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Soundbar compatte: quando lo spazio fa la differenza

soundbar compatte

Tra modelli di Yamaha, Sonos e Bose, abbiamo scelto quelle che a nostro avviso sono alcune tra le migliori soundbar compatte oggi sul mercato

Ci siamo occupati spesso di soundbar, ma mai con un focus specifico sui modelli più compatti. Una tipologia di soundbar ideale per alcuni utenti per diversi motivi, partendo dal prezzo abbordabile per finire con le dimensioni ristrette e con esigenze limitate in termini di potenza, connessioni e feature.

Sono insomma soundbar per chi si accontenta del minimo indispensabile, per chi ha un TV di dimensioni contenute e per chi vuole non vuole spendere molto ma avere comunque vantaggi sonori evidenti rispetto al tipico audio “inscatolato” di un TV di livello medio. Abbiamo così scelto quelle che a nostro avviso sono alcune tra le migliori soundbar compatte oggi sul mercato

Sonos Beam

Sonos Beam è una soundbar significativamente più compatta rispetto ai suoi fratelli più grandi. Con una lunghezza di soli 65 cm e un peso di 2,8 kg, è infatti più piccola e significativamente più leggera della Playbar. Sul retro troviamo solo un ingresso HDMI, una porta Ethernet e un pulsante per il pairing con altri diffusori Sonos. Volendo, potete montare la Sonos Beam alla parete, anche se la staffa targata Sonos costa 69 euro e non è quindi compresa nella confezione.

All’interno di Beam ci sono quattro driver full-range, un tweeter e tre radiatori passivi, oltre a cinque amplificatori in classe D. Come per la Playbar e la Playbase, i driver e i radiatori sono posizionati lungo la parte anteriore e i bordi esterni della soundbar, contribuendo così a creare un sound più coinvolgente e non incentrato solo sulla parte frontale.

Questa comunque non è semplicemente una soundbar, ma è anche un diffusore wireless multi-room in grado di riprodurre musica da qualsiasi fonte. Spotify, Tidal, Apple Music, Amazon, Google Play, Deezer, il vostro smartphone, Hard Disk collegati in rete: tutto ciò (e altro ancora) è supportato e può essere combinato in comode playlist.

Come nel caso di Playbar e Playbase, potete collegare due diffusori Sonos più piccoli (One, Play: 1, Play: 3 o Play: 5) e utilizzarli come diffusori posteriori-surround, oppure aggiungere un Sonos Sub. Sonos non ha aggiornato i codec audio supportati e quindi ci si deve accontentare di PCM stereo, Dolby Digital e Dolby Digital 5.1, senza quindi il supporto al DTS o a formati audio lossless. Inoltre, non esiste alcun supporto per il Dolby Atmos.

Bose TV Speaker

La soundbar Bose TV Speaker va a sostituire l’ormai vecchiotta Solo 5 TV, di cui però ripropone esattamente il prezzo (279 euro). Parliamo di una soundbar molto compatta (la lunghezza non supera i 60 cm e l’altezza è di poco più di 5 cm) con al suo interno tre driver: due full range angolati verso l’esterno per ampliare il fronte sonoro e un tweeter al centro dedicato ai dialoghi, la cui resa può essere amplificata da un’apposita modalità software.

Una seconda modalità audio aumenta la risposta in bassa frequenza ed è presente connettività Bluetooth 4.2, mentre le connessioni comprendono un ingresso ottico, un ingresso analogico su jack da 3,5 mm e una porta HDMI (ARC). La porta USB serve solo per eventuali aggiornamenti software e di servizio e non per riprodurre file audio da una memoria esterna.

A differenza della Soundbar 700 non è possibile abbinare i due speaker surround Bose ma, eventualmente, solo un subwoofer esterno a scelta tra il Bass Module 500 (449,95 euro) e il Bass Module 700 (799,95 euro). Con questo modello Bose punta insomma alla fascia bassa del mercato e a chi ha un TV di dimensioni compatte e desidera qualcosa che offra una qualità audio più che dignitosa.

Yamaha SR-B20A/SR-C20A

Le Yamaha SR-B20A/SR-C20A sono soundbar economiche e compatte caratterizzate da dimensioni molto contenute. Il modello più avanzato e grande dei due è il B20A (249 euro), che integra la tecnologia DTS Virtual:X già presente a bordo della soundbar Yamaha YAS-207. Questo codec DTS punta a simulare virtualmente il suono fornito da una configurazione 7.1.4 e, da quanto abbiamo potuto ascoltare da altre soundbar con la stessa tecnologia, il risultato è più che positivo.

All’interno dello chassis largo 91 cm e alto 5 cm troviamo due tweeter da 25mm, due woofer da 55mm e un subwoofer da 75mm (oltre a due radiatori passivi) per una potenza totale di 120W, mentre come connessioni sono disponibili HDMI ARC e due ingressi ottici, un’uscita subwoofer e un ricevitore Bluetooth (in questo caso 5.0). La modalità Clear Voice di Yamaha (presumibilmente una delle preferite dai clienti del produttore nipponico) è integrata per migliorare la chiarezza dei dialoghi, mentre alcune impostazioni audio (stereo, standard, film e gioco) offrono un minimo di personalizzazione.

La più compatta Yamaha C20A (249 euro) si spinge invece fino a 100W ed è priva del DTS Virtual:X, sebbene abbia l’elaborazione Dolby Digital e Virtual Surround per aiutare i suoi due driver full-range da 46mm, il subwoofer da 75mm e doppi radiatori passivi a riprodurre il suono dal suo chassis lungo solo 60 cm e alto 6 cm. HDMI ARC e due ingressi ottici si trovano accanto a un ingresso AUX (non c’è invece l’uscita subwoofer) e non manca il Bluetooth, così come la funzione Clear Voice e le quattro modalità audio della B20A.

Non solo le Yamaha B20A e C20A sono di dimensioni modeste per essere facilmente posizionate su uno scaffale o su un mobiletto TV, ma possono anche essere montate a parete senza bisogno di staffe aggiuntive. Infine, l’app Sound Bar Remote per iOS e Android permette di modificare facilmente da smartphone/tablet i contenuti, le modalità del suono, le funzioni Clear Voice e Bass Extension, nonché di accendere o spegnere l’unità.

Certo, visti i prezzi bisogna rinunciare a feature come la connettività Wi-Fi/Ethernet, AirPlay e MusicCast e a un importante elemento hardware come il subwoofer wireless incluso, ma per chi vuole spendere poco questi due nuovi modelli potrebbero risultare molto interessanti, soprattutto nel caso della B20A.

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