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La lenta ma inesorabile agonia dei CD negli USA

La lenta ma inesorabile agonia dei CD negli USA

I nuovi dati della RIAA riferiti alla prima metà dell’anno lasciano pochi dubbi sulla crisi di vendite di CD. Aumentano invece vinili e streaming.

Che stia arrivando lentamente (ma inesorabilmente) il de profundis per i CD Audio? Sembra questo il destino che pare toccherà al successore del vinile almeno negli USA, con gli ultimi dati della RIAA (Recording Industry Association of America) che lasciano pochi dubbi sul precario stato di salute dei CD negli Stati Uniti.

Il nuovo report, che ha preso in esame i primi sei mesi dell’anno, ha infatti certificato vendite di CD per un ricavo di 245 milioni di dollari, contro i 420 milioni di dollari nello stesso periodo di un anno fa. In dodici mesi insomma le vendite di CD negli USA hanno lasciato sul terreno 175 milioni di dollari, ovvero il 41,5% degli introiti della prima metà del 2017.

Ancora peggio con i numeri dei CD venduti, passati da 35 milioni di unità nei primi sei mesi del 2017 ai 18,6 milioni tra gennaio e giugno di quest’anno, mentre i vinili sono aumentati da 7,2 a 8,12 milioni. Una vera e propria debacle per il dischetto digitale che però (e per fortuna) non ha toccato l’intero mercato musicale americano.

La lenta ma inesorabile agonia dei CD negli USA

Se infatti si tengono conto degli introiti dell’intera industria discografica, e quindi anche dei vinili e soprattutto della musica in streaming o comunque acquistata in formato liquido-digitale, i primi sei mesi dell’anno hanno visto guadagni per 4,6 miliardi di dollari (di cui 2,5 miliardi derivanti dagli abbonamenti a servizi come Spotify, Apple Music e Tidal), contro i 4,2 miliardi di un anno fa e i 3,5 miliardi della prima metà del 2016.

Anche se gli USA rappresentano solo una parte del mercato discografico mondiale (ma certamente maggioritaria), è indubbio come i CD stiano perdendo sempre più appeal e interessino sempre meno utenti. Gli appassionati oltranzisti del supporto fisico puntano ormai sul vinile, mentre i più giovani vanno direttamente verso lo streaming, lasciando quindi l’acquisto di CD a una parte sempre più risicata. Anche perché, con un simile trend, nella prima metà del 2019 potremmo assistere a un ulteriore calo di vendite, che potrebbero benissimo scendere sotto quota 10 milioni di CD. Cosa letteralmente impensabile fino a una decina di anni fa.

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