidenti che comodità poter mettere in salotto una libreria ad angolo e al contempo ascoltare musica senza quegli ingombranti monoliti (le Horn).

Una coppia di Heresy vintage
Fonte: Audiocostruzioni

Possiamo affermare con certezza che che già all’epoca, il fattore waf si faceva sentire. Poi ci fu anche chi utilizzò le nostre amate Heresy come canale centrale da mettere tra le Horn, giusto per non farsi mancare nulla o chi le utilizzò per sonorizzare i locali di una chiesa.  Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e come ogni oggetto di successo ha tanti ammiratori e diversi detrattori. Il motivo? ovviamente il suono. Se da alcuni viene ritenuto enfatizzato sulle frequenze medio alte e deficitario sulle basse, da altri viene invece considerato trasparente ed emotivamente coinvolgente. Di certo, alcune accoppiate storiche, come quella con il coevo Sugden A21 o ancora con Mcintosh C22 e 275, sono esempi di vintage intramontabile. Tanto intramontabile che a distanza di più di mezzo secolo sono ancora in produzione e tengono banco tra gli appassionati di tutto il mondo.

Condotto reflex posteriore e connettori biwiring Fonte: www.kliplsch.com

Heresy IV: la rivoluzione.

Veniamo ai giorni nostri ed alla grande rivoluzione delle Heresy IV . Una delle caratteristiche storiche di questo diffusore è il caricamento del woofer in sospensione pneumatica. Nel corso degli anni abbiamo assistito a varie modifiche proposte dagli appassionati di tutto il mondo più o meno riuscite e tra queste c’era appunto la modifica del tipo di caricamento del woofer. A dire il vero la stessa Klipsch, in ambito professionale, sfornò alcuni anni fa un modello denominato Hip caratterizzato appunto da un caricamento in bass reflex.

La Heresy IV monta un tweeter k-107-ti da 1 pollice con diaframma in titanio caricato a tromba con sistema proprietario tractrix horn e caratterizzato da un nuovo rifasatore in grado di migliorare la precisione e la dispersione delle alte frequenze. Il midrange k-702 da 1,75 pollici sempre con sistema di caricamento a tromba tractrix k-704, offre una gamma media naturale caratterizzata da buone doti di dispersione. Il woofer k-28-e da è da 12 pollici ed adotta una membrana in fibra. La grande novità è il caricamento in bass reflex con sbocco sul pannello posteriore dotato di geometria tractrix . Facendo un rapido confronto con le Heresy III la cosa che balza subito all’occhio è l’incremento delle basse frequenze. Difatti se il precedente modello dichiarava una risposta in frequenza 58Hz-20Khz, l’attuale modello dichiara 48Hz-20Khz in entrambi i casi a +/- 4 db.

Conclusioni e riflessioni

Se da un punto di vista tecnico la scelta del caricamento in bass reflex può avere le sue ragioni, ci interroghiamo sulla reazione degli appassionati tradizionalisti/integralisti del marchio. Ci permettiamo di chiudere con un paragone automobilistico. Se BMW ha dotato alcuni nuovi modelli di trazione anteriore, anche Klipsch sarà padrona di produrre una Heresy in bass reflex. Chissà, magari i nostri figli, tra altri cinquant’anni, si troveranno a discutere di quell’ulteriore geniale tuning che ha permesso a questo diffusore di segnare un nuovo step che consentirà alla Heresy di segnare un ulteriore record di longevità.

Buoni ascolti a tutti.

Klipsch Heresy IV Fonte: www.klipsch.com

 

 

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