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Audio Decadence: come rimanere fedeli alla propria passione per l’Hi-Fi

Dura la vita dell’audiofilo, perennemente rapito dal vortice delle immancabili scelte che devono ciclicamente essere fatte al fine di garantirsi risultati sonori di rilievo, ciò malgrado, egli insiste nel percorrere un faticoso cammino che non è detto porti necessariamente alla vittoria.

Ché a dire il vero, almeno messa in tal modo, la passione per l’Hi-Fi appare complessa e destinata esclusivamente a coloro i quali – baciati dalla fortuna e dal destino – possono permettersi esclusivi e costosi impianti da sogno negati ai comuni mortali.

D’altronde è noto, molto spesso la via del successo è disseminata di ostacoli e prove da superare che però, laddove si riesca a superare di slancio l’impasse, portano a soddisfazione (quasi) certa sebbene non sempre bassi siano i costi da sostenere.

Costi che non sono necessariamente ed esclusivamente economici, piuttosto, non è raro che sia la mente a subire il maggiore impatto di una visione che lascia (intra)vedere – oltre che il nero infra-strumentale come ama dire qualcuno – un lontano traguardo il cui raggiungimento rappresenta il coronamento di un lungo impegno da parte dell’appassionato di Alta Fedeltà.


Un impegno fatto di ore ed ore di lettura di articoli tecnici che tentano di chiarire un universo complesso e variegato cui si aggiungono – non fossero sufficienti i numerosi dubbi generati dalle altrettante e più o meno consistenti filosofie di carattere tecnico – le molteplici ed immancabili fiabesche narrazioni (talvolta oscure) a sostegno di fantasiosi teoremi in grado di generare ansia da prestazione, letteralmente.

Come uscirne? Non certo lasciando andare tutto in malora, ovvero ritraendosi da quello che potrebbe apparire un contesto fatto di sottili equilibrismi (più che equilibri) sempre pronti a far cadere l’ardito appassionato che osa camminare sul debole filo della passione per l’Hi-Fi.

Non è questo il sistema giusto per sottrarsi a quella che molti vivono come una minaccia, un’ombra che incombe sulla passione oscurando quanto di buono è possibile estrarre dal contesto; e badate che non si tratta solo di riferirsi all’ambito dell’Alta Fedeltà, qualsiasi contesto nasconde in partenza aspetti che a seconda dell’interpretazione possono fornire ampio spunto e dare luogo a situazioni che non dovrebbero minimamente crearsi.

La prima ed immancabile prova sarà quella di comprendere cosa esattamente serva per mettere insieme un sistema audio, ovvero cosa sia necessario effettivamente acquistare (soprattutto quanto spendere!) al fine di dotarsi di elettroniche in grado di farci godere i migliori aspetti dell’Hi-Fi di qualità, una delle domande letteralmente esistenziali che il neo-appassionato prima o poi si troverà a dover rispondere.

Una per tutte: analogico o digitale?

Anche qui occorre fare attenzione perché la risposta potrebbe essere insita, almeno al giorno d’oggi, dove la praticità d’uso è messa al primo posto per cui – direi necessariamente – potrebbe essere il digitale (in tutte le sue emanazioni) a spuntarla, proprio a causa della sua innata disponibilità alla praticità d’uso.

In merito al sistema analogico va detto che al momento sono sostanzialmente due le scuole di pensiero puntualmente seguite: quella che lo vede come moda estemporanea cui talvolta si riferiscono i fighetti (sic!) – sostanzialmente qualcosa che fa più arredo che altro – oppure quale sistema oramai obsoleto e da boomer che non merita più di tanto essendo considerato intrinsecamente debole il principio di funzionamento nei confronti del digitale, ritenuto maggiormente prestante in molti degli aspetti nei quali proprio l’analogico peccherebbe: segnatamente risposta in frequenza, rapporto s/n e dinamica.

Il tenue lucore dei dispositivi termoionici è sovente irresistibile richiamo per qualsiasi appassionato di Hi-Fi

 

L’amplificazione dal canto suo, attualmente fa ampio uso di elementi termoionici anche in sistemi economici che non costringono a far sanguinare il portafoglio, non fosse altro che per il fatto che sono ritenuti comunemente dispositivi “ben suonanti in assoluto” (e qui sta l’errore) degni del massimo rispetto in ossequio all’audio-pensiero più evoluto (?).

Circa i diffusori, abbiamo più volte constatato come sia possibile dotarsi di elettroacustiche in grado di dare piena soddisfazione all’ascolto, capaci di fornire un’estesa risposta in basso – non date retta a coloro che vi raccontano che i bassi contaminano la purezza del segnale, le basse frequenze sono letteralmente essenziali! – ben comportandosi anche con generi difficili come la musica classica e dimensioni non necessariamente pari a quelle di un piccolo armadio; in ogni caso le leggi della fisica non sono aggirabili, pertanto, attendersi i 25Hz flat da un piccolo woofer rimane pura fantasia.

Se desiderate prestazioni in bassa frequenza degne di nome, dovete necessariamente scegliere diffusori ben dotati

 

Pertanto, è assolutamente necessario che passi il concetto di qualità mediamente disponibile per chiunque si avvicini a questa bella passione pur non investendo cifre assurde (e spesso assolutamente inutili) per dotarsi di un sistema destinato alla riproduzione della musica, che a quanto pare sono finiti i tempi dell’Hi-Fi Esoterica – quanti pollastri ha spennato non avete idea!! – e quello che oggi si prende anche con soli 1000 euro è lontanissimo da ciò cui si poteva legittimamente aspirare qualche decina di anni addietro.

Di una cosa ci rendiamo in ogni caso perfettamente conto, ovvero di come certamente non sia semplice correlare l’indubbia qualità tecnica espressa da molte elettroniche con la qualità spesso bassa delle proposte musicali reperibili in giro, due mondi che a volte paiono in evidente contrasto: pur detto col massimo rispetto, mettere insieme un sistema per ascoltare generi musicali come il trap o il pop più consumistico appare “concettualmente” in netta antitesi con l’Hi-Fi propriamente detta.

Motivo per cui, pur pienamente consapevoli di come determinati contesti siano concretamente poco avvicinabili e/o potenzialmente aderenti a quell’idea di qualità che la passione per l’Hi-Fi impone, noi insistiamo nel richiamare il concetto di qualità, le cose belle non vanno mai buttate via.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

 

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