La storia dell’iconico giradischi Linn Sondek LP12, dall’origine del subchassis fino alle evoluzioni più recenti del 2026 tra upgrade iconici, filosofia progettuale e innovazione senza compromessi
Pochissimi componenti hi-fi possono vantare uno status paragonabile a quello del Linn Sondek LP12. Approdato sul mercato nel 1973 e mai uscito di produzione da allora, questo giradischi scozzese non smette di far sognare gli amanti del vinile (anche per il suo prezzo “esoso”) e ne parliamo oggi perché a gennaio 2026 riceverà uno degli aggiornamenti più significativi della sua lunga e onorata carriera.
Per comprendere davvero il successo del Sondek LP12, oggi disponibile nelle versioni Majik, Selekt e Klimax (la top di gamma), è però necessario fare un passo indietro, fino alle radici del principio costruttivo su cui si basa. Il concetto di subchassis sospeso non nasce in realtà in casa Linn, ma negli Stati Uniti degli anni ’60 con il giradischi Acoustic Research AR-XA, che introdusse per primo l’idea di separare fisicamente motore e telaio dal piatto e dal braccio, montando questi ultimi su una struttura flottante e disaccoppiata. L’obiettivo era ridurre l’influenza delle risonanze interne ed esterne sulla lettura del solco, ponendo inoltre grande enfasi sulla qualità del cuscinetto centrale più che sulla potenza del motore.

Quel principio trovò una prima raffinata reinterpretazione europea nel Thorens TD-150 del 1965 e successivamente ispirò l’Ariston RD11 del 1971. Partendo proprio da questo modello, dopo un’intricata serie di collaborazioni, la futura Linn ridisegna il gruppo di rotazione con un perno a punta arrotondata che eliminava la sfera d’acciaio tradizionale riducendo sensibilmente il rumble.
Quella soluzione era talmente efficace da meritare un brevetto. Nel febbraio del 1973, nacque ufficialmente Linn Products Ltd. e con essa il Sondek LP12, che impose una visione precisa del suono sintetizzata nel celebre slogan If it sounds better, it is better. Un approccio che ribaltava la gerarchia tradizionale dell’impianto hi-fi, ponendo la sorgente al centro di tutto.
Da quel momento iniziò una sequenza pressoché ininterrotta di perfezionamenti. Nei primi anni ’70, molte modifiche vennero introdotte senza clamore, ma alla fine del decennio Linn iniziò a strutturare il concetto di upgrade come parte integrante del prodotto. Il Nirvana Kit, che migliorava sospensioni e smorzamento, e il braccio Ittok LVII segnarono un cambio di passo, mentre negli anni ’80 arrivò Valhalla, prima alimentazione elettronica interna per il controllo della velocità, seguita dall’Ekos, braccio di riferimento ricavato da un unico blocco di alluminio.

Gli anni Novanta furono altrettanto cruciali. Lingo portò il controllo della velocità su un livello superiore e rese finalmente agevole l’uso dei 45 giri. Il kit cuscinetti Cirkus, introdotto nel 1993, rappresentò uno degli upgrade più determinanti di sempre, tanto che rimase lo standard per quasi trent’anni fino all’arrivo del cuscinetto Karousel. In questo periodo, l’LP12 iniziò a costruire la sua fama di “giradischi per la vita”, capace di crescere insieme all’impianto del proprietario.
Dopo il 2000 Linn accelerò ulteriormente. Il Keel, subchassis monolitico fresato dal pieno, segnò una svolta epocale per rigidità e controllo delle risonanze, dando origine alle prime configurazioni Klimax LP12 complete. Radikal introdusse il motore in corrente continua e un’alimentazione esterna di livello assoluto, mentre Urika spostò l’attenzione anche sul dominio elettrico, portando la preamplificazione phono direttamente a bordo del subchassis per ridurre al minimo interferenze e perdite.

Nel decennio successivo Linn ampliò la gamma di bracci, testine e subchassis intermedi, culminando nel 2018 con l’Urika II. La scelta di digitalizzare il segnale immediatamente dopo il braccio fu accolta con scetticismo dai puristi, ma rispondeva a una logica tecnica precisa, ovvero sfruttare la precisione del DSP per la correzione RIAA e rendere il segnale immune da rumore e disadattamenti elettrici. Negli ultimi anni, l’LP12 ha continuato a evolversi con una rapidità sorprendente. Nuove versioni di cuscinetti, basi, alimentazioni, bracci e testine hanno consolidato una gamma estremamente modulare.
Le novità previste per gennaio 2026 rappresentano un ulteriore passo avanti per l’imminente upgrade del modello top di gamma Klimax LP12, la cui versione odierna completa supera abbondantemente i 30.000 euro. Il nuovo subchassis Keel SE promette una rigidità e un bilanciamento senza precedenti, mentre l’alimentatore Radikal 2 migliora ulteriormente isolamento meccanico ed elettrico. Ma la vera sorpresa è il plinto Bedrok, prima reinterpretazione ufficiale della storica cornice in legno. Realizzata con strati di faggio disposti ortogonalmente e compressi ad alta pressione, secondo Linn questa struttura è più densa, più stabile e molto meno sensibile alle risonanze rispetto al passato.
Originariamente sviluppato per l’edizione celebrativa dei 50 anni disegnata con il contributo di Jony Ive, Bedrok è ora disponibile come upgrade separato, a dimostrazione di quanto Linn continui a considerare l’LP12 come una piattaforma viva e in continuo mutamento. Non a caso, tutti i Sondek costruiti dal 1973 a oggi sono ancora riparabili, ogni componente è disponibile a catalogo e ogni aggiornamento può essere applicato retroattivamente. Una continuità rara che spiega meglio di qualsiasi slogan perché, dopo 52 anni e innumerevoli versioni, il Linn Sondek LP12 sia (oltre che un classico assoluto) un riferimento ancora pienamente contemporaneo.
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