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Smettere di ascoltare i CD? Mai e poi mai

ascoltare i cd

Le vendite saranno pure in calo e non sono certo più cool come trent’anni fa, ma i CD rimangono un supporto fisico ancora attualissimo per godersi la musica al meglio

Il nostro recente articolo sui lettori CD di fascia media è stato tra quelli più condivisi sulla nostra pagina Facebook nel mese di giugno, segno che c’è ancora molto interesse verso questo supporto fisico dato ormai per spacciato da molti appassionati. In effetti, tra lo streaming imperante e il revival dei vinili, i livelli di vendita dei CD fatti registrare a inizi anni 2000 sembrano ormai un lontanissimo e vaghissimo ricordo.

Nonostante ciò aspetterei a dare per morto e sepolto il CD, non solo perché moltissimi di noi hanno già in casa corpose collezioni di dischetti argentati, ma anche perché ascoltare i CD riesce a dare enormi soddisfazioni anche nel 2021 inoltrato, quasi quarant’anni dopo l’arrivo sul mercato di questo amatissimo supporto musicale. Ecco allora i motivi per cui vale ancora la pena acquistare e ascoltare i CD, tenendo in considerazione non tanto questioni di qualità audio rispetto ai vinili (che rimangono sempre molto soggettive) o allo streaming (ormai solo Spotify non ha un’opzione lossless), quanto più aspetti più pratici e “sentimentali”.

Prezzi convenienti… e si possono rivendere

Sia che si parli di novità (soprattutto rispetto ai ben più costosi vinili), sia che si vada a spulciare nell’usato, i CD nel 2021 hanno prezzi molto convenienti (verrebbe quasi da dire che ormai “ce li tirano dietro”). Su eBay si possono trovare intere collezioni all’equivalente di 2-3 euro a CD e anche nei pochi negozi di dischi rimasti i CD usati si acquistano tranquillamente anche a 5-6 euro l’uno. E se proprio volete disfarvi di parte della vostra collezione di CD, potete farlo tranquillamente e guadagnare pure qualcosina, a differenza dello streaming e del download di file audio che invece non permettono la rivendita e per i quali il termine usato non ha alcun senso.

SACD vs LP

 

Una questione di catalogo

Sembra impossibile viste le librerie sterminate dei servizi di streaming con decine di milioni di brani, eppure ancora oggi molti album si trovano solo su CD. Lasciando da parte il discorso dello sharing illegale, molti album usciti agli inizi degli anni 2000, quando si stampavano sempre meno copie in vinile e cassetta e la musica digitale sul modello di iTunes doveva ancora diventare un fenomeno di massa, sono ancora oggi disponibili solo su CD, sebbene il loro recupero sulle piattaforme di streaming stia procedendo a tutta velocità.

Il possesso fisico non ha prezzo

Lo stesso discorso si può fare con i vinili, che però sono molto più suscettibili allo scorrere del tempo e all’usura e necessitano di una cura maggiore per essere conservati in modo ottimale. Semplicemente i CD, che pur si possono graffiare, rovinare, perdere e diventare illeggibili dopo parecchio tempo, sono un oggetto fisico che rimarrà sempre in nostro possesso, senza quindi il rischio che le bizze di un certo artista, questioni di diritti o scadenze di accordi con etichette discografiche facciano scomparire da un giorno all’altro intere discografie su una piattaforma di streaming.

E non dimentichiamo, soprattutto se siete allergici ai backup o ai servizi di cloud storage, che un’intera libreria di file audio ospitata su un Hard Disk esterno, su un PC o su una chiavetta USB è sempre a rischio “scomparsa” nel caso il dispositivo di storage dovesse corrompersi e non funzionare più.

Lettori CD sempre più convenienti…

Non è mai bello fare di tutta l’erba un fascio, ma sempre più spesso un ottimo lettore CD odierno ha un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto a quello di un giradischi. Prendiamo per esempio un CD player come il Marantz CD6007, che con una spesa di circa 500 euro offre davvero tantissimo in termini di costruzione, meccanica di lettura e DAC pur avendo un prezzo da fascia media. Con la stessa cifra trovare un giradischi con lo stesso rapporto qualità-prezzo è molto più difficile e il discorso si fa ancora più conveniente nella fascia bassa del mercato.

… ma non ci sono solo loro

A differenza dei vinili che necessitano di un giradischi, per ascoltare i CD non serve per forza… un lettore CD. Anche un lettore DVD, Blu-ray o Ultra HD Blu-ray e un PC (desktop o laptop) con lettore ottico, per non parlare di alcune console, possono infatti riprodurre senza problemi i Compact Disc. Se quindi voleste riprendere in mano qualche vecchio Compact Disc impolverato sullo scaffale ma non avete più un player dedicato, potrete comunque ascoltare i CD con uno di questi altri dispositivi. L’unico punto debole riguarda i lettori CD portatili. Non sono del tutto scomparsi dal mercato, ma nel 90% dei casi si tratta di modelli ultraeconomici che non ispirano una grande fiducia.

marantz cd6006 06

 

Da digitale… a digitale

La pratica del CD ripping non è certo in voga come 10-15 anni fa, ma ancora oggi può tornare estremamente utile se, per sicurezza e comodità, volete trasferire tutta la vostra collezione di CD su file audio. Una funzione oggi integrata direttamente in Windows e macOS (non vi serve insomma scaricare un software aggiuntivo) e, se il vostro laptop o desktop non ha un lettore ottico integrato (cosa molto probabile se si parla di modelli recenti), potete sempre acquistarne uno USB esterno (che spesso funge anche da masterizzatore) per poche decine di euro. Anche il ripping dei vinili è possibile, ma l’intero processo è più macchinoso e meno “automatizzato”, sebbene i recenti giradischi USB abbiano semplificato un po’ il tutto.

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