È noto che ascoltare musica può essere finanche terapeutico, il che sottolinea la stretta correlazione tra l’ascolto e le emozioni da questo derivate, non molto diverso dalle immagini di un film, dove ciò che osserviamo si trasforma magicamente nelle sensazioni che proviamo dentro di noi.
E non è affatto semplice trasmettere emozioni, tutt’altro, occorre toccare le giuste corde dell’animo affinché queste risuonino in perfetta armonia con la melodia che raggiunge le nostre più che abusate orecchie.
Avvezzo a suoni sgraziati, bersagliato da un elevato quantitativo di rumore più che da delicate armonie, il nostro povero udito è fin troppo spesso involontaria vittima del suo essere naturalmente “sempre attivo e privo di auto-muting”, circostanza che molte volte sarebbe davvero utile al fine di evitare di ricevere inopportuni e poco desiderati segnali, soprattutto verbali!

Ciò non di meno, questa sorta di palestra è però utilissima, rende il nostro udito perfettamente pronto a riconoscere le differenze – sovente abissali – in termini di qualità sonora, anche quando siamo distratti o pensiamo a tutt’altro: si definisce ascolto selettivo.
Ed è esattamente ciò che fa un appassionato di Alta Fedeltà allorquando si dedica all’ascolto del suo artista prediletto, circostanza nella quale è perfettamente capace di enucleare il suono dello strumento preferito seguendone l’andamento pur essendo questo immerso in un amalgama sonoro che potrebbe renderlo identificabile con qualche difficoltà.
A pensarci bene, si tratta della stessa identica pratica messa in atto dal musicista, laddove in un ensemble più o meno numeroso, egli riesce comunque ad ascoltare sé stesso eseguendo la propria parte e restando talvolta apparentemente in ombra, in realtà sta solamente concedendo il giusto spazio ai suoi sodali – è questo il reale segreto dei grandi! – il che manifesta rispetto e correttezza verso di essi.
Un ascolto coinvolgente, che solleciti le nostre emozioni e ci conduca in un viaggio mentale dove fantasia ed emozioni si intrecciano in un infinito continuum fatto di virtuosismo strumentale e composizioni degne di nota, ha bisogno di in mezzo opportuno, di un sistema in grado di veicolare nel giusto modo quanto appena descritto.

Può suonare poetico ed esagerato, ma solamente chi apprezza la musica a prescindere dalle infinite tecno-battaglie portate avanti con fin troppa veemenza riesce nello scopo, gli altri fanno fatica, concentrati come sono nello spaccare il capello in quattro – spesso anche in otto, il che rende le cose ancora più complesse – nel tentativo di leggere sempre di più tra le righe di un complesso e sovente inafferrabile schema.
Che poi, a ben pensarci, siamo giunti ad un livello tecnologico tale mediante il quale è concretamente possibile realizzare un sistema eccellentemente suonante senza davvero veder collassare il conto in banca; sufficiente pensare a tale proposito a Fosi Audio i cui prodotti – mediamente ottimi – raggiungono talvolta un livello inaspettato, come ad esempio con il DAC ZD3 da noi recentemente testato con eccellenti risultati ad un costo in concreto più che conveniente.
Chi si avvicina solo adesso a questa bellissima passione, è molto probabile che non conosca certe dinamiche del passato, dove elettroniche tutto sommato normalissime erano spacciate per la quintessenza della qualità sonora con la benedizione di qualcuno che lo faceva diventare il best-buy del momento.
Ne abbiamo prese un po’ tutti di fregature a dar retta a certi fenomeni del settore, personaggi che hanno sfruttato la fiducia concessagli dal loro essere famosi ed accreditati, perfino spocchiosi ma comunque amati in una sorta di perversa sindrome di Stoccolma, beceri guardiani del libero pensiero (altrui) sempre pronti ad ammonire chi non la vedesse nello stesso modo.

Per fortuna l’odierno pubblico degli appassionati di Alta Fedeltà è molto meno (ben) disposto a farsi menare per il naso – e meno male, aggiungiamo noi – sebbene qualche adepto del verbo assoluto (e quasi puntualmente smentito) resti immancabilmente disponibile a fare da baluardo; altresì vero che esistono soggetti un po’ troppo creduloni ed insicuri, perennemente in cerca di conferme specialmente sui forum, un luogo potenzialmente molto pericoloso dove chiunque può dire la sua, non sempre in modo autorevole, più spesso autoreferenziale.
Fantastica la passione per l’Alta Fedeltà, fatta di quella sottile ricerca della qualità in grado di apportare emozioni sempre più tangibili, purché non sia contaminata da processi mentali alieni e frastornanti potenzialmente capaci di rovinare il bello di quello che in fondo – per quanto alcuni si comportino come si trattasse di questioni di vita o di morte – è e rimane un bellissimo gioco.
Come al solito, ottimi ascolti!!!
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