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Qobuz Connect alla prova: lo streaming in alta fedeltà che cattura

QOBUZ

Negli ultimi anni, lo streaming musicale ad alta fedeltà ha conosciuto un’evoluzione straordinaria, trasformando il modo in cui gli audiofili ascoltano la musica. Oggi approfondiamo l’utilizzo di Qobuz Connect e valutiamo le possibili alternative.

Servizi come Tidal e Qobuz si contendono il primato tra gli appassionati più esigenti, offrendo audio lossless e ad alta risoluzione. Tuttavia, la concorrenza non manca: Spotify, pur dominando il mercato consumer, non ha mai mantenuto la promessa di una versione Hi-Res, lasciando insoddisfatti gli audiofili. Apple Music ha fatto passi avanti includendo audio lossless e Hi-Res fino a 24-bit/192 kHz; ma la sua tecnologia AirPlay 2 (nonostante il supporto teorico fino a 24-bit/48 kHz) non sempre risulta consistente, comprimendo il flusso wireless a 256kbps AAC (lossy) per servizi come Apple Music, deludendo chi cerca vera fedeltà audio. Amazon Music Unlimited, pur supportando audio Hi-Res fino a 24-bit/192 kHz, manca di una modalità “Connect” proprietaria, costringendo gli utenti a protocolli come Alexa Cast o Chromecast, che non sempre garantiscono la qualità Hi-Res attraverso l’app nativa.

In questo scenario, Qobuz si distingue per il suo impegno verso l’audio puro, offrendo streaming in FLAC fino a 24-bit/192 kHz e un catalogo raffinato, particolarmente apprezzato dagli amanti di jazz e musica classica. Tuttavia, un limite persiste: l’assenza di una modalità “Connect” proprietaria, paragonabile al rinomato Tidal Connect, ha finora costretto gli utenti a ricorrere all’utilizzo di app di terze parti. Se vuoi fare un passo indietro e scoprire come Logitech ha plasmato l’evoluzione dello streaming musicale, dal leggendario Squeezebox ai moderni dispositivi di rete, leggi qui il nostro articolo: 25 anni di Streaming: dal primo Squeezebox ai moderni dispositivi di rete

Proviamo in anteprima la versione in beta di Qobuz Connect

Da circa due settimane, la nostra redazione sta testando la versione beta del tanto atteso Qobuz Connect. Esploriamo i vantaggi di questa tecnologia e il suo potenziale nel trasformare l’ascolto, offrendo agli amanti della musica di alta qualità la migliore esperienza possibile.


In cosa consiste la tecnologia Connect e perché dovrebbe essere preferibile rispetto all’utilizzo di un’app di terze parti fornita dal produttore dello streamer?

La tecnologia Connect consente di controllare la riproduzione musicale su dispositivi compatibili (streamer di rete, altoparlanti, amplificatori) direttamente dall’app del servizio di streaming, supportando la massima qualità disponibile, (fino a 24-bit/192 kHz) con un’esperienza d’ascolto curata ed immersiva.

Qobuz (beta) per iOS

Abbiamo installato in anteprima l’app beta di Qobuz (v. 8.99), – disponibile per iOS, Android, Windows e macOS – su un iPad per testarne le funzionalità, esplorando in prima persona le potenzialità di Qobuz Connect in un contesto reale. L’app si distingue per la sua eccellente realizzazione, offrendo un’interfaccia raffinata e intuitiva, tra le migliori per navigabilità e reattività. La funzione Connect consente di controllare la riproduzione su dispositivi Hi-Fi con una fluidità impeccabile, garantendo un’esperienza d’ascolto coinvolgente e senza interruzioni, perfetta per gli audiofili più esigenti. Per collegarla a un dispositivo compatibile, è sufficiente accedere al menu Connect e selezionare il dispositivo desiderato. Nel nostro test, abbiamo utilizzato un Auralic Aries S1, ottenendo una connessione rapida e stabile. Sono stati fatti diversi test di riproduzione, includendo anche brani a 24-bit/192 kHz che sono stati riprodotti con una qualità eccellente e senza artefatti. La selezione di un brano avvia la riproduzione in modo rapido e fluido, con un passaggio tra i brani pressoché immediato. Unica nota: la mancanza dei classici tasti < > che vengono sostituiti da una più moderna “gesture” di swipe per passare al brano successivo o precedente.

Musica su misura

Le playlist, organizzate in categorie come jazz, classica o novità, sono curate con attenzione e facilmente accessibili, semplificando la scoperta musicale. My Weekly Q sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale per proporre una selezione personalizzata di brani, adattata ai gusti dell’utente e aggiornata settimanalmente, garantendo scoperte musicali in alta risoluzione. La coda d’ascolto e la cronologia sono gestite separatamente, permettendo di tenere traccia dei brani riprodotti senza che le modifiche alla coda influiscano sullo storico, una funzione ideale per chi ama esplorare e rivisitare la propria musica preferita.

Oltre lo streaming

Qobuz Magazine e Qobuz Club arricchiscono l’esperienza, trasformandola in molto più di un semplice servizio di streaming. Il Magazine offre notizie musicali, interviste approfondite e articoli curati, invitando gli utenti a esplorare il catalogo come in un negozio virtuale di dischi, con suggerimenti e playlist in alta risoluzione. Collegato al Magazine, il Qobuz Club crea una vivace community dove è possibile discutere di musica, condividere raccomandazioni e accedere a contenuti esclusivi, rafforzando il senso di appartenenza a un mondo dedicato agli amanti della musica.

Quali sono le limitazioni?

L’app di Qobuz con funzione Connect, è ancora in fase beta, e di conseguenza non ancora disponibile al pubblico, ma l’eccellente qualità emersa dai nostri test lascia presagire un rilascio ufficiale imminente. Tuttavia, alcune limitazioni meritano attenzione. In primo luogo, Qobuz Connect è compatibile solo con dispositivi certificati, come l’Auralic Aries S1 utilizzato nella nostra prova, oltre a modelli di marchi come WiiM e Naim coinvolti anche loro nel programma beta. Questo potrebbe escludere streamer o sistemi Hi-Fi meno recenti o non supportati. Ricordiamo che la beta è disponibile per iOS, Android, Windows e macOS, con alcune differenze tra le versioni mobile e tablet e quelle desktop. Inoltre, Connect richiede una connessione Wi-Fi o Ethernet stabile per lo streaming in alta risoluzione. Per quanto riguarda la gestione dei file locali, l’app consente il download di brani dalla piattaforma Qobuz per l’ascolto offline, ma non supporta la riproduzione di file personali archiviati su SSD o NAS, una lacuna significativa per gli audiofili con ampie librerie locali. Con la versione finale, Qobuz potrebbe ampliare la compatibilità e introdurre nuove funzionalità per superare queste restrizioni.

Come orientarsi allora nella scelta?

App native con tecnologia Connect: La scelta ideale per qualità e semplicità

Per chi cerca la massima qualità audio e un’esperienza utente fluida, le app native dei servizi di streaming con funzionalità Connect (come Tidal Connect e l’atteso Qobuz Connect) rappresentano la soluzione ottimale. Queste tecnologie consentono di controllare la riproduzione su dispositivi compatibili (streamer, altoparlanti, amplificatori) direttamente dall’app del servizio, trasmettendo audio lossless o Hi-Res (fino a 24-bit/192 kHz) senza compromessi. L’interfaccia intuitiva e l’accesso diretto al catalogo rendono l’ascolto un piacere, ideale per gli audiofili che privilegiano la fedeltà sonora.

E se volessi accedere a una libreria locale di piccole o medie dimensioni sul mio SSD?

Nessun problema: le app proprietarie fornite dai produttori di streamer (es. Matrix Audio, Lumin, Auralic, WiiM) sono la scelta perfetta. Queste app non solo consentono di riprodurre file locali memorizzati su un SSD o NAS, ma sono indispensabili per accedere alle funzionalità specifiche dello streamer e configurarlo correttamente. Pur non offrendo la stessa integrazione nativa dei servizi di streaming, garantiscono un controllo completo e un’esperienza affidabile per chi combina streaming e file locali.

E se la mia collezione di file locali fosse grande?

Per gli audiofili con librerie locali estese, un software come Roon è la soluzione più avanzata. Roon eccelle nella gestione di grandi collezioni musicali, offrendo funzionalità come l’organizzazione intelligente, il tagging avanzato, e l’integrazione di servizi di streaming (es. Tidal e Qobuz) con i file locali. Tuttavia, questa potenza ha un costo: una licenza Roon costa circa €14,99/mese o €829,99 per l’acquisto a vita (prezzi indicativi al 2025) e richiede un hardware dedicato dove far girare Roon Server (es. un PC o un NAS ottimizzato). Esempio: Nucleus One €603,95

E se la tecnologia “Connect” non fosse disponibile per il mio streamer, ma volessi comunque usare l’app nativa anche con applicazioni come Apple Music, ma con la massima qualità possibile?

Se il tuo dispositivo non supporta una tecnologia Connect, ma desideri preservare l’esperienza dell’app nativa e la qualità audio Hi-Res, esiste una soluzione: Lightning Cast. Sviluppato da Auralic come protocollo open-source, Lightning Cast rappresenta un’alternativa innovativa per lo streaming ad alta risoluzione, attualmente disponibile solo su dispositivi Android. Questo protocollo consente di trasmettere audio Hi-Res superando le limitazioni di protocolli standard. Grazie alla sua natura open-source, Lightning Cast ha il potenziale per ridurre la dipendenza dai sistemi Connect proprietari, favorendo una maggiore interoperabilità. Tuttavia, la sua installazione complessa e l’adozione limitata, attualmente circoscritta principalmente ai dispositivi Auralic, ne restringono l’utilizzo. Con una futura espansione della compatibilità, Lightning Cast potrebbe diventare una soluzione di riferimento per gli audiofili.

Qobuz Connect: l’Hi-Fi del Domani

Con Qobuz Connect, attualmente in fase beta, Qobuz si candida a ridefinire lo streaming musicale ad alta fedeltà, unendo qualità sonora senza compromessi, semplicità d’uso e un’integrazione impeccabile con sistemi Hi-Fi. La velocità e l’intuitività dell’app promettono un’esperienza d’ascolto coinvolgente, mentre funzionalità come Qobuz Magazine, Qobuz Club e My Weekly Q arricchiscono il viaggio musicale con contenuti curati e una community vibrante. Ma il potenziale di Qobuz non si ferma qui. Guardando al futuro, aziende come Qobuz potrebbero sfruttare l’intelligenza artificiale per rivoluzionare ulteriormente l’esperienza audiofila: algoritmi avanzati di raccomandazione musicale, capaci di analizzare non solo i gusti dell’utente ma anche le caratteristiche acustiche dei brani (come dinamica o timbro), potrebbero creare playlist ultra-personalizzate. Inoltre, l’IA potrebbe ottimizzare in tempo reale la resa sonora in base all’equipaggiamento Hi-Fi utilizzato, garantendo un ascolto sempre perfetto. Con Qobuz Connect e l’innovazione tecnologica all’orizzonte, il futuro dell’Hi-Fi è pronto a catturare il cuore di ogni appassionato di musica.

Avete uno streamer compatibile e volete candidarvi anche voi a provare Qobuz Connect beta? Potete farlo qui.

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